Nel putinismo alla vaccinara dei Cinque Stelle c'è ancora, per fortuna, un retrogusto abbondante di grottesco. Ieri, ad esempio, la sottosegretaria Castelli, quella che dà lezioni di economia dall'alto di uno stage nell'ufficio di un tributarista, l'apologeta del "questo lo dice lei", la balbettatrice seriale in risposta a domande semplici tipo "'ste tessere del reddito chi le stampa?", è riuscita a far chiudere un account Twitter che ne parodiava gli sfondoni. Comprensibile: la falsa Castelli risultava meno surreale di quella vera.
Intanto sui social infuriava - si fa per dire - l'hashtag #iononcicasco, destinato una volta in più a stornare i mal di pancia dei fan contro il "Quarto potere". Un epiteto lanciato dal blog dei Sovranos che pesca, chissà quanto scientemente, nel titolo italiano di Citizen Kane, filmone di Orson Welles su un magnate della manipolazione che usava i giornali per scender…
Intanto sui social infuriava - si fa per dire - l'hashtag #iononcicasco, destinato una volta in più a stornare i mal di pancia dei fan contro il "Quarto potere". Un epiteto lanciato dal blog dei Sovranos che pesca, chissà quanto scientemente, nel titolo italiano di Citizen Kane, filmone di Orson Welles su un magnate della manipolazione che usava i giornali per scender…
Nel putinismo alla vaccinara dei Cinque Stelle c'è ancora, per fortuna, un retrogusto abbondante di grottesco. Ieri, ad esempio, la sottosegretaria Castelli, quella che dà lezioni di economia dall'alto di uno stage nell'ufficio di un tributarista, l'apologeta del "questo lo dice lei", la balbettatrice seriale in risposta a domande semplici tipo "'ste tessere del reddito chi le stampa?", è riuscita a far chiudere un account Twitter che ne parodiava gli sfondoni. Comprensibile: la falsa Castelli risultava meno surreale di quella vera.
Intanto sui social infuriava - si fa per dire - l'hashtag #iononcicasco, destinato una volta in più a stornare i mal di pancia dei fan contro il "Quarto potere". Un epiteto lanciato dal blog dei Sovranos che pesca, chissà quanto scientemente, nel titolo italiano di Citizen Kane, filmone di Orson Welles su un magnate della manipolazione che usava i giornali per scendere in politica.
Oggi, si varrebbe di troll, blog e pagine facebook. Con le stesse dinamiche per cui una Srl di Milano governa un partito e un Paese, ma addita i conflitti d'interesse altrui.
Questo perché, nella retorica gentista, il Movimento non è un potere: esso è nel Giusto. E il Quarto Potere non è un contropotere poiché figlio di editori impuri. Ne rappresenta dunque una propaggine, ne difende gli interessi, esegue ordini. Con la conseguenza, come da testo sgrammaticato che accompagnava il cancelletto di cui sopra, che i giornali vanno controllati perché "non fanno libera informazione disinteressata".
Di qui il modesto articoletto, gli insulti, le minacce, la richiesta di MASSIMA DIFFUSIONE!, la blandizie classista del (sacrosanto) equo compenso per i cronisti: li faremo pagare meglio - si racconta ai naviganti del blog - perché siano finalmente liberi di raccontare la verità. La nostra. Ma sempre servi saranno. Funzioneranno a gettone. Proprio come, nel desiderio, i destinatari di una carta ancora da stampare che equivarrà a una tessera annonaria di partito. Comprerà consenso. Tipo il Venezuela di Pinochet, direbbe Di Maio.
È la misantropia al potere. L'ennesimo gioco di prestigio di chi ritiene i propri lettori/elettori dei bot da infarcire di plateali invenzioni, un tempo insufflate direttamente da Mosca (i siti di "informazione" di Casaleggio erano un mischione di pomate miracolose e link a portali russofili) ché tanto poi si può sempre menare la stampa tradizionale. Spesso esecrabile, ma almeno - nei propri, molti, limiti - polifonica.
Nella Fattoria degli Animali di Casaleggio uno vale zero, e tutti hanno un prezzo. Quello dei giornalisti sarebbe il salario che ricevono dai poteri forti. Quello dei grillini, sono certamente i 250.000 euro di penale che dovrebbero spendere per cambiare opinione. Non si fidano neanche tra di loro, e vogliono indicarci di quali notizie fidarci noi. #cascatemale.
Intanto sui social infuriava - si fa per dire - l'hashtag #iononcicasco, destinato una volta in più a stornare i mal di pancia dei fan contro il "Quarto potere". Un epiteto lanciato dal blog dei Sovranos che pesca, chissà quanto scientemente, nel titolo italiano di Citizen Kane, filmone di Orson Welles su un magnate della manipolazione che usava i giornali per scendere in politica.
Oggi, si varrebbe di troll, blog e pagine facebook. Con le stesse dinamiche per cui una Srl di Milano governa un partito e un Paese, ma addita i conflitti d'interesse altrui.
Questo perché, nella retorica gentista, il Movimento non è un potere: esso è nel Giusto. E il Quarto Potere non è un contropotere poiché figlio di editori impuri. Ne rappresenta dunque una propaggine, ne difende gli interessi, esegue ordini. Con la conseguenza, come da testo sgrammaticato che accompagnava il cancelletto di cui sopra, che i giornali vanno controllati perché "non fanno libera informazione disinteressata".
Di qui il modesto articoletto, gli insulti, le minacce, la richiesta di MASSIMA DIFFUSIONE!, la blandizie classista del (sacrosanto) equo compenso per i cronisti: li faremo pagare meglio - si racconta ai naviganti del blog - perché siano finalmente liberi di raccontare la verità. La nostra. Ma sempre servi saranno. Funzioneranno a gettone. Proprio come, nel desiderio, i destinatari di una carta ancora da stampare che equivarrà a una tessera annonaria di partito. Comprerà consenso. Tipo il Venezuela di Pinochet, direbbe Di Maio.
È la misantropia al potere. L'ennesimo gioco di prestigio di chi ritiene i propri lettori/elettori dei bot da infarcire di plateali invenzioni, un tempo insufflate direttamente da Mosca (i siti di "informazione" di Casaleggio erano un mischione di pomate miracolose e link a portali russofili) ché tanto poi si può sempre menare la stampa tradizionale. Spesso esecrabile, ma almeno - nei propri, molti, limiti - polifonica.
Nella Fattoria degli Animali di Casaleggio uno vale zero, e tutti hanno un prezzo. Quello dei giornalisti sarebbe il salario che ricevono dai poteri forti. Quello dei grillini, sono certamente i 250.000 euro di penale che dovrebbero spendere per cambiare opinione. Non si fidano neanche tra di loro, e vogliono indicarci di quali notizie fidarci noi. #cascatemale.