Mourinho, un uomo consumato dal calcio come guerra
Gianni Mura , di GIANNI MURA
Sbagliato esonerare Mourinho? Be', ingaggiarlo è stato uno sbaglio ben più grosso. Del fuoco che ardeva dentro lo Special One sono rimaste poche braci e molta cenere. È cambiato anche nell'aspetto, invecchiato di dieci anni in due stagioni. Barba da latitante, capelli bianchi a 55 anni, per quanto intensamente vissuti con la certezza di essere il migliore di tutti. Non era vero, ma crederci aiuta. L'ultimo guizzo da Special One l'ha mostrato a Torino: il suo United, preso a pallate, aveva rimontato la Juve negli ultimissimi minuti. E Mourinho poteva finalmente accostare le mani agli orecchi, logica rivincita verso un pubblico che l'aveva insultato per tutta la partita. Il guizzo imbestialiva tutti gli juventini in circolazione e faceva godere tutti gli interisti, che dal Triplete in qua lo considerano un nume tutelare, un angelo raddrizzatorti, un lanciere dell'etica.
Peccato che a Mourinho nulla importi dell'etica, e nemmeno dell'…
Peccato che a Mourinho nulla importi dell'etica, e nemmeno dell'…
Sbagliato esonerare Mourinho? Be', ingaggiarlo è stato uno sbaglio ben più grosso. Del fuoco che ardeva dentro lo Special One sono rimaste poche braci e molta cenere. È cambiato anche nell'aspetto, invecchiato di dieci anni in due stagioni. