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(lapresse)

C'era una volta la capacità italiana di difendersi

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Turno di campionato con vista sulla Champions. Bene Juve e Napoli, maluccio l'Inter, male la Roma. La vista non è tranquilla per tutte e quattro. Per Juve e Roma, sì: nel loro girone la qualificazione non è una speranza, ma una certezza. Non dovranno attendere un favorevole incrocio di risultati. L'Inter, anche battendo il Psv, deve fidarsi della serietà del Barcellona col Tottenham. E nel girone del Napoli, già battezzato in partenza come il più spinoso, può ancora succedere di tutto. Ma alcuni segnali per Ancelotti sono positivi: il recupero di Ghoulam, dopo un anno di guai, il rendimento di Milik, che a Liverpool non partirà titolare ma può sempre servire.

Anche il Milan annusava aria di Champions: una vittoria sul Torino lo avrebbe portato a un solo punto dall'Inter. Niente da fare, a San Siro è finita 0-0 dopo una partita che non sarebbe dispiaciuta a Gigi Radice: molto fisica, massimo impegno per …
Turno di campionato con vista sulla Champions. Bene Juve e Napoli, maluccio l'Inter, male la Roma. La vista non è tranquilla per tutte e quattro. Per Juve e Roma, sì: nel loro girone la qualificazione non è una speranza, ma una certezza. Non dovranno attendere un favorevole incrocio di risultati. L'Inter, anche battendo il Psv, deve fidarsi della serietà del Barcellona col Tottenham. E nel girone del Napoli, già battezzato in partenza come il più spinoso, può ancora succedere di tutto. Ma alcuni segnali per Ancelotti sono positivi: il recupero di Ghoulam, dopo un anno di guai, il rendimento di Milik, che a Liverpool non partirà titolare ma può sempre servire.

Anche il Milan annusava aria di Champions: una vittoria sul Torino lo avrebbe portato a un solo punto dall'Inter. Niente da fare, a San Siro è finita 0-0 dopo una partita che non sarebbe dispiaciuta a Gigi Radice: molto fisica, massimo impegno per portare a casa il risultato pieno. Nei due tempi il Toro ha dato il massimo nei primi 20', e mentre Sirigu non è andato oltre l'ordinaria amministrazione Donnarumma ha dovuto superarsi dopo 6' per respingere un colpo di testa di Iago Falque e, più tardi, una conclusione di Belotti. Il Torino corre a ritmi difficili da reggere per 90'. Uno che trovi dappertutto è Rincon. Quando rallenta lui viene fuori il Milan e viene fuori piuttosto bene, ispirato da Suso e da un Bakayoko in crescita. Piuttosto bene ma incapace di buttarla dentro, nonostante molte occasioni. Un salvataggio quasi sulla linea di Djidji, mira sbagliata di Higuain, Suso, Cutrone: sua l'occasione più netta, a 4' dal termine, al culmine dell'assalto milanista. Il risultato è giusto, anche se delude tutt'e due le squadre. Tanto per cambiare, espulso Mazzarri: non so i modi usati, ma aveva ragione Mazzarri: c'era fallo su Zaza. Dettagli. Come la posizione di Higuain, centravanti vagante ai lati, lavoro che prima spettava a Cutrone.

Turno, infine, che fa suonare campanelli d'allarme su quella che era una specialità del nostro calcio: saper difendere un gol di vantaggio. Non ci è riuscita la Lazio con la Samp: avanti al 96', raggiunta al 99'. Non sono bastati due gol al Sassuolo: 3-1 alla Fiorentina, poi Benassi all'89' e Mirallas al 96'. Peggio ancora la Roma a Cagliari: avanti di gol, raggiunta da Sau al 96'. Dal 2-0 al 2-2 le era già capitato in casa col Chievo, ma a rendere paradossale, o quasi comica, questa rimonta c'è il particolare che il Cagliari giocava in 9 contro 11. E un gol in contropiede su rinvio del proprio portiere non si becca nemmeno in serie D. Più colpevoli i giocatori dell'allenatore. Bentornato a Prandelli, in panchina dopo 8 anni. Per come si era messa con la Spal (Criscito espulso dopo 10') il pareggio vale quasi come una vittoria.