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La festa dei giocatori juventini dopo la vittoria sull'Inter (ansa)

Juventus, la sicurezza di una squadra di un'altra dimensione

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Non si può dire che l’Inter non ci abbia provato. Per circa un’ora dà la sensazione, o l’illusione, che la Juve possa essere battuta sul suo campo. Il palo colpito da Gagliardini, che poteva tirare meglio, e altre pericolose azioni dell’Inter, dicono che ci è andata vicina. Dopo un quarto d’ora Allegri è obbligato alla prima mossa tattica: invertire di fascia i due terzini. Su Cancelo, a destra, Perisic sfonda con facilità eccessiva. Quando passa a sinistra, è Politano a sfuggirgli. Grande nella metà campo avversaria Cancelo lo è un po’ meno nella sua. Spalletti, che l’ha avuto all’Inter, conosce questo limite e prova a sfruttarla. E, ancora, prova a bloccare la Juve concedendo poco ai lati e mettendola in minoranza a centrocampo. Primo tempo alla pari, su buoni livelli, un po’ meglio l’Inter. Forse la Juve non s’aspettava un’Inter così, spesso si spez…
Non si può dire che l’Inter non ci abbia provato. Per circa un’ora dà la sensazione, o l’illusione, che la Juve possa essere battuta sul suo campo. Il palo colpito da Gagliardini, che poteva tirare meglio, e altre pericolose azioni dell’Inter, dicono che ci è andata vicina. Dopo un quarto d’ora Allegri è obbligato alla prima mossa tattica: invertire di fascia i due terzini. Su Cancelo, a destra, Perisic sfonda con facilità eccessiva. Quando passa a sinistra, è Politano a sfuggirgli. Grande nella metà campo avversaria Cancelo lo è un po’ meno nella sua. Spalletti, che l’ha avuto all’Inter, conosce questo limite e prova a sfruttarla. E, ancora, prova a bloccare la Juve concedendo poco ai lati e mettendola in minoranza a centrocampo. Primo tempo alla pari, su buoni livelli, un po’ meglio l’Inter. Forse la Juve non s’aspettava un’Inter così, spesso si spezza in due ma si ricompone in fretta. È la sua sicurezza che impressiona, anche se non tutte le sue stelle brillano. CR7, ben marcato, gira al largo: più fumo che arrosto, però conta anche quando non incide: sul gol di Mandzukic a marcarlo c’è Asamoah, che non è l’ideale. Miranda e Skriniar vanno in chiusura su CR7, per Mandzukic è tutto più facile.

Già, Mandzukic il generoso, il taglialegna, l’attaccante che fa anche il terzino, fa anche i gol, e sono gol pesanti: uno all’Inter, due al Napoli, uno al Milan, uno alla Lazio. Quello di ieri è il numero 4.999 nella storia juventina. Con 43 punti su 45 la Juve uguaglia il record di Psg, Barcellona e Manchester City. Ormai è di un’altra dimensione. Ottiene quello che vuole. Se proprio è necessario, sa soffrire. Fatto un gol, non si accontenta e cerca il raddoppio. Qualcuno dei suoi è un po’ stanco (Bentancur, Pjanic, Matuidi meno), qualcun altro fa atto di presenza (con CR7, anche Dybala), ma i conti alla fine tornano. Grazie anche a una difesa in cui Chiellini giganteggia, e non si allude alla statura. Migliora invecchiando, non si deconcentra mai. L’Inter, candidata al ruolo di anti-Juve, è staccata di 14 punti. Non ha giocato male, né all’Olimpico né ieri, ma ha raccolto solo un punto su sei. Se Gagliardini non avesse strozzato il tiro, avremmo visto un’altra partita, o almeno capito come reagisce quand’è sotto nel punteggio. L’Inter, che aveva già sostituito Politano con Borja Valero (mossa che non ho capito) ha reagito ammucchiando punte: prima Keita, poi Martinez. Altro fumo. Mandzukic, Chiellini, Brozovic e Icardi (s’è mosso molto per gli altri) i migliori. Tra i quali metto anche l’arbitro Irrati.