Perché l'idea tedesca dei 'Btp obbligatori' sarebbe un disastro per l'Italia
Roberto Petrini , di ROBERTO PETRINISalvini e Savona hanno acceso la miccia, ora la Bundesbank torna alla carica, ma la misura distruggerebbe il risparmio degli italiani e indebolirebbe i consumi
ROMA - A forza di evocare il famoso risparmio degli italiani a garanzia del nostro elevato debito pubblico, ai tedeschi è venuto in mente di suggerci una soluzione: fate una operazione forzosa e fate sottoscrivere nuovi titoli di Stato nella misura del 20 per cento del loro patrimonio. L'operazione, una sorta di Armageddon finanziario, è stata proposta da un autorevole economista della Bundesbank Karsten Wendorff: tenuto conto che il patrimonio delle famiglie italiane, al netto dei debiti, arriva a circa 7.000 miliardi (tra conti correnti, titoli e immobili), il 20 per cento è circa 1.400 miliardi. Visto che il debito pubblico è di 2.300 miliardi, avremmo risolto tutti i problemi. Evviva!
Peccato che gli effetti sarebbero devastanti. In primo luogo per rendere liquido il patrimonio e sottoscrivere la nuova "carta" statale molti italiani sarebbero obbligati a vendere case o accettare sofisticati meccanismi di ipoteca sulla propria abitazione. …
Peccato che gli effetti sarebbero devastanti. In primo luogo per rendere liquido il patrimonio e sottoscrivere la nuova "carta" statale molti italiani sarebbero obbligati a vendere case o accettare sofisticati meccanismi di ipoteca sulla propria abitazione. …
ROMA - A forza di evocare il famoso risparmio degli italiani a garanzia del nostro elevato debito pubblico, ai tedeschi è venuto in mente di suggerci una soluzione: fate una operazione forzosa e fate sottoscrivere nuovi titoli di Stato nella misura del 20 per cento del loro patrimonio. L'operazione, una sorta di Armageddon finanziario, è stata proposta da un autorevole economista della Bundesbank Karsten Wendorff: tenuto conto che il patrimonio delle famiglie italiane, al netto dei debiti, arriva a circa 7.000 miliardi (tra conti correnti, titoli e immobili), il 20 per cento è circa 1.400 miliardi. Visto che il debito pubblico è di 2.300 miliardi, avremmo risolto tutti i problemi. Evviva!
Peccato che gli effetti sarebbero devastanti. In primo luogo per rendere liquido il patrimonio e sottoscrivere la nuova "carta" statale molti italiani sarebbero obbligati a vendere case o accettare sofisticati meccanismi di ipoteca sulla propria abitazione. Secondariamente il prestito forzoso distruggerebbe il risparmio e di conseguenza comporterebbe una contrazione dei consumi e del Pil. In realtà, a ben guardare, il problema del debito non si risolverebbe, perché non si taglierebbe il deficit che alimenta il debito, al contrario si aumenterebbe il numero dei sottoscrittori, sebbene "forzati", e alla fine ci sarebbe anche la tentazione di spendere le nuove risorse.
E' vero che l'idea tedesca che gli italiani, visto che hanno tutti la casa di proprietà e un sacco di Bot in banca, si debbano pagare il debito in casa, è ricorrente. Ma negli anni passati non ha mai trovato una sponda nel nostro paese: invece poco tempo fa fu lo stesso Matteo Salvini ad evocare la forza del nostro risparmio privato e l'eventualità che i nostri concittadini siano chiamati a dare l'oro alla Patria. Senza contare che Paolo Savona, pur chiedendo uno sforzo alla Bce e non ai cittadini, propone interventi di ristrutturazione del debito con ipoteche sul gettito fiscale futuro. Inutile ripetere che l'unica strada per ridurre il debito è una politica di crescita e una sana amministrazione delle finanze pubbliche. Del resto con la patrimoniale abbiamo già dato. Ricordate? Era il 1992.
Peccato che gli effetti sarebbero devastanti. In primo luogo per rendere liquido il patrimonio e sottoscrivere la nuova "carta" statale molti italiani sarebbero obbligati a vendere case o accettare sofisticati meccanismi di ipoteca sulla propria abitazione. Secondariamente il prestito forzoso distruggerebbe il risparmio e di conseguenza comporterebbe una contrazione dei consumi e del Pil. In realtà, a ben guardare, il problema del debito non si risolverebbe, perché non si taglierebbe il deficit che alimenta il debito, al contrario si aumenterebbe il numero dei sottoscrittori, sebbene "forzati", e alla fine ci sarebbe anche la tentazione di spendere le nuove risorse.
E' vero che l'idea tedesca che gli italiani, visto che hanno tutti la casa di proprietà e un sacco di Bot in banca, si debbano pagare il debito in casa, è ricorrente. Ma negli anni passati non ha mai trovato una sponda nel nostro paese: invece poco tempo fa fu lo stesso Matteo Salvini ad evocare la forza del nostro risparmio privato e l'eventualità che i nostri concittadini siano chiamati a dare l'oro alla Patria. Senza contare che Paolo Savona, pur chiedendo uno sforzo alla Bce e non ai cittadini, propone interventi di ristrutturazione del debito con ipoteche sul gettito fiscale futuro. Inutile ripetere che l'unica strada per ridurre il debito è una politica di crescita e una sana amministrazione delle finanze pubbliche. Del resto con la patrimoniale abbiamo già dato. Ricordate? Era il 1992.