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Abusi Edilizi Il ministro Costa contro M5s

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Dicevano gli antichi romani: "Gutta cavat lapidem". In italiano: "La goccia buca la pietra". Ma il ministro dell'Ambiente Sergio Costa confida a Repubblica Tv di preferire l'ancor più penetrante "goccia cinese" per fermare il condono edilizio a Ischia previsto dal decreto Genova: "Da generale della Forestale e poi dei Carabinieri, il condono non mi piace, a Ischia e negli altri posti. Mi viene mal di stomaco a parlare di condono, fisicamente e culturalmente. All'estero non esiste il termine condono, quando vado ai congressi internazionali mi chiedono cosa voglia dire. In inglese non esiste la traduzione di "condonare". Sono fiducioso che il dibattito parlamentare possa aiutare... Mi faccia fare la goccia cinese. Sono molto perseverante, costante e determinato. Io martello tutti i giorni...".
E non è escluso che il suo martellamento possa trovare terreno fertile nel partito che l'ha indicato per l'incar…
Dicevano gli antichi romani: "Gutta cavat lapidem". In italiano: "La goccia buca la pietra". Ma il ministro dell'Ambiente Sergio Costa confida a Repubblica Tv di preferire l'ancor più penetrante "goccia cinese" per fermare il condono edilizio a Ischia previsto dal decreto Genova: "Da generale della Forestale e poi dei Carabinieri, il condono non mi piace, a Ischia e negli altri posti. Mi viene mal di stomaco a parlare di condono, fisicamente e culturalmente. All'estero non esiste il termine condono, quando vado ai congressi internazionali mi chiedono cosa voglia dire. In inglese non esiste la traduzione di "condonare". Sono fiducioso che il dibattito parlamentare possa aiutare... Mi faccia fare la goccia cinese. Sono molto perseverante, costante e determinato. Io martello tutti i giorni...".
E non è escluso che il suo martellamento possa trovare terreno fertile nel partito che l'ha indicato per l'incarico di governo. Perché nel Movimento 5 stelle il mal di stomaco è venuto a tanti.

Al punto che durante la discussione del decreto Genova nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera il sottosegretario Vito Crimi, mandato lì a rappresentare il governo, è stato indotto dai grillini in rivolta a far slittare il dibattito sull'articolo incriminato, il 25, in fondo all'agenda dei lavori. Per una più che probabile resa dei conti interna. Già, perché il leader leghista Matteo Salvini ha fatto cadere senza pietà il velo sulla manina autrice dell'indecenza. "A me non piace questa storia della sanatoria edilizia a Ischia. Ho dato disposizione ai miei di opporsi a quella roba lì..", ha risposto al nostro Carmelo Lopapa nell'intervista pubblicata ieri su Repubblica.

E se il condono edilizio non è farina del sacco leghista, viene chiaramente da un altro sacco. Quale? Ma quello del Movimento 5 stelle, ovvio: il cui leader Luigi Di Maio, campano, si è sempre mostrato sensibilissimo alle istanze dei terremotati di Ischia, isola devastata letteralmente dall'abusivismo edilizio. È evidente che la presa di posizione pubblica di Costa, oltre ai malumori dei parlamentari a cinque stelle, non faciliterà nemmeno i piani di chi, approfittando della febbre condonista, avrebbe voluto allargare ancora le maglie della sanatoria. Per esempio, estendendo i benefici previsti per l'isola di Ischia alle zone terremotate del Centro Italia. Come ha raccontato ieri sulla Stampa Maria Rosa Tomasello c'è già pronto un emendamento sotto forma di articolo aggiuntivo al decreto Genova: con il numero 39 bis. Frutto, in questo caso, di un accordo fra Lega e M5S. Resisterà alla goccia cinese azionata da Costa? Certo è che il ministro ha preso ieri posizioni di una durezza inusitata rispetto alla mollezza con cui il governo gialloverde ha approcciato finora le questioni ambientali, ammiccando agli abusivi oltre che agli evasori. Come quando ha detto che "chi commette reati ambientali dev'essere trattato come la mafia". Chi avrà il coraggio di sconfessarlo?