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Vertice europeo a Bruxelles (reuters)

Italiani, europeisti riluttanti

Il recupero di credibilità e di prestigio della Ue procede più spedito nel resto del continente rispetto all'Italia. Roma si troverà sempre più isolata
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Europeisti riluttanti, gli italiani si stanno molto lentamente riconciliando con la Ue, ma restano tra i meno convinti che l'Europa sia stata per loro una scelta benefica. È questo il quadro dipinto dall'ultima indagine dell'Eurobarometro condotta per il Parlamento europeo.

Da quando due partiti fortemente eurocritici come il M5S e la Lega hanno vinto le elezioni, gli italiani sembrano essere tornati ad apprezzare l'Europa, forse perché si fa più concreta la possibilità di vedersene esclusi. Il 65 per cento dei nostri concittadini vuole restare nell'euro, ma siamo i meno entusiasti tra tutti i Paesi che hanno adottato la moneta unica (media dell'area euro 77 per cento). Solo il 42 per cento pensa che l'appartenenza all'Unione europea sia un fatto positivo: è il livello più basso con la Cechia, ma è comunque in rialzo rispetto ad aprile scorso (39 per cento), e soprattutto è tre volte superiore a q…
Europeisti riluttanti, gli italiani si stanno molto lentamente riconciliando con la Ue, ma restano tra i meno convinti che l'Europa sia stata per loro una scelta benefica. È questo il quadro dipinto dall'ultima indagine dell'Eurobarometro condotta per il Parlamento europeo.

Da quando due partiti fortemente eurocritici come il M5S e la Lega hanno vinto le elezioni, gli italiani sembrano essere tornati ad apprezzare l'Europa, forse perché si fa più concreta la possibilità di vedersene esclusi. Il 65 per cento dei nostri concittadini vuole restare nell'euro, ma siamo i meno entusiasti tra tutti i Paesi che hanno adottato la moneta unica (media dell'area euro 77 per cento). Solo il 42 per cento pensa che l'appartenenza all'Unione europea sia un fatto positivo: è il livello più basso con la Cechia, ma è comunque in rialzo rispetto ad aprile scorso (39 per cento), e soprattutto è tre volte superiore a quello di chi pensa che stare nella Ue sia negativo (18 per cento). La cifra veramente impressionante è che il 37 per cento degli italiani intervistati si dice sostanzialmente indifferente alla questione, considerando che lo stare in Europa non sia né un bene né un male.

Il dato più negativo, che dimostra come la disaffezione verso l'Europa sia più frutto di delusione che di prevenzione ideologica, è che gli italiani sono, in assoluto, gli europei meno convinti che la Ue abbia migliorato le loro vite. Lo pensa solo il 43 per cento degli intervistati, mentre il 45 per cento è persuaso del contrario: siamo lontanissimi dalla media europea, in cui il 68 per cento ritiene che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall'appartenenza alla Ue.

Più in generale, il sondaggio di Eurobarometro registra un forte aumento del consenso verso l'Europa e le sue istituzioni. Il 62 per cento degli europei considera positiva l'appartenenza del proprio Paese alla Ue: una cifra che supera i livelli del 2007, prima che la crisi economica mettesse in cattiva luce l'immagine dell'Unione. Solo l'11 per cento, infatti, preferirebbe uscire dalla Ue.
In altre parole, il recupero di credibilità e di prestigio dell'Europa procede molto più spedito nel resto del continente rispetto all'Italia, che probabilmente sconta non solo l'aperta ostilità dell'attuale maggioranza politica, ma anche lo scarso entusiasmo europeista dimostrato dagli ultimi governi a guida democratica.

Ma se queste sono le cifre, la grande rivoluzione sovranista e anti-Ue promessa da Salvini e Di Maio alle prossime elezioni europee sembra lontana dall'avverarsi. Un'ampia maggioranza di cittadini europei è soddisfatta dell'Europa e se la vuole tenere stretta. Se gli italiani chiamati al voto in primavera continueranno a seguire le sirene del populismo nostrano (ma questo sondaggio lascia sperare che le cose possano cambiare), l'Italia si troverà sempre più isolata in una Europa che non ha alcuna intenzione di sciogliersi o di rifondarsi.