Manovra, le previsioni sbagliate dei sovranisti
Emanuele Felice , di EMANUELE FELICELa legge di bilancio è fallimentare su tutti i fronti: il rapporto con l'Europa, la strategia per la crescita, persino la capacità di presa demagogica
Diciamoci la verità. Con questa legge di bilancio il governo sta sbagliando praticamente tutto. Nel rapporto con l'Europa: fallimentare è stata la scelta di sforare il deficit concordato, nella speranza che la Commissione avrebbe abbozzato. Ma doppiamente fallimentare si rivela la strategia di un asse sovranista: perché gli altri sovranisti sono in realtà fra i principali avversari della politica lasca del governo; e perché nel frattempo gli europeisti accelerano sull'integrazione, con la proposta di un budget dell'eurozona pensato per i Paesi in difficoltà, ma che nei fatti vede l'Italia, che non rispetta le regole, ai margini. Insomma, i gialloverdi volevano farci contare di più in Europa. Accade l'esatto contrario. E le elezioni europee non cambieranno il quadro, anche se i sovranisti vinceranno.
Ma il governo ha sbagliato i conti anche sul "fronte interno". Le difficoltà nel collocamento del Btp…
Ma il governo ha sbagliato i conti anche sul "fronte interno". Le difficoltà nel collocamento del Btp…
Diciamoci la verità. Con questa legge di bilancio il governo sta sbagliando praticamente tutto. Nel rapporto con l'Europa: fallimentare è stata la scelta di sforare il deficit concordato, nella speranza che la Commissione avrebbe abbozzato. Ma doppiamente fallimentare si rivela la strategia di un asse sovranista: perché gli altri sovranisti sono in realtà fra i principali avversari della politica lasca del governo; e perché nel frattempo gli europeisti accelerano sull'integrazione, con la proposta di un budget dell'eurozona pensato per i Paesi in difficoltà, ma che nei fatti vede l'Italia, che non rispetta le regole, ai margini. Insomma, i gialloverdi volevano farci contare di più in Europa. Accade l'esatto contrario. E le elezioni europee non cambieranno il quadro, anche se i sovranisti vinceranno.
Ma il governo ha sbagliato i conti anche sul "fronte interno". Le difficoltà nel collocamento del Btp Italia stanno lì a dimostrarlo: nemmeno i risparmiatori italiani si fidano (figuriamoci gli stranieri). Di base vi è un dato: l'Italia continua a crescere meno della media dell'eurozona, mentre si diffondono i timori per il rallentamento dell'economia mondiale. E con lo spread sopra 300 e una procedura di infrazione della Commissione per debito eccessivo, una nuova crisi vedrà di nuovo lo Stivale come anello debole. Realisticamente continueremo a impoverirci, proseguendo un declino che dura da vent'anni: staccati da Germania e Francia, saremo superati dalla Spagna, raggiunti forse dalla Polonia (il cui reddito per abitante supera già quello del Sud Italia).
Se questo è il quadro, cosa fa il governo? Ingrossa il deficit per spese correnti, con un moltiplicatore basso (reddito di cittadinanza) o con un impatto sui fondamentali del Paese sicuramente negativo (riforma della Fornero); mentre sul fronte di investimenti, ricerca e innovazione addirittura si fa marcia indietro. La politica economica del governo indebolisce le prospettive di crescita per l'Italia e rende la nostra posizione finanziaria ancora più precaria. Peraltro in una fase critica.
C'è anche un terzo aspetto. Il governo non riesce a mantenere nemmeno le sue stesse promesse, demagogiche, che tanti consensi avevano portato a Lega e M5S. La flat tax, principale proposta economica della Lega, di fatto è uscita dal dibattito, dimenticata (quel poco previsto è un placebo, che eliminando le detrazioni finirà per favorire i single e sfavorire chi ha figli a carico). L'altra proposta della Lega, il superamento della Fornero, è azzoppata e finirà per scontentare molti, dato che dovrà prevedere forti penalizzazioni su chi sceglierà il pensionamento anticipato (un operaio dell'industria, dopo 38 anni di lavoro e contributi, potrebbe ritrovarsi con una pensione appena superiore al reddito di cittadinanza). Anche il reddito di cittadinanza dei Cinquestelle si sta ridimensionando strada facendo e viene sottoposto a vincoli e condizioni.
Insomma, la manovra è fallimentare su tutti i fronti: il rapporto con l'Europa, la strategia per la crescita, persino la sua capacità di presa demagogica. Il problema per la maggioranza è che i margini per le misure demagogiche si restringeranno ulteriormente. Prima o poi gli italiani se ne accorgeranno, e chiederanno il conto. Per questo, le due forze al governo potrebbero pensare che è meglio trovare il modo di staccare la spina. Lasciando i cocci da pagare.
Ma il governo ha sbagliato i conti anche sul "fronte interno". Le difficoltà nel collocamento del Btp Italia stanno lì a dimostrarlo: nemmeno i risparmiatori italiani si fidano (figuriamoci gli stranieri). Di base vi è un dato: l'Italia continua a crescere meno della media dell'eurozona, mentre si diffondono i timori per il rallentamento dell'economia mondiale. E con lo spread sopra 300 e una procedura di infrazione della Commissione per debito eccessivo, una nuova crisi vedrà di nuovo lo Stivale come anello debole. Realisticamente continueremo a impoverirci, proseguendo un declino che dura da vent'anni: staccati da Germania e Francia, saremo superati dalla Spagna, raggiunti forse dalla Polonia (il cui reddito per abitante supera già quello del Sud Italia).
Se questo è il quadro, cosa fa il governo? Ingrossa il deficit per spese correnti, con un moltiplicatore basso (reddito di cittadinanza) o con un impatto sui fondamentali del Paese sicuramente negativo (riforma della Fornero); mentre sul fronte di investimenti, ricerca e innovazione addirittura si fa marcia indietro. La politica economica del governo indebolisce le prospettive di crescita per l'Italia e rende la nostra posizione finanziaria ancora più precaria. Peraltro in una fase critica.
C'è anche un terzo aspetto. Il governo non riesce a mantenere nemmeno le sue stesse promesse, demagogiche, che tanti consensi avevano portato a Lega e M5S. La flat tax, principale proposta economica della Lega, di fatto è uscita dal dibattito, dimenticata (quel poco previsto è un placebo, che eliminando le detrazioni finirà per favorire i single e sfavorire chi ha figli a carico). L'altra proposta della Lega, il superamento della Fornero, è azzoppata e finirà per scontentare molti, dato che dovrà prevedere forti penalizzazioni su chi sceglierà il pensionamento anticipato (un operaio dell'industria, dopo 38 anni di lavoro e contributi, potrebbe ritrovarsi con una pensione appena superiore al reddito di cittadinanza). Anche il reddito di cittadinanza dei Cinquestelle si sta ridimensionando strada facendo e viene sottoposto a vincoli e condizioni.
Insomma, la manovra è fallimentare su tutti i fronti: il rapporto con l'Europa, la strategia per la crescita, persino la sua capacità di presa demagogica. Il problema per la maggioranza è che i margini per le misure demagogiche si restringeranno ulteriormente. Prima o poi gli italiani se ne accorgeranno, e chiederanno il conto. Per questo, le due forze al governo potrebbero pensare che è meglio trovare il modo di staccare la spina. Lasciando i cocci da pagare.