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La folla alla proiezione alla Sapienza di Roma 

Quelle piazze piene per le proiezioni pirata del film su Cucchi

Dalle università ai centri sociali, “Sulla mia pelle” viene mostrato gratuitamente sfidando il copyright. Molti l’hanno già visto su Netflix
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Un impressionante effetto domino: le proiezioni gratuite, "clandestine", di Sulla mia pelle, il film che racconta gli ultimi giorni di Stefano Cucchi, non si contano più. Roma, Milano, Trento, Parma, Bergamo, Fano, Bologna, Napoli. È un fenomeno spiazzante e repentino: il bisogno di comunità che si manifesta attraverso un film? Circoli di partito e laboratori politici, collettivi studenteschi, associazioni culturali - promotori diversi con lo stesso obiettivo: una visione collettiva pensata come gesto di militanza civile. Da nord a sud: a Rionero in Vulture (Potenza), lo spazio scelto dal Collettivo Rise Up era strapieno: "Uno degli incontri più partecipati degli ultimi anni", racconta Marcello, uno dei promotori. "E non si trattava di un evento ludico. Il tema del diritto d'autore? Viene scavalcato dall'importanza di una questione che riguarda tutti, la prepotenza e l'abuso delle funzioni delle forze dell'ordine, i …
Un impressionante effetto domino: le proiezioni gratuite, "clandestine", di Sulla mia pelle, il film che racconta gli ultimi giorni di Stefano Cucchi, non si contano più. Roma, Milano, Trento, Parma, Bergamo, Fano, Bologna, Napoli. È un fenomeno spiazzante e repentino: il bisogno di comunità che si manifesta attraverso un film? Circoli di partito e laboratori politici, collettivi studenteschi, associazioni culturali - promotori diversi con lo stesso obiettivo: una visione collettiva pensata come gesto di militanza civile. Da nord a sud: a Rionero in Vulture (Potenza), lo spazio scelto dal Collettivo Rise Up era strapieno: "Uno degli incontri più partecipati degli ultimi anni", racconta Marcello, uno dei promotori. "E non si trattava di un evento ludico. Il tema del diritto d'autore? Viene scavalcato dall'importanza di una questione che riguarda tutti, la prepotenza e l'abuso delle funzioni delle forze dell'ordine, i segni che lasciano 'sulla nostra pelle'".
La proiezione affollatissima di venerdì sera all'Università di Roma La Sapienza ha avuto una coda polemica sempre sulla tutela del copyright: "Ma in un Paese che definanzia sempre più la cultura, il problema non può essere questo". Dal gruppo Sapienza Clandestina raccontano che è stata un'esperienza diversa da tutte le altre: "Abbiamo visto gente andarsene con gli occhi gonfi dalle lacrime ma anche con tanta rabbia. Il caso Cucchi, a Roma, non è mai stato solo un caso di cronaca nera: lo dimostrano duemila persone che hanno voluto vedere il film strette le une alle altre". Platea eterogenea per età: non solo giovani, anche moltissimi adulti. Il punto è la condivisione: "So che molti partecipanti hanno già visto il film su Netflix o in sala, ma torneranno a vederlo", spiega Vincenzo, che ha messo in piedi una proiezione a Marano (Napoli). "Non credo che in casi come questo si faccia un danno alla produzione, anzi. Iniziative così fanno crescere l'attenzione verso il film e soprattutto verso la storia che racconta, che tocca moltissimo chi abita le periferie e vive spesso situazioni di sfiducia nei confronti delle forze dell'ordine".
A Prato si proietta il film il 20 settembre nella piazza dell'Università: "Ci siamo completamente autofinanziati", dice Diego di Left Lab. "Su Facebook abbiamo già mille persone prenotate. È una proiezione pirata, certo, ma il confine fra azione legale e illegale mi pare sia da riconsiderare sulla base di una comunità che si ritrova per un gesto fortemente politico". A Milano, una prima proiezione organizzata dal laboratorio universitario Lume è fallita per qualche problema tecnico e per la pioggia; sarà replicata domani sera più volte. Racconta Giovanni: "L'evento Facebook, con 14mila partecipanti, era peraltro stato segnalato dalla produzione del film e rimosso. Insistiamo convinti che questa storia debba arrivare a più persone possibile e che vedere il film insieme faccia la differenza. Solo così si può costruire una coscienza intorno all'abuso di potere in divisa e in generale sulle condizioni di vita nelle carceri italiane". Riecheggia così le parole di Ilaria Cucchi, che ieri ha contestato il "piantonamento" da parte delle forze dell'ordine a una proiezione ufficiale a Riccione. Ancora: Niccolò, di Làbas, che ha organizzato la proiezione a Bologna: "È stato come scendere in piazza. È una verità, quella del film, troppo impegnativa per i singoli". Riccardo, della rete giovanile AltreMenti Valle Peligna (Sulmona), indica - rispetto alla partecipazione - "numeri che per la nostra realtà molto piccola sono incredibili. Il bisogno di vedere il film insieme è stato manifestato dalle persone: d'altra parte, mancano spazi di aggregazione, di discussione. Il confronto è stato intergenerazionale e l'intervento di volontari che lavorano in carcere ha arricchito la discussione, proiettandola su realtà molto concrete e molto vicine".
Alessandro Borghi nei panni di Stefano Cucchi nel film "Sulla mia pelle" 

