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Il biglietto per l'esibizione di Sfera Ebbasta alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo   (ansa)

Il diavolo non scrive canzoni

E' sbagliato demonizzare l'artista, come chiede qualcuno dopo la strage della discoteca dove si esibiva Sfera Ebbasta. Dalla sua parte, c'è la libertà d'espressione. I rapper, i trapper, sono oggi quelli che fanno la parte dei cattivi, ma i cattivi ci devono essere: sono i ragazzi che hanno bisogno di identificarsi in qualcosa che non sia per forza una santificazione della normalità e del pessimismo borghese

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Mai demonizzare l'artista. Dalla sua parte, almeno fino a oggi, c'è la libertà d'espressione. I rapper, i trapper, sono oggi quelli che fanno la parte dei cattivi, ma i cattivi ci devono essere, sono i ragazzi che hanno bisogno di identificarsi in qualcosa che non sia per forza una santificazione della normalità e del pessimismo borghese. C'è perfino dell'ironia. Nella sua canzone più celebre, Rockstar, Sfera Ebbasta fa il verso alle canzoni pacifiste di un tempo: "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, metteva kush nelle rolling papers e lo sciroppo nel biberon", e per la cronaca "kush" sta per erba e "sciroppo" per un particolare sciroppo per la tosse che procura un discreto sballo. Così, per scherzare, ma il giovane trapper di Cinisello Balsamo è anche quello che ci tiene a fare le debite distinzioni, e chiunque abbia anche lontanamente a che vedere con la questione droga sa bene quanto le distinzioni siano importanti.

In Serpente a sonagli, che si riferisce ai feroci "dissing" in uso nel mondo trap ("dissing" ovvero invettive e insulti inviati tramite musica) ma anche agli haters che nei giorni di tragedia proliferano come funghi velenosi, lo dice chiaramente, e senza ironia: "Lei vorrebbe un po' di..." e si sente chiaramente il suono di una veloce inequivocabile aspiratina, ma lui continua deciso: "Io non tocco quella roba". Quasi un bravo ragazzo, alla fine. Per lo più si parla di erba, sempre e dovunque, e non solo nei testi di Sfera, e se guardiamo alla parte americana del rap succede anche di molto peggio. E del resto da poco l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità la cultura del reggae, che dell'erba fa uso rituale e programmatico, e nessuno si azzarderebbe a condannare Bob Marley che in metà della fotografie in circolazione ha in mano un "cannone" di notevoli proporzioni.

Se proprio dovessimo condannare Sfera come cattivo maestro, sarebbe casomai per l'ostentazione dei simboli del successo: orologi d'oro, macchinoni, come se la sua origine umile giustificasse la spavalderia spudorata del parvenu. E addio per sempre ai fascinosi perdenti con cui siamo cresciuti. Ma anche questo, lo sappiamo, è parte della cultura rap. Quello che fingiamo di non sapere è che di testi torbidi, ambigui, per non dire sfacciatamente perversi, la storia del rock e del pop sono piene. In confronto ad alcuni testi di Lou Reed, che oggi viene giustamente acclamato come uno dei massimi poeti americani, quelli dei trapper italiani sono un manuale per seminaristi. E il fatto che siano in inglese non deve essere una scusante.

Keith Richards è arrivato a sniffare le ceneri del proprio padre, i testi degli Stones non sono stati mai del tutto esenti da allusioni e ambiguità, eppure oggi sono venerati come divinità. Ci sono centinaia, migliaia di esempi, perfino nelle zone alte dell'Olimpo. Bowie in Ashes to ashes rivela che il Major Tom di Space Oddity era un junkie e perfino il grande profeta della pace John Lennon in Cold Turkey racconta una crisi di disintossicazione da eroina e, ai tempi dei Beatles, per quanto abbia ripetutamente smentito l'interpretazione, ha scritto una canzone intitolata Lucy in the Sky with Diamonds che, al di là dell'acronimo LSD, è di fatto una descrizione di un'esperienza psichedelica degna dei trattati di Huxley e delle testimonianze di Albert Hofmann. E questo sono i testi sacri, quelli intoccabili. Eppure qualcuno si sognerebbe oggi di affermare che John Lennon sia stato un cattivo maestro? O che andare a un concerto di David Bowie o Iggy Pop volesse dire andarsela a cercare?
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