Stati Uniti, la democrazia mutilata
Vittorio Zucconi , di VITTORIO ZUCCONINel voto di metà mandato, gli uomini di Trump stanno purgando le liste dai voti avversari per salvare il presidente
Dalle praterie dei Dakota alla Georgia di Via col Vento, dalle riserve dei Sioux alle comunità ispaniche del Texas, è in corso una guerra sotterranea per mutilare la democrazia americana e salvare Trump. Di fronte al rischio che fra due settimane l'America si svegli sotto l'onda di una marea di voti democratici che scuotano il trono di Donald togliendo ai repubblicani la Camera, politici e amministratori del suo partito stanno purgando le liste da migliaia di possibili voti avversari. Non c'è metodo più sicuro per vincere le elezioni che impedire agli elettori avversari di votare.
Si chiama voter suppression ed è il classico metodo per limitare, attraverso cavilli formali, leggine locali di incerta costituzionalità, espedienti pratici l'esercizio del diritto di voto. Anche in queste Midterm che rinnovano tutti i 435 deputati e 35 dei cento senatori a metà del quadriennio presidenziale, tutti i cittadini maggiorenni hann…
Si chiama voter suppression ed è il classico metodo per limitare, attraverso cavilli formali, leggine locali di incerta costituzionalità, espedienti pratici l'esercizio del diritto di voto. Anche in queste Midterm che rinnovano tutti i 435 deputati e 35 dei cento senatori a metà del quadriennio presidenziale, tutti i cittadini maggiorenni hann…
Dalle praterie dei Dakota alla Georgia di Via col Vento, dalle riserve dei Sioux alle comunità ispaniche del Texas, è in corso una guerra sotterranea per mutilare la democrazia americana e salvare Trump. Di fronte al rischio che fra due settimane l'America si svegli sotto l'onda di una marea di voti democratici che scuotano il trono di Donald togliendo ai repubblicani la Camera, politici e amministratori del suo partito stanno purgando le liste da migliaia di possibili voti avversari. Non c'è metodo più sicuro per vincere le elezioni che impedire agli elettori avversari di votare.
Si chiama voter suppression ed è il classico metodo per limitare, attraverso cavilli formali, leggine locali di incerta costituzionalità, espedienti pratici l'esercizio del diritto di voto. Anche in queste Midterm che rinnovano tutti i 435 deputati e 35 dei cento senatori a metà del quadriennio presidenziale, tutti i cittadini maggiorenni hanno il diritto di voto. Ma non tutti avranno il diritto di esercitarlo, perché nel labirinto dei regolamenti locali - in una repubblica nella quale non esiste una legge nazionale sulle forme di voto affidate ai singoli Stati - si smarriranno. Nel panico di sondaggi che per settimane hanno annunciato la "Onda Blu", lo tsunami di voti per deputati e senatori democratici probabilmente esagerata, i ras e gli amministratori locali repubblicani hanno dato fondo alla scatola dei trucchi.
Devono impedire che soprattutto cittadini di colore e immigrati naturalizzati di recente possano votare, perché è da lì, dall'"altra pancia" dell'America che potrebbe venire quell'affluenza massiccia che storicamente le elezioni di mediotermine non conoscono e che sarebbe necessaria per realizzare le illusioni democratiche.
In Georgia, dove una donna afroamericana osa sfidare il campione dei bianchi, il Segretario di Stato si è inventato il trucco del trattino: se una persona con due cognomi, come accade sempre più spesso mantenendo nomi di entrambi i genitori, ha il trattino su un documento, ma non su un altro, non potrà votare. Se ci sarà un refuso nel cognome, cosa assai frequente nella trascrizione da lingue asiatiche o persino dallo spagnolo, non potrà votare, foto o non foto. Dozzine di pignolerie burocratiche, si potrebbe dire, se non fosse che il Segretario di Stato georgiano che le ha volute è lui stesso il candidato governatore. Dunque si fa le regole per azzoppare l'avversaria.
Nel North Dakota, dove i nativi votano compatti per i democratici, improvvisamente spunta la regola dell'indirizzo: per accedere al seggio, si deve ora indicare un indirizzo personale e fisico, non più la casella postale che la maggior parte degli abitanti delle riserve adopera. Nel Kansas una cittadina di 27 mila abitanti in maggioranza afroamericani e democratici, si è vista privata del seggio, spostato in campagna a mezz'ora di auto, per complicare la vita a chi lavora. Ogni voto in meno per voi è un voto in più per noi. È una forma di "pre broglio" elettorale, che non manipola i risultati, ma li precondiziona, sapendo che qualche migliaia di voti in meno cambiano la storia, come furono quei 70 mila sparpagliati in quattro stati che nel 2016 permisero a Trump di vincere pur avendone presi 3 milioni meno di Hillary Clinton.
