La gestione pilatesca della Torino-Lione
Sergio Rizzo , di SERGIO RIZZOLa pensata di nominare nella stessa commissione un rappresentante dei No-Tav e uno dei Sì-Tav conferma la balbettante incertezza del governo e la totale sconfessione della politica
Già l’idea di mettere la patata bollente della Torino-Lione nelle mani di una commissione incaricata di analizzare il rapporto fra costi e benefici assomigliava tanto a un elegante e puerile scarico di responsabilità. Ma ora la pensata di nominare in quella stessa commissione un rappresentante dei No-Tav e uno dei Sì-Tav conferma definitivamente l’impostazione pilatesca con cui il governo affronta la faccenda. Di tutto si faccia tranne che assumere una decisione: creano una commissione che dovrebbe valutare oggettivamente la fattibilità dell’opera e la affidano a un accademico esperto di trasporti che si è sempre espresso pubblicamente contro la Torino-Lione; poi quando la piazza dei Sì-Tav si riempie e le organizzazioni imprenditoriali inscenano a Torino una clamorosa protesta, ecco apparire in quella commissione un Sì-Tav. Ma anche un No-Tav, perché non sembri un tradimento della base grillina ferocemente cont…
Già l’idea di mettere la patata bollente della Torino-Lione nelle mani di una commissione incaricata di analizzare il rapporto fra costi e benefici assomigliava tanto a un elegante e puerile scarico di responsabilità. Ma ora la pensata di nominare in quella stessa commissione un rappresentante dei No-Tav e uno dei Sì-Tav conferma definitivamente l’impostazione pilatesca con cui il governo affronta la faccenda. Di tutto si faccia tranne che assumere una decisione: creano una commissione che dovrebbe valutare oggettivamente la fattibilità dell’opera e la affidano a un accademico esperto di trasporti che si è sempre espresso pubblicamente contro la Torino-Lione; poi quando la piazza dei Sì-Tav si riempie e le organizzazioni imprenditoriali inscenano a Torino una clamorosa protesta, ecco apparire in quella commissione un Sì-Tav. Ma anche un No-Tav, perché non sembri un tradimento della base grillina ferocemente contraria all’opera.
Il risultato è che non succederà nulla. Tranne la totale sconfessione della politica, il cui ruolo è esattamente quello di prendere decisioni: e avere il coraggio di prenderle anche se e quando queste dovessero risultare impopolari. Ma non è questa la cifra dell’attuale maggioranza. Così bravi a parlare e pronti ad attaccare con violenza inaudita sui social chi la pensa in altro modo esponendo proclami bellicosi, quanto incerti e balbettanti, talvolta non senza una punta di codardìa istituzionale, nei momenti in cui si devono assumere le decisioni. La commissione costi-benefici ne è l’esempio più lampante.
Al tempo della prima repubblica girava nei palazzi la battuta secondo cui ogni volta che non volevano prendere una decisione i politici creavano un comitato o una commissione per affossarla. In questo modo, caro ministro Toninelli, non si governa. Si tira solo a campare. Proprio come si faceva allora.
Il risultato è che non succederà nulla. Tranne la totale sconfessione della politica, il cui ruolo è esattamente quello di prendere decisioni: e avere il coraggio di prenderle anche se e quando queste dovessero risultare impopolari. Ma non è questa la cifra dell’attuale maggioranza. Così bravi a parlare e pronti ad attaccare con violenza inaudita sui social chi la pensa in altro modo esponendo proclami bellicosi, quanto incerti e balbettanti, talvolta non senza una punta di codardìa istituzionale, nei momenti in cui si devono assumere le decisioni. La commissione costi-benefici ne è l’esempio più lampante.
Al tempo della prima repubblica girava nei palazzi la battuta secondo cui ogni volta che non volevano prendere una decisione i politici creavano un comitato o una commissione per affossarla. In questo modo, caro ministro Toninelli, non si governa. Si tira solo a campare. Proprio come si faceva allora.