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 Luigi Di Maio e Matteo Salvini 

Il governo del grande inganno

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I veri danneggiati sono i risparmiatori, il governo chieda i danni a se stesso
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Matteo Salvini si dice pronto a chiedere i danni ai responsabili dell’aumento dello spread fra nostri Btp e i Bund tedeschi, prefigurando in tal modo il caso inedito di un governo che a rigor  di logica dovrebbe chiederli a se stesso. Anche se gli unici aventi diritto a promuovere una causa per risarcimento nei confronti suoi e di altri colleghi ministri sarebbero i risparmiatori.
Ecco le vere vittime  di questo increscioso e continuo rovesciamento della realtà che dà la colpa della tempesta sui nostri titoli di Stato a certi burattinai di Bruxelles 
e Francoforte o a qualche cospirazione ai danni del popolo italiano ordita dai potenti riuniti in gruppi modello Bilderberg.  Il tutto con l’audace sostegno del terrorismo mediatico.

La realtà è ben diversa. Quel sistema complesso che rappresenta gli interessi di milioni di investitori e risparmiatori (fra cui noi stessi e le nostre famiglie), e va sotto il nome di…
Matteo Salvini si dice pronto a chiedere i danni ai responsabili dell’aumento dello spread fra nostri Btp e i Bund tedeschi, prefigurando in tal modo il caso inedito di un governo che a rigor  di logica dovrebbe chiederli a se stesso. Anche se gli unici aventi diritto a promuovere una causa per risarcimento nei confronti suoi e di altri colleghi ministri sarebbero i risparmiatori.
Ecco le vere vittime  di questo increscioso e continuo rovesciamento della realtà che dà la colpa della tempesta sui nostri titoli di Stato a certi burattinai di Bruxelles 
e Francoforte o a qualche cospirazione ai danni del popolo italiano ordita dai potenti riuniti in gruppi modello Bilderberg.  Il tutto con l’audace sostegno del terrorismo mediatico.

La realtà è ben diversa. Quel sistema complesso che rappresenta gli interessi di milioni di investitori e risparmiatori (fra cui noi stessi e le nostre famiglie), e va sotto il nome di “mercati”, non obbedisce alle oscure trame delle lobby finanziarie mondiali. Come qualcuno vorrebbe far credere agli italiani, trattandoli da gonzi. Perché rispetta una sola regola: la fiducia. Se manca quella, manca l’elemento essenziale.
Per anni la Lega ha manifestato pubblicamente l’intenzione di uscire dall’euro, tanto che ancora prima delle elezioni il suo leader Salvini ha dichiarato «se la Lega va al governo, noi usciamo». Idem, con sfumature talvolta diverse, il Movimento 5 stelle: il cui capo politico Luigi Di Maio ha affermato anch’egli pubblicamente che in caso di referendum voterebbe per l’uscita dell’Italia dall’euro. Sareste oggi rassicurati dal fatto che mentre il premier facente funzioni garantisce che l’uscita dall’euro non è nel contratto di governo il presidente di una importante commissione parlamentare dica con totale noncuranza alla radio di Stato «se l’Italia avesse una sua moneta molti problemi sarebbero risolti»? Con l’aggiunta, in rapida successione, di un vicepremier leghista che dà dell’ubriacone al presidente della Commissione europea Juncker, accusato di contestare il Def perché non rispetta gli impegni presi, e l’altro vicepremier grillino che martella senza sosta l’Europa aggiungendo che Juncker non è adatto a rivestire quel ruolo? Vi sembrano i toni di un appello responsabile ad aver fiducia?

La ragione per cui lo spread sale è semplicemente questa. Gli investitori e i risparmiatori sono sconcertati dalle continue sparate contro l’euro e contro l’Ue. Non hanno fiducia. Temono che l’Italia, volendosi il suo governo indebitare ancora di più a dispetto delle regole europee, possa avere difficoltà ad onorare il proprio debito già ingentissimo. Per prestarle altri denari pretendono quindi una contropartita economica: interessi via via più alti. Il che automaticamente fa scemare il valore dei nostri Btp. Le banche, che hanno nei forzieri il 10 per cento del debito pubblico italiano, vedranno calare le loro azioni in borsa e dovranno registrare le perdite nei bilanci. E chi ha comprato quote di fondi d’investimento anche a bassissimo rischio scoprirà come pure quelle quote abbiano perso di valore: perché dentro i fondi ci sono sia le azioni delle banche sia i Btp. 

Quando si ha a che fare con i soldi, siano quelli dei grandi investitori o dei piccoli risparmiatori, la fiducia è dunque tutto. E i tanto deprecati mercati non amano le prese in giro: sanno distinguere benissimo quanto, e soprattutto di chi, fidarsi. Certo non di chi sta lì, davanti al pagliaio, con la torcia accesa in mano. Ecco chi fa terrorismo, non i giornali.