Manovra: dal governo neolingua e vecchi trucchi
Francesco Manacorda , di FRANCESCO MANACORDA
Ci sono le dichiarazioni che vogliono essere roboanti e talvolta sono solo surreali. Il "Nuovo Contratto Sociale", scritto proprio così, con le maiuscole, da Luigi Di Maio, che "taglia i privilegi per restituire i diritti". C'è la prosecuzione della caccia allo straniero con altri mezzi a cura di Matteo Salvini: "Dal mio fronte del ministero dell'Interno ci sono risparmi di spesa corrente, cash, di oltre mezzo miliardo di euro dalla voce immigrazione per i minori sbarchi". Spicca lo sprezzo del ridicolo del premier Conte: "È la dimostrazione che abbiamo lavorato con metodo, avendo le idee chiare".
E poi ci sono i fatti. Un condono fiscale in piena regola che elimina interessi e sanzioni per chi non ha dichiarato fino a 100 mila euro, che verranno per di più tassati con la moderatissima aliquota del 20%, una cancellazione davvero tombale delle cartelle fino a mille euro dal 2000 al 2010: sono misure che invogl…
E poi ci sono i fatti. Un condono fiscale in piena regola che elimina interessi e sanzioni per chi non ha dichiarato fino a 100 mila euro, che verranno per di più tassati con la moderatissima aliquota del 20%, una cancellazione davvero tombale delle cartelle fino a mille euro dal 2000 al 2010: sono misure che invogl…
Ci sono le dichiarazioni che vogliono essere roboanti e talvolta sono solo surreali. Il "Nuovo Contratto Sociale", scritto proprio così, con le maiuscole, da Luigi Di Maio, che "taglia i privilegi per restituire i diritti". C'è la prosecuzione della caccia allo straniero con altri mezzi a cura di Matteo Salvini: "Dal mio fronte del ministero dell'Interno ci sono risparmi di spesa corrente, cash, di oltre mezzo miliardo di euro dalla voce immigrazione per i minori sbarchi". Spicca lo sprezzo del ridicolo del premier Conte: "È la dimostrazione che abbiamo lavorato con metodo, avendo le idee chiare".
E poi ci sono i fatti. Un condono fiscale in piena regola che elimina interessi e sanzioni per chi non ha dichiarato fino a 100 mila euro, che verranno per di più tassati con la moderatissima aliquota del 20%, una cancellazione davvero tombale delle cartelle fino a mille euro dal 2000 al 2010: sono misure che invoglieranno a trattare sempre e ancora di più in modo distratto quel fisco che - dicono - sarà "amico"; altro che la galera agli evasori... Una controrifoma pensionistica che sebbene i numeri siano ampiamente esagerati - 400 mila, sostiene Salvini, dovrebbero approfittare subito di "quota 100" - mette in tensione la stabilità del sistema previdenziale e spara la promessa impossibile di almeno altrettanti giovani assunti.
La partenza delle pensioni e del reddito cosiddetto "di cittadinanza", 780 euro da ricevere anche per i giovani iscritti alle liste di collocamento; una misura che presumibilmente riscuoterà calorosi consensi nelle valli bergamasche dove la Lega ha la maggioranza e i furgoni carichi di muratori partono alle cinque del mattino. L'abolizione del "privilegio" - Di Maio dixit - delle pensioni sopra i 4500 euro netti, anche se chi le percepisce ha pagato regolarmente i suoi contributi e sebbene una misura del genere non reggerà mai l'esame della Corte Costituzionale, quel polveroso organo che nessun popolo ha mai eletto, ma che proprio la Costituzione ha voluto.
Neolingua e vecchi trucchi, ecco che cosa c'è dentro e dietro la manovra dell'esecutivo gialloverde, nata per conciliare due inconciliabili programmi non di governo, ma semplicemente elettorali. Cinque Stelle e Lega hanno qualche ragione per essere soddisfatti: hanno mantenuto, almeno in parte, le promesse fatte prima delle elezioni. Si sono solo dimenticati di spiegare - a noi e a tutti i loro elettori - chi le pagherà e a quale prezzo.
E poi ci sono i fatti. Un condono fiscale in piena regola che elimina interessi e sanzioni per chi non ha dichiarato fino a 100 mila euro, che verranno per di più tassati con la moderatissima aliquota del 20%, una cancellazione davvero tombale delle cartelle fino a mille euro dal 2000 al 2010: sono misure che invoglieranno a trattare sempre e ancora di più in modo distratto quel fisco che - dicono - sarà "amico"; altro che la galera agli evasori... Una controrifoma pensionistica che sebbene i numeri siano ampiamente esagerati - 400 mila, sostiene Salvini, dovrebbero approfittare subito di "quota 100" - mette in tensione la stabilità del sistema previdenziale e spara la promessa impossibile di almeno altrettanti giovani assunti.
La partenza delle pensioni e del reddito cosiddetto "di cittadinanza", 780 euro da ricevere anche per i giovani iscritti alle liste di collocamento; una misura che presumibilmente riscuoterà calorosi consensi nelle valli bergamasche dove la Lega ha la maggioranza e i furgoni carichi di muratori partono alle cinque del mattino. L'abolizione del "privilegio" - Di Maio dixit - delle pensioni sopra i 4500 euro netti, anche se chi le percepisce ha pagato regolarmente i suoi contributi e sebbene una misura del genere non reggerà mai l'esame della Corte Costituzionale, quel polveroso organo che nessun popolo ha mai eletto, ma che proprio la Costituzione ha voluto.
Neolingua e vecchi trucchi, ecco che cosa c'è dentro e dietro la manovra dell'esecutivo gialloverde, nata per conciliare due inconciliabili programmi non di governo, ma semplicemente elettorali. Cinque Stelle e Lega hanno qualche ragione per essere soddisfatti: hanno mantenuto, almeno in parte, le promesse fatte prima delle elezioni. Si sono solo dimenticati di spiegare - a noi e a tutti i loro elettori - chi le pagherà e a quale prezzo.