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Processo a Montante, il testacoda dello Stato

Per quattro anni abbiamo pagato il ministero dell'Interno che ha indagato su Cavacece, ora l'Avvocatura dello Stato che difende sempre Cavacece
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Qualcuno ha detto che è "strano" e qualcun altro ha definito "inquietante" la mancanza. Noi vorremmo riferire semplicemente i fatti e riflettere solo sui fatti. L'oggetto è il processo ad Antonello Montante - l'ex vicepresidente di Confindustria con delega alla Legalità arrestato per corruzione e spionaggio in carcere ormai da sei mesi - che alla sua prima udienza preliminare ha riservato più di una sorpresa. La prima ha come protagonista il ministero dell'Interno, indicato dalla pubblica accusa come "parte offesa" ma che non ha ritenuto di costituirsi parte civile. Un testacoda di non poco conto.

Individuato come parte lesa per l'accesso abusivo nel suo sistema informatico da parte di alcuni poliziotti, il Viminale che ha subito il "danno" fa finta di niente e si dimentica un appuntamento giudiziario che avrebbe dovuto segnare in rosso sul calendario se non altro per i tanti suoi funzionari - da un p…
Qualcuno ha detto che è "strano" e qualcun altro ha definito "inquietante" la mancanza. Noi vorremmo riferire semplicemente i fatti e riflettere solo sui fatti. L'oggetto è il processo ad Antonello Montante - l'ex vicepresidente di Confindustria con delega alla Legalità arrestato per corruzione e spionaggio in carcere ormai da sei mesi - che alla sua prima udienza preliminare ha riservato più di una sorpresa. La prima ha come protagonista il ministero dell'Interno, indicato dalla pubblica accusa come "parte offesa" ma che non ha ritenuto di costituirsi parte civile. Un testacoda di non poco conto.

Individuato come parte lesa per l'accesso abusivo nel suo sistema informatico da parte di alcuni poliziotti, il Viminale che ha subito il "danno" fa finta di niente e si dimentica un appuntamento giudiziario che avrebbe dovuto segnare in rosso sul calendario se non altro per i tanti suoi funzionari - da un paio di ex vice capi della polizia a sconosciuti agenti della Questura di Caltanissetta o di Agrigento, da generali a direttori della Dia - che in quel "sistema" si sono "sistemati". Un piccolo ma significativo passo indietro: qualche settimana fa il ministero dell'Interno non si era costituito parte civile nemmeno contro i tre poliziotti mandati a giudizio per avere depistato le indagini sulla strage Borsellino.

La seconda sorpresa riguarda la posizione di un imputato accusato di avere rivelato notizie coperte dal segreto su Montante. Si chiama Andrea Cavacece ed è un capo reparto dell'Aisi, il servizio segreto civile. Si è presentato in aula con un difensore davvero molto speciale: l'Avvocatura dello Stato. Ci dicono di una legge che prevede di dare assistenza agli alti funzionari che incappano in disavventure giudiziarie "nell'esercizio delle loro funzioni", bene: rientra in questi casi anche la divulgazione di informazioni sensibili su inchieste penali ancora riservate? Ma c'è dell'altro. E riguarda noi contribuenti.

Per quattro anni abbiamo pagato il ministero dell'Interno (la squadra mobile di Caltanissetta) che ha indagato su Cavacece e i suoi coimputati, adesso dobbiamo sostenere le spese dell'Avvocatura dello Stato che difende sempre Cavacece. Magnifico.

E non è finita. L'Avvocatura dello Stato che assiste da una parte il capo reparto del "servizio" in aula è, contemporaneamente, contro di lui perché difende anche la Regione Siciliana che ha chiesto di costituirsi parte civile. È uno Stato in perfetta versione double face, proprio come il nome che hanno dato all'inchiesta poliziesca su Calogero Montante per evidenziarne la doppiezza del personaggio.

Le ultime righe le dedichiamo alla Regione Siciliana. È vero che ha chiesto di diventare parte civile, ma non c'è stata alcuna delibera di giunta che possa convalidare l'atto. Insomma, alla Regione hanno fatto la "mossa", ben sapendo che il giudice molto probabilmente - in assenza di quella delibera - non potrà accogliere la richiesta. Lo Stato, la giustizia, furbizie e distrazioni.