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(reuters)

Champions, la missione compiuta da Juventus e Roma

Allegri e Di Francesco qualificati agli ottavi con una partita di anticipo. Aspettando Inter e Napoli
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Bastavano due pareggi, ma si va avanti lo stesso, meglio la Juve vincendo che la Roma perdendo. Il risultato di Mosca, sotto la neve, ha tolto molto pepe alla partita dell'Olimpico. Fra due squadre già qualificate, nessuna delle due in ottima salute, si trattava di vedere come avrebbero preso l'impegno. La Roma, molto sul serio. Per un tempo solo, però, e all'ultimo minuto di recupero del primo tempo sui due campi si sono viste le due cose più incredibili: una super parata di Szczesny su un fortissimo colpo di testa di Diakhaby, una parata che ha ricordato il Buffon dei tempi d'oro, e un incredibile errore di Ünder, che a 4 metri dalla porta, con Courtois coricato a terra, riesce a tirare alto. Sono due episodi che indirizzano le partite. Szczesny non corre più rischi, mentre la Roma si sfalda, il Real cresce e vince con merito una partita che nel primo tempo lo aveva visto tremare parecchio sotto gli attacchi dei giallorossi, bene ispi…
Bastavano due pareggi, ma si va avanti lo stesso, meglio la Juve vincendo che la Roma perdendo. Il risultato di Mosca, sotto la neve, ha tolto molto pepe alla partita dell'Olimpico. Fra due squadre già qualificate, nessuna delle due in ottima salute, si trattava di vedere come avrebbero preso l'impegno. La Roma, molto sul serio. Per un tempo solo, però, e all'ultimo minuto di recupero del primo tempo sui due campi si sono viste le due cose più incredibili: una super parata di Szczesny su un fortissimo colpo di testa di Diakhaby, una parata che ha ricordato il Buffon dei tempi d'oro, e un incredibile errore di Ünder, che a 4 metri dalla porta, con Courtois coricato a terra, riesce a tirare alto. Sono due episodi che indirizzano le partite. Szczesny non corre più rischi, mentre la Roma si sfalda, il Real cresce e vince con merito una partita che nel primo tempo lo aveva visto tremare parecchio sotto gli attacchi dei giallorossi, bene ispirati da Kolarov (nonostante le fischiate dei suoi tifosi) e dal giovane Zaniolo, prova molto interessante, uscito per crampi. Molto prima, fatto fuori da due calcioni dei difensori madrileni, era uscito El Shaarawy, che sembrava tra i romanisti il più in vena. Sconfitta che non rasserena l'ambiente nella sera in cui Totti è entrato nella Hall of Fame, ma che è del tutto indolore. 

Allegri ha puntato sulla formula da lui definita 4-3-poi vediamo, e poco manca che si presenti alle conferenze stampa citando una frase di Paul Claudel: "L'ordine è il piacere della ragione, ma il disordine è il trionfo della fantasia". Disordine fino a un certo punto, si capisce. Un lusso concesso solo al trio d'attacco, che si scambia volentieri di posizione. Ronaldo non è nella serata migliore, anzi per i primi 45' non arriva alla sufficienza. Ma è come quei numeri che tardano sulla ruota del lotto, poi escono. Il gol della Juve è l'esempio pratico di quello che piace ad Allegri: in posizione d'ala sinistra CR7, eccolo qua, serve al centro dell'area Mandzukic con un cross che è una rasoiata, e taglia tutta la difesa spagnola. Facile tocco in porta da due passi. Partita non di tutto riposo, otto ammoniti, buon arbitraggio, e Juve che, in minima parte, ricasca nell'errore già costato così caro contro il Manchester United: troppi errori in disimpegno, pressione forte ma senza pericoli per il portiere del Valencia. Tutte avanti le italiane, quindi, e adesso aspettiamo Inter e Napoli. Due partite che si prospettano più emozionanti.