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(ap)

I ragazzi di Mancini e le ragazze di Mazzanti: come riempire un vuoto in poche ore

La più bella Nazionale di calcio degli ultimi 20 anni e una squadra di pallavolo femminile in grado di spingersi alla semifinale Mondiale. Per dimenticare che negli sport di squadra l'Italia non vince un titolo da sette anni
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E' incredibile come si possa rapidamente passare da una notte senza luna a una notte magica, anzi due. Dal constatare che le nazionali italiane "in effetti stentano" oppure "manca sempre il soldo per fare una lira" al ritrovarsene due di Nazionali, non una, capaci di entrare in semifinale a un Mondiale di pallavolo e l'altra di giocare a calcio come non accadeva da chissà quanto (sembra poco ma in realtà è tantissimo). Pallavolo femminile e calcio maschile sono dunque le prime due perle di una collana che vorremmo presto veder uscire, preziosa ma non sfarzosa né kitsch, dalle mani dell'orafo dello sport e dal suo fascinoso laboratorio di bellezze tecniche. Una collana che vorremmo composta anche di pallanuoto, basket e staffette. Le uniche "squadre" italiane a vincere stabilmente sono quelle assortite ma ristrette della scherma: lì cambiano le epoche, variano i nomi, ma il primato non ce lo toglie nessuno. Al…
E' incredibile come si possa rapidamente passare da una notte senza luna a una notte magica, anzi due. Dal constatare che le nazionali italiane "in effetti stentano" oppure "manca sempre il soldo per fare una lira" al ritrovarsene due di Nazionali, non una, capaci di entrare in semifinale a un Mondiale di pallavolo e l'altra di giocare a calcio come non accadeva da chissà quanto (sembra poco ma in realtà è tantissimo). Pallavolo femminile e calcio maschile sono dunque le prime due perle di una collana che vorremmo presto veder uscire, preziosa ma non sfarzosa né kitsch, dalle mani dell'orafo dello sport e dal suo fascinoso laboratorio di bellezze tecniche. Una collana che vorremmo composta anche di pallanuoto, basket e staffette. Le uniche "squadre" italiane a vincere stabilmente sono quelle assortite ma ristrette della scherma: lì cambiano le epoche, variano i nomi, ma il primato non ce lo toglie nessuno. Altrove fatichiamo. Per la prima volta in assoluto nell'atletica leggera, a luglio una staffetta italiana ha vinto l'oro: la 4x400 Under 20. La stessa pallavolo maschile si è arenata proprio dove sarebbe stato lecito pensare che avrebbe preso il largo. E' mancato lo spiffero dorato per salire al piano superiore, alla semifinale. Ed è mancato proprio in quel primo set contro la Polonia. In semifinale sono arrivate invece le ragazze con l'anomalo "quarto-non quarto" giocato contro il Giappone. Aspettiamo con ansia e fiducia lo spiffero dorato.
 
Per smentire un'inveterata certezza, il calcio azzurro, sempre con una Polonia da battere lungo il cammino, ha offerto qualcosa che sa quasi di inedito. Ha giocato bene, a tratti benissimo. Non si ricordano prestazioni esteticamente così convincenti e concrete. Nemmeno nel Mondiale vinto siamo mai stati tanto belli. Vediamo un po'. Ecco, forse trenta minuti della finale europea Italia-Francia, con Totti che mandava in rete chiunque, anche Del Piero, e con quella meravigliosa azione del gol di Delvecchio, tacco di Totti, cross di Pessotto. Ecco forse quella Nazionale lì, la Nazionale di Dino Zoff, è stata l'ultima ad emozionare per ciò che seppe dimostrare, in termini di pragmatica bellezza (anche se poi vinsero Wiltord e Trezeguet). Forse per salutare l'evento (la ricomparsa del bello in azzurro) faremmo bene a spostare sul pallone l'appellativo in uso presso altri sport e altre nazionali: chiamiamoli i "ragazzi di Mancini". Già, più ragazzi che uomini al servizio di una causa, più ragazzi che danno l'impressione di divertirsi e che attraverso il divertimento bucano la porta avversaria e il video della gente a casa. Per la prima volta da tempo immemorabile gli azzurri di Chorzow non sembravano dei professionisti, magnifico e forse inatteso complimento. Sembravano piuttosto dei "canterani", abituati a passarsi la palla, come diceva Guardiola dei suoi al primo Barcellona allenato, "come se fosse al campetto sotto casa", perché l'amore per il pallone comincia quando i due divertimenti (tenere la palla e passare la palla) si mescolano e una volta mescolati (di solito in tenera età) non si separano più. Proprio questo l'Italia sembrava: una squadra al campetto sotto casa, vestita con una muta prestata dal portiere del palazzo, che eseguiva movimenti spontanei, collaudati dall'amicizia, rinforzati dalle tante cose in comune e da una serie di certezze già inattaccabili: come quella del vedersi senza dover alzare lo sguardo.
 
C'era qualcosa di antico nei ragazzi di Mancini, l'altra sera. Qualcosa di antico nell'onnipresenza di Insigne, Barella e Verratti, nella mobilità di Bernardeschi, nella rapidità di Jorginho (più rapido del solito perché anche lui si stava divertendo?), nella semplicità degli inserimenti dei terzini (la differenza non sta nella loro semplicità ma nel tempismo, nel "timing").  Sapevano di antico e di vagamente adolescenziale pure il sederone di Donnarumma e le spallucce di Lasagna. Insomma tutto così antico, forse Mancini compreso, con quel suo look da cantante confidenziale anni Settanta e quei festeggiamenti contagiosi da compagni di scuola, che tutto pareva riflettere un calcio tornato di colpo a una perduta purezza, privo di inquinamenti dottrinali e tuttavia ricolmo di desideri. Così antico da rappresentare una rampa di lancio per il futuro.
 
Le Nazionali italiane non vincono mondiali o olimpiadi da tanti anni. Quella del calcio ha alzato l'ultima Coppa nel 2006 (12 anni). L'ultimo acuto del Setterosa è stato l'oro olimpico di Atene nel 2004 (14 anni). La pallavolo maschile è ferma al trittico mondiale chiuso nel '98 (20 anni). Quella femminile al titolo mondiale del 2002 (16 anni). Il basket femminile si è fermato a un oro europeo nel '38 (80 anni) ed è stato 4° al mondiale del '75. Il basket maschile piange ancora i due argenti olimpici (Mosca e Atene) e non sono bastati i due ori europei per consolarsi, l'ultimo nel '99 (19 anni). Anche se il beach soccer ha conquistato l'Europeo quest'anno, la nazionale italiana di uno sport storico che ha vinto più di recente è stata il Settebello, grazie al titolo vinto ai Mondiali di Shanghai nel 2011. Il conto non torna. E' ora di aggiornare le statistiche.