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Il senso di Toninelli per le gaffe

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Il ministro crede di essere ancora un deputato dell'opposizione che ogni mattina deve andare all'assalto del Palazzo. Dimenticando che lì dentro, purtroppo per noi, oggi c'è lui
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Ci dev'essere un motivo, se Danilo Toninelli è il ministro più perculato del governo Conte, se su Twitter lo chiamano "Toni Nulla", se Maurizio Crozza ha scelto proprio lui come primo bersaglio della stagione giallo-verde. Purtroppo per lui, i motivi sono tanti.

L'ultimo l'ha generosamente offerto lo stesso ministro pubblicando ieri su Instagram una foto in cui appare giocondo e felice sulla poltrona del suo coiffeur. "Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere" recitava l'infelicissima didascalia. Come se il ministro che vuole revocare la concessione ad Autostrade potesse fare spensieratamente dell'ironia sulla tragedia del ponte Morandi. Come se quella sciagurata foto del giorno prima - lui che cede alla vanità sorridendo soddisfatto accanto a Vespa davanti al plastico del viadotto che ha ucciso 43 persone - non gli avesse insegnato nulla.

Evidentemente l'ala protettiva dell'astuto Casalino non arriv…
Ci dev'essere un motivo, se Danilo Toninelli è il ministro più perculato del governo Conte, se su Twitter lo chiamano "Toni Nulla", se Maurizio Crozza ha scelto proprio lui come primo bersaglio della stagione giallo-verde. Purtroppo per lui, i motivi sono tanti.

L'ultimo l'ha generosamente offerto lo stesso ministro pubblicando ieri su Instagram una foto in cui appare giocondo e felice sulla poltrona del suo coiffeur. "Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere" recitava l'infelicissima didascalia. Come se il ministro che vuole revocare la concessione ad Autostrade potesse fare spensieratamente dell'ironia sulla tragedia del ponte Morandi. Come se quella sciagurata foto del giorno prima - lui che cede alla vanità sorridendo soddisfatto accanto a Vespa davanti al plastico del viadotto che ha ucciso 43 persone - non gli avesse insegnato nulla.

Evidentemente l'ala protettiva dell'astuto Casalino non arriva fino a lui, altrimenti qualcuno lo avrebbe già preso sottobraccio per mostrargli, con parole vellutate, il massiccio contributo che egli stesso ha finora dato per il danneggiamento della sua immagine. Gli avrebbe ricordato, per cominciare, quella foto con lo sguardo perso nel vuoto che lui pubblicò su Facebook nei giorni della trattativa sul Contratto con un indimenticabile, sventurato commento: "Questa foto forse può dimostrare la massima concentrazione con cui stiamo affrontando questa importante missione" (da quel giorno, per tutti, lui è "il concentrato").

Poi gli avrebbe fatto rileggere il tweet in cui scriveva dell'"incrociatore italiano Vos Thalassa", scambiando un rimorchiatore per una nave da guerra (perfido commento dei soliti detrattori: "Occhio ai sommergibili pedalò").
E infine gli avrebbe spiegato che se un ministro dice alla Camera di aver "subìto pressioni interne ed esterne" da parte di Autostrade, o se scrive sul blog del suo partito che "la famiglia Benetton era ed è azionista di punta di Repubblica, L'Espresso e Il Messaggero", poi non ci fa una bella figura se si scopre che le "pressioni" erano di gennaio (e non erano dirette a lui) e che i Benetton non c'entrano proprio nulla con quei giornali.
Ora, forse è troppo tardi.

Questo ex sottotenente di complemento dei carabinieri, che la politica ha strappato a una sicura carriera di liquidatore di sinistri, questo fedelissimo di Di Maio che un anno dopo la sfortunata battaglia per diventare consigliere comunale di Crema (nove preferenze inclusa la sua) è diventato deputato e poi ministro, non ha coscienza del suo status. Il ministro Toni Nulla crede di essere ancora un deputato dell'opposizione che ogni mattina deve andare all'assalto del Palazzo. Dimenticando che lì dentro, purtroppo per noi, oggi c'è lui.