Alla ricerca dell'onda perfetta
Fabio Marzano , di FABIO MARZANOÈ la stagione del surf. Liguria e Sardegna posti ideali per le acrobazie sulla tavola
Nel Mediterraneo il surf non è uno sport estivo. Più che costume da bagno e crema solare serve una muta integrale. Alle nostre latitudini, l’onda perfetta si presenta con mare mosso e tempo incerto. L’autunno è il periodo ideale per praticare questo sport e in questi giorni si è aperta la stagione del surf in Italia. Pochi sanno che le acrobazie sulla tavola sono regolate da una scienza con studiosi in tutto il mondo, Italia compresa. All’Università di Genova Giovanni Besio, docente di costruzioni marittime e ingegneria portuale, guida l’unico gruppo di ricercatori che si dedica alla fisica del surf e all’osservazione delle onde nel Mediterraneo. «È una disciplina che abbina scienza dei fluidi, oceanografia, meteorologia e può aiutare gli amanti della tavola ad affrontare con maggiore preparazione il mare» spiega il docente genovese. Certo: numeri, tavole e previsioni del tempo rischiano di cris…
Nel Mediterraneo il surf non è uno sport estivo. Più che costume da bagno e crema solare serve una muta integrale. Alle nostre latitudini, l’onda perfetta si presenta con mare mosso e tempo incerto. L’autunno è il periodo ideale per praticare questo sport e in questi giorni si è aperta la stagione del surf in Italia. Pochi sanno che le acrobazie sulla tavola sono regolate da una scienza con studiosi in tutto il mondo, Italia compresa. All’Università di Genova Giovanni Besio, docente di costruzioni marittime e ingegneria portuale, guida l’unico gruppo di ricercatori che si dedica alla fisica del surf e all’osservazione delle onde nel Mediterraneo. «È una disciplina che abbina scienza dei fluidi, oceanografia, meteorologia e può aiutare gli amanti della tavola ad affrontare con maggiore preparazione il mare» spiega il docente genovese. Certo: numeri, tavole e previsioni del tempo rischiano di cristallizzare in formule l’immagine romantica del surf ma l’onda spesso rimane un’incognita. «In natura quella perfetta non esiste, l’alchimia di questi fenomeni dipende da parametri diversi come, per esempio, la forza del vento e il tratto di mare dove si forma», prosegue Besio. Prima di immergere la tavola in acqua, per esempio, bisognerebbe considerare anche il “terreno” su cui ci si muove. «Accade spesso che le onde siano perfette in una spiaggia e del tutto inconsistenti in quella accanto a causa del fondale», aggiunge lo scienziato. «Il migliore per il surf è quello che non cambia nel tempo come la barriera corallina».
Ci sono due litorali in Italia che hanno la giusta combinazione di fondale e vento per onde potenti. A Varazze in Liguria, su una secca di roccia artificiale e ricavata e sul tavolato di Capo Mannu in Sardegna. «Se le onde viaggiano su un fondo più alterabile, come la sabbia per esempio, saranno più capricciose e meno prevedibili», spiega ancora Besio.
La forma dei cavalloni si può prevedere anche in base al vento. «Quando è molto forte e persistente, l’onda sarà più lunga e alta, mentre se si muove in direzione opposta a quella di propagazione del moto ondoso, l’onda sarà ripida e con una pendenza accentuata», precisa lo scienziato genovese. In media, nei nostri mari, l’onda massima è alta dai 2 ai 4 metri. «Il Mediterraneo è spesso considerato un bacino chiuso, simile a un lago, e di conseguenza poco adatto per il surf. In realtà, è una fucina di intensi sistemi frontali e depressioni che sviluppandosi e rinforzandosi danno origine a frequenti burrasche e mareggiate ideali per chi pratica questo sport», conclude Besio. Per avere onde da record, oltre alle mareggiate, conta anche la quantità di acqua che si muove. Il tratto di litorale tra Voltri e le Cinque Terre, in Liguria, ha il fronte d’acqua più esteso del Mediterraneo perché ci sono circa mille chilometri di mare aperto ininterrotto fino alle coste dell’Algeria. Big Mama, l’onda ciclopica di 35 metri che si è registrata a gennaio di quest’anno a Praia do Norte, spiaggia amata dai surfisti a Nazaré, in Portogallo, è stata favorita anche dalla enorme distesa d’acqua che separa il litorale lusitano dalle coste Usa.
Ci sono due litorali in Italia che hanno la giusta combinazione di fondale e vento per onde potenti. A Varazze in Liguria, su una secca di roccia artificiale e ricavata e sul tavolato di Capo Mannu in Sardegna. «Se le onde viaggiano su un fondo più alterabile, come la sabbia per esempio, saranno più capricciose e meno prevedibili», spiega ancora Besio.
La forma dei cavalloni si può prevedere anche in base al vento. «Quando è molto forte e persistente, l’onda sarà più lunga e alta, mentre se si muove in direzione opposta a quella di propagazione del moto ondoso, l’onda sarà ripida e con una pendenza accentuata», precisa lo scienziato genovese. In media, nei nostri mari, l’onda massima è alta dai 2 ai 4 metri. «Il Mediterraneo è spesso considerato un bacino chiuso, simile a un lago, e di conseguenza poco adatto per il surf. In realtà, è una fucina di intensi sistemi frontali e depressioni che sviluppandosi e rinforzandosi danno origine a frequenti burrasche e mareggiate ideali per chi pratica questo sport», conclude Besio. Per avere onde da record, oltre alle mareggiate, conta anche la quantità di acqua che si muove. Il tratto di litorale tra Voltri e le Cinque Terre, in Liguria, ha il fronte d’acqua più esteso del Mediterraneo perché ci sono circa mille chilometri di mare aperto ininterrotto fino alle coste dell’Algeria. Big Mama, l’onda ciclopica di 35 metri che si è registrata a gennaio di quest’anno a Praia do Norte, spiaggia amata dai surfisti a Nazaré, in Portogallo, è stata favorita anche dalla enorme distesa d’acqua che separa il litorale lusitano dalle coste Usa.