Uno scivolone che insegna. Ma l'en plein resta possibile
Gianni Mura , di GIANNI MURAIn vantaggio con il primo gol in Champions da bianconero di Ronaldo, la Juve prende due gol in 5 minuti dal Manchester United. A fine partita Mourinho provoca il pubblico dello Stadium. La Roma vince a Mosca 2-1 e ipoteca la qualificazione
Le mani di Mourinho accostate alle orecchie per rispondere ai cori poco amichevoli dei tifosi sono l'ultima scena di una partita pazza, che la Juve ha dominato, ma perso negli ultimi minuti. La Juve fa notizia in negativo. Un palo di Khedira, una traversa di Dybala, un fantastico gol di CR7, due rigori in movimento falliti da Pjanic e Cuadrado, un quarto d'ora di calcio strepitoso non hanno evitato una sconfitta molto beffarda, maturata dopo la mossa disperata di Mourinho (Fellaini centravanti) su due calci da fermo. Sul secondo Szczesny non innocente. Avrà gioco facile Allegri nell'alzare la voce con i suoi. Più calma, più maturità, ma anche alla magna Juve scivoloni del genere insegnano qualcosa.
La sconfitta fa male, non malissimo. Quattro italiane su quattro promosse: non è una speranza ma quasi una realtà. Per chi ama i bei gesti, partita illuminata da uno strepitoso gol di Cristiano Ronaldo, il numero 121 in Champions. Pi&ug…
La sconfitta fa male, non malissimo. Quattro italiane su quattro promosse: non è una speranza ma quasi una realtà. Per chi ama i bei gesti, partita illuminata da uno strepitoso gol di Cristiano Ronaldo, il numero 121 in Champions. Pi&ug…
Le mani di Mourinho accostate alle orecchie per rispondere ai cori poco amichevoli dei tifosi sono l'ultima scena di una partita pazza, che la Juve ha dominato, ma perso negli ultimi minuti. La Juve fa notizia in negativo. Un palo di Khedira, una traversa di Dybala, un fantastico gol di CR7, due rigori in movimento falliti da Pjanic e Cuadrado, un quarto d'ora di calcio strepitoso non hanno evitato una sconfitta molto beffarda, maturata dopo la mossa disperata di Mourinho (Fellaini centravanti) su due calci da fermo. Sul secondo Szczesny non innocente. Avrà gioco facile Allegri nell'alzare la voce con i suoi. Più calma, più maturità, ma anche alla magna Juve scivoloni del genere insegnano qualcosa.
La sconfitta fa male, non malissimo. Quattro italiane su quattro promosse: non è una speranza ma quasi una realtà. Per chi ama i bei gesti, partita illuminata da uno strepitoso gol di Cristiano Ronaldo, il numero 121 in Champions. Più spettacolare la rovesciata anti-Juve, ma anche questo destro al volo è da cineteca e, oltre alla bravura di chi tira, esalta la precisione di chi lancia. Nel caso, il regista-bis, Bonucci. Poi è calato il buio.
Della Roma a Mosca, e son sempre 60mila persone a tifare contro, si può dire questo: risultato ottimo, spiana parecchio la strada che resta. Partita discreta, fatta di luci e ombre. Più luci comunque. La successione: subito luce, incornata di Manolas dopo 4'. A vuoto l'uscita di Akinfeev. Poi, macchie d'ombra. La Roma si assopisce troppo presto sul punteggio favorevole. Il Cska perde Fernandes, colpo in testa, dopo 10'. Il veloce Vlasic e lo sgusciante Oblyakov creano qualche problema. Florenzi, avanzato a centrocampo perché il terzino lo fa Santon, scivola e non sfrutta la palla del possibile raddoppio. Schennikov butta via di testa il possibile pareggio. Chi non chiude la partita quando ha l'arma del contropiede a disposizione cammina su ghiaccio sottile. Difatti il Cska pareggia all'inizio del secondo tempo con il giovane Sigurdsson. Il resto è legato a episodi. Dopo 5' espulso Magnusson: giusto il secondo giallo per fallo su Kluivert, un po' fiscale il primo. Meriti della Roma: risvegliarsi perché sente che è cominciata un'altra partita, e quasi subito sfruttare la superiorità numerica. Gol di Lorenzo Pellegrini, in sospetto fuorigioco. Ancora luci: la Roma cerca con insistenza il 3-1. Ancora ombre. Nonostante l'uomo in più gli attacchi disperati del Cska tengono sulle spine i giallorossi, che con più freddezza avrebbero evitato questi brividi. Buone notizie dai giovani: Pellegrini, al di là del gol, Kluivert e, per quel poco che ha giocato, Zaniolo.
La sconfitta fa male, non malissimo. Quattro italiane su quattro promosse: non è una speranza ma quasi una realtà. Per chi ama i bei gesti, partita illuminata da uno strepitoso gol di Cristiano Ronaldo, il numero 121 in Champions. Più spettacolare la rovesciata anti-Juve, ma anche questo destro al volo è da cineteca e, oltre alla bravura di chi tira, esalta la precisione di chi lancia. Nel caso, il regista-bis, Bonucci. Poi è calato il buio.
Della Roma a Mosca, e son sempre 60mila persone a tifare contro, si può dire questo: risultato ottimo, spiana parecchio la strada che resta. Partita discreta, fatta di luci e ombre. Più luci comunque. La successione: subito luce, incornata di Manolas dopo 4'. A vuoto l'uscita di Akinfeev. Poi, macchie d'ombra. La Roma si assopisce troppo presto sul punteggio favorevole. Il Cska perde Fernandes, colpo in testa, dopo 10'. Il veloce Vlasic e lo sgusciante Oblyakov creano qualche problema. Florenzi, avanzato a centrocampo perché il terzino lo fa Santon, scivola e non sfrutta la palla del possibile raddoppio. Schennikov butta via di testa il possibile pareggio. Chi non chiude la partita quando ha l'arma del contropiede a disposizione cammina su ghiaccio sottile. Difatti il Cska pareggia all'inizio del secondo tempo con il giovane Sigurdsson. Il resto è legato a episodi. Dopo 5' espulso Magnusson: giusto il secondo giallo per fallo su Kluivert, un po' fiscale il primo. Meriti della Roma: risvegliarsi perché sente che è cominciata un'altra partita, e quasi subito sfruttare la superiorità numerica. Gol di Lorenzo Pellegrini, in sospetto fuorigioco. Ancora luci: la Roma cerca con insistenza il 3-1. Ancora ombre. Nonostante l'uomo in più gli attacchi disperati del Cska tengono sulle spine i giallorossi, che con più freddezza avrebbero evitato questi brividi. Buone notizie dai giovani: Pellegrini, al di là del gol, Kluivert e, per quel poco che ha giocato, Zaniolo.