✕
L'ambulanza della Croce Rossa davanti al mare di Marina di Carrara con il paziente di 88 anni 

Il vecchio e il mare, l’ultima volta con l’ambulanza sulla spiaggia

Ascolta l'audio

Il desiderio di un anziano: accontentato. I sanitari hanno aperto il portellone fermandosi qualche minuto davanti al litorale toscano  
2 minuti di lettura
L'ambulanza, partita da Carrara, è diretta a Ivrea. A bordo c'è un uomo di ottantotto anni, costretto a lasciare i suoi luoghi per essere ricoverato in un ospedale che non sia troppo distante dalla zona in cui vivono i figli. Ai volontari che lo accompagnano, l'anziano malato fa una richiesta inattesa. Vorrebbe fare una breve sosta. Prima di lasciarsi alle spalle Marina di Carrara, gli piacerebbe vedere il mare per qualche minuto, ancora una volta. Forse l'ultima volta, dice il figlio nel post con cui ringrazia chi ha esaudito quel desiderio. Lui li chiama i quattro angeli, Tiziana, Debby, Maurizio e Alessandro; loro dicono che non è niente, è solo un piccolo gesto.

Eccolo lì, il signor Gianfredi, con l'erogatore nasale per l'ossigeno, disteso sulla sua barella rivolta verso il mare. È una giornata limpida di fine estate. Nella fotografia si intravede, al limite della spiaggia sassosa, qualcuno che azzarda un bagno di …
L'ambulanza, partita da Carrara, è diretta a Ivrea. A bordo c'è un uomo di ottantotto anni, costretto a lasciare i suoi luoghi per essere ricoverato in un ospedale che non sia troppo distante dalla zona in cui vivono i figli. Ai volontari che lo accompagnano, l'anziano malato fa una richiesta inattesa. Vorrebbe fare una breve sosta. Prima di lasciarsi alle spalle Marina di Carrara, gli piacerebbe vedere il mare per qualche minuto, ancora una volta. Forse l'ultima volta, dice il figlio nel post con cui ringrazia chi ha esaudito quel desiderio. Lui li chiama i quattro angeli, Tiziana, Debby, Maurizio e Alessandro; loro dicono che non è niente, è solo un piccolo gesto.

Eccolo lì, il signor Gianfredi, con l'erogatore nasale per l'ossigeno, disteso sulla sua barella rivolta verso il mare. È una giornata limpida di fine estate. Nella fotografia si intravede, al limite della spiaggia sassosa, qualcuno che azzarda un bagno di settembre. È un'immagine che lascia interdetti per qualche istante, poi commossi. Non ha bisogno di didascalie, parla come parla la vita, trasparente, universale. Indica l'appuntamento inevitabile? No, non è questo il punto. Qualcosa che sta nei pressi del traguardo - la manciata di attimi che, senza poterli contare, ce ne separano; e comunque, la possibilità di rubare, portare via con noi qualcosa. Ma cosa? Non è un trasloco, la lista è corta. Non funziona nemmeno come un generico "before I die" - un progetto di arte diffusa chiamato così ha tradotto la lista dei desideri in pareti su cui scrivere, e condividere. Se c'entrano i desideri, e forse sì, ecco: proprio l'ultimo.

Che cosa dunque? Una sigaretta, un tramonto, un bicchiere di vino, un bacio. Un quadro di Rembrandt. Una canzone. Un posto in cui tornare. Oppure una cosa ancora più semplice, una cosa da niente: un frullato al gusto di moka che fanno in un bar della città in cui siamo nati. L'anno scorso, Emily, cinquant'anni, ricoverata a Washington per un tumore al pancreas, ha chiesto di poter avere ancora una volta, sulla lingua, il sapore di quel frullato. È stata accontentata. Ma chissà quanta vita c'è dentro un frullato, quanta, e come bevendolo - col traguardo come un muro al capo del letto - può sembrare di riaverne insieme tutti i sapori. La solita terribile storia è che non ci appartiene niente, non possiamo tenere né trattenere niente.

Ecco ciò che devi amare e sapere, ha scritto il filosofo Jean-Luc Nancy. E se ci è dato il tempo di un'ultima richiesta, è dura scegliere tra le infinite, bellissime cose da niente di cui è fatta una giornata non memorabile. In Australia, Queensland, una squadra di volontari si offre a persone malate con lo stesso programmatico slancio dei volontari della Croce rossa di Ivrea. Nessuno sforzo, nessun dono materiale. Sono - sempre che il tempo lo conceda - assistenti, accompagnatori, complici di una piccola e decisiva, preziosissima illusione. Provano a bloccare gli orologi: attimo fermati, sei bello! E facendolo per il signor Gianfredi, consentendogli di portarsi appresso, in un tratto di vita faticoso, ancora un lampo di bellezza, ancora il bagliore del suo mare sulla retina, lo fanno pure per noi. O quantomeno - mettendoci davanti alla loro premura generosa - ci spingono, che so, a fare un po' più profondo un respiro: davanti al solito tramonto, alla miracolosa stranezza di essere vivi. E a sentire con più concentrazione il sapore del frullato domattina, il bicchiere di vino di stasera, a fissare più a lungo possibile il lungomare di Marina di Carrara, e qualunque lungomare - come se fosse sempre l'ultima volta, come se fosse sempre la prima.