Nessun partito, nella storia della democrazia elettorale americana, è immune da pratiche dubbie o da manipolazione e la vittoria di John Kennedy grazie a un improvviso afflusso di voti in Illinois con certificati di cari estinti grazie al sindaco di Chicago amico del vecchio Joe Kennedy produsse una storica battuta: "Venite a vivere a Chicago, dove potrete votare anche da morti". Ma in questo esasperato autunno 2018 neppure i vivi spesso riescono a votare. E torma di attualità l'aneddoto del vecchio ex schiavo nero chiamato a sostenere una prova di alfabetismo in Alabama per avere il diritto al suffragio, al quale la commissione sottopose un astruso testo legale. "Ho capito tutto" disse il vecchio per la costernazione degli esaminatori. "Ho capito che non mi lascerete votare".
Si chiama voter suppression ed è il classico metodo per limitare, attraverso cavilli formali, leggine locali di incerta costituzionalità, espedienti pratici l'esercizio del diritto di voto. Anche in queste Midterm che rinnovano tutti i 435 deputati e 35 dei cento senatori a metà del quadriennio presidenziale, tutti i cittadini maggiorenni hanno il diritto di voto. Ma non tutti avranno il diritto di esercitarlo, perché nel labirinto dei regolamenti locali - in una repubblica nella quale non esiste una legge nazionale sulle forme di voto affidate ai singoli Stati - si smarriranno. Nel panico di sondaggi che per settimane hanno annunciato la "Onda Blu", lo tsunami di voti per deputati e senatori democratici probabilmente esagerata, i ras e gli amministratori locali repubblicani hanno dato fondo alla scatola dei trucchi.
Devono impedire che soprattutto cittadini di colore e immigrati naturalizzati di recente possano votare, perché è da lì, dall'"altra pancia" dell'America che potrebbe venire quell'affluenza massiccia che storicamente le elezioni di mediotermine non conoscono e che sarebbe necessaria per realizzare le illusioni democratiche.
In Georgia, dove una donna afroamericana osa sfidare il campione dei bianchi, il Segretario di Stato si è inventato il trucco del trattino: se una persona con due cognomi, come accade sempre più spesso mantenendo nomi di entrambi i genitori, ha il trattino su un documento, ma non su un altro, non potrà votare. Se ci sarà un refuso nel cognome, cosa assai frequente nella trascrizione da lingue asiatiche o persino dallo spagnolo, non potrà votare, foto o non foto. Dozzine di pignolerie burocratiche, si potrebbe dire, se non fosse che il Segretario di Stato georgiano che le ha volute è lui stesso il candidato governatore. Dunque si fa le regole per azzoppare l'avversaria.
Nel North Dakota, dove i nativi votano compatti per i democratici, improvvisamente spunta la regola dell'indirizzo: per accedere al seggio, si deve ora indicare un indirizzo personale e fisico, non più la casella postale che la maggior parte degli abitanti delle riserve adopera. Nel Kansas una cittadina di 27 mila abitanti in maggioranza afroamericani e democratici, si è vista privata del seggio, spostato in campagna a mezz'ora di auto, per complicare la vita a chi lavora. Ogni voto in meno per voi è un voto in più per noi. È una forma di "pre broglio" elettorale, che non manipola i risultati, ma li precondiziona, sapendo che qualche migliaia di voti in meno cambiano la storia, come furono quei 70 mila sparpagliati in quattro stati che nel 2016 permisero a Trump di vincere pur avendone presi 3 milioni meno di Hillary Clinton.
Nessun partito, nella storia della democrazia elettorale americana, è immune da pratiche dubbie o da manipolazione e la vittoria di John Kennedy grazie a un improvviso afflusso di voti in Illinois con certificati di cari estinti grazie al sindaco di Chicago amico del vecchio Joe Kennedy produsse una storica battuta: "Venite a vivere a Chicago, dove potrete votare anche da morti". Ma in questo esasperato autunno 2018 neppure i vivi spesso riescono a votare. E torma di attualità l'aneddoto del vecchio ex schiavo nero chiamato a sostenere una prova di alfabetismo in Alabama per avere il diritto al suffragio, al quale la commissione sottopose un astruso testo legale. "Ho capito tutto" disse il vecchio per la costernazione degli esaminatori. "Ho capito che non mi lascerete votare".