Le reazioni

Il produttore: "Meglio in sala, la pirateria ci danneggia". La sorella Ilaria: "Ora è una storia di tutti"

di Arianna Finos

Non solo nelle piazze alle proiezioni spontanee, in tanti sono andati a vedere Sulla mia pelle al cinema: nei primi quattro giorni il film sulla storia di Stefano Cucchi ha incassato oltre 183 mila euro, quasi trentamila spettatori e una media per sala molto alta. "È un'emozione enorme", racconta Ilaria Cucchi. "Se penso da dove siamo partiti, mio fratello Stefano morto come un cane, vedere l'abbraccio di tante persone normali è una cosa grandissima". Delle affollate proiezioni "clandestine" sparse per l'Italia dice: "Questa storia ormai appartiene alla collettività. Chiaramente vedere il film e Alessandro Borghi al cinema è meraviglioso e commovente. Ma d'altra parte questo movimento spontaneo è un segnale forte. A dispetto di chi voleva metterla a tacere, questa storia oggi si vede nelle piazze e in centonovanta paesi. A noi interessa che sia visto, che se ne parli. Con la nostra onlus siamo estranei a ogni operazione economica".
Il produttore del film Andrea Occhipinti di Lucky Red (con Cinemaundici) ritiene che "l'interesse sulla storia di Stefano Cucchi è importante. Ma la pirateria per noi è il nemico che minaccia i posti di lavoro. Fin da subito è stato contrario alle proiezioni nei luoghi pubblici. Aveva proposto di aspettare almeno prima del 14 ottobre, "perché sono pirata", ricorda. "La pirateria mette a rischio i posti di lavoro. Le autorità ci dicono che possono fare poco di fronte a iniziative improvvisate, non riescono ad arginarle. Noi difendiamo il lavoro che non è solo del regista e degli attori ma della struttura che c'è dietro e che va remunerata. Io sono andato alla proiezione alla Sapienza di Roma: non si capiva nulla, si sentiva male, tutti parlavano e bevevano. Come fai in queste condizioni a goderti il film?". Alessandro Borghi ha la voce colma d'emozione: "Quando vedo una foto con 2.200 persone sul prato a vedere il film mi viene da piangere. Quello che succede va al di sopra del cinema, stiamo tutti lottando per la stessa causa, c'è un'unione di gente che guarda il racconto sulla stessa grande piattaforma, in una comunione di pensieri". Ma, avverte "voglio ricordare che ogni biglietto staccato è la possibilità di vedere l'anno prossimo un nuovo film bello. Chi vuole dare un vero sostegno, lo fa andando al cinema. Se non fossi stato a Padova, sarei andato alla Sapienza, non sono un bacchettone. Mi spiace si debba vedere il film su uno straccio bianco largo un metro, diventa altro: stiamo insieme in piazza per Stefano, ma allora non serve proiettare il film". Borghi ha creduto nel film "già leggendo la sceneggiatura, sapevo che avrebbe mosso gli animi. Ma è meraviglioso arrivare davanti alle sale e trovare la folla".