Il diario intimo (per sole immagini) di Richard Renaldi
Michela Marzano
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di MICHELA MARZANO, fotografie di RICHARD RENALDI
Il fotografo americano ha realizzato il primo autoritratto a dieci anni e da allora non ha mai smesso. Immortalando se stesso, ma anche i luoghi e gli uomini che più hanno segnato la sua vita. Il risultato è una autobiografia visiva, una ricerca intorno alla propria identità
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IlChi sono? Cosa desidero? Sono sempre la stessa persona o il passare inesorabile del tempo mi cambia? Je est un autre, "io è un altro" scriveva Rimbaud in una delle sue più celebri lettere spiegando come Cartesio, quando aveva immaginato di identificare l'essere con il pensiero, avesse in fondo avuto torto: "È falso dire: io penso; si dovrebbe dire io sono pensato". Nessuno coincide con l'immagine che gli altri possono farsi di noi. Anzi. È illusorio persino pensare di non essere altro che un "io" statico e monolitico, un'"identità" priva di "alterità". C'è l'identico e c'è il diverso; c'è ciò che resta immutato e ciò che cambia di continuo; c'è quello che si mostra e quello che invece si mantiene nascosto. Non è d'altronde proprio la ricerca del compromesso tra il "sé" e l'"altro da …
IlChi sono? Cosa desidero? Sono sempre la stessa persona o il passare inesorabile del tempo mi cambia? Je est un autre, "io è un altro" scriveva Rimbaud in una delle sue più celebri lettere spiegando come Cartesio, quando aveva immaginato di identificare l'essere con il pensiero, avesse in fondo avuto torto: "È falso dire: io penso; si dovrebbe dire io sono pensato". Nessuno coincide con l'immagine che gli altri possono farsi di noi. Anzi. È illusorio persino pensare di non essere altro che un "io" statico e monolitico, un'"identità" priva di "alterità". C'è l'identico e c'è il diverso; c'è ciò che resta immutato e ciò che cambia di continuo; c'è quello che si mostra e quello che invece si mantiene nascosto. Non è d'altronde proprio la ricerca del compromesso tra il "sé" e l'"altro da sé" che spinge da sempre gli artisti a mettersi in scena e a rappresentarsi? Ci si trasforma, ci si modella, ci si adatta. Talvolta si passa l'intera esistenza a cercare di corrispondere esattamente alle aspettative altrui - soprattutto quando lo sguardo che si posa su di noi quando siamo bambini porta con sé giudizi e rimproveri sul nostro essere, la nostra identità di genere, il nostro orientamento sessuale.
Richard a 16 anni
Ma a volte accade l'esatto contrario: il bisogno di riconoscimento incita a riconoscersi, spingendo al rifiuto di un "dover essere" codificato e normalizzato. Fino all'accettazione delle intrinseche contraddizioni e delle fratture identitarie che ognuno, per definizione, si porta dentro. Molto probabilmente è questo il senso dell'autobiografia visiva di Richard Renaldi, I Want Your Love, "voglio il tuo amore"; anche se per avere quest'amore è innanzitutto necessario che tu sappia chi io sia, accettandomi così come sono: questo corpo che è il cuore stesso dell'in-sé e del per-sé; questo "toccante-toccato" e "vedente-visto" che, come scrive Merleau-Ponty, lungi dall'essere una mera cosa, è sempre un oggetto dell'agire e del contemplare, ciò che si "ha" e che al tempo stesso si "è".
Le persone che ha incontrato: Seth
Sono trent'anni che Renaldi si fotografa raccontando i momenti più intimi della propria vita. Ha dieci anni quando scatta la prima fotografia nel bagno della casa di famiglia a Chicago: petto nudo, testa reclinata, braccio sollevato per mostrare i muscoli. Ne ha 23 quando posa a New York: le braccia conserte, un primo tatuaggio sulla spalla destra. Ne ha 46 quando nel 2014, a San Luis Obispo, senza nemmeno fissare l'obiettivo mostra le braccia muscolose ricoperte di tatuaggi. Un lungo percorso disseminato di dettagli e di colori: il corpo che si trasforma, l'identità sessuale che si afferma, l'omosessualità rivendicata e talvolta sbattuta direttamente in faccia allo spettatore. Un "io" che cerca il bandolo della matassa e che, pian piano, sembra affermarsi, anche se "io" è sempre "altro", e in ogni immagine c'è qualcosa che scivola e che si perde - altrimenti la verità sarebbe tradita; se mi vuoi amare ti devi accontentare di quello che ti mostro. Tanto è solo l'involucro esterno che si modifica.
Le persone che ha incontrato: David B
Essere o apparire, allora? Senz'altro entrambe le cose. Visto che quel corpo che "c'è, e c'è, e c'è", come scriveva Wis?awa Szymborska, non è solo la conseguenza necessaria delle caratteristiche fisiche, biologiche, cromosomiche e genetiche che distinguono un maschio da una femmina, ma anche il risultato di un complesso processo di costruzione culturale e sociale che, col tempo, definisce la specificità dell'identità sessuale di ognuno di noi. E se è vero che dietro ogni autoritratto c'è ricerca d'amore, è anche vero che non c'è amore senza accettazione dell'alterità e delle differenze che definiscono la nostra specificità identitaria.
Il fotografo e il festival Richard Renaldi è nato a Chicago nel 1968. Questo suo progetto, I Want Your Love, è in mostra al Si Fest di Savignano sul Rubicone (Fc), dal 14 al 30 settembre. A cura di Laura De Marco. I Want Your Love è anche un libro (Super Labo, pagg. 176, 68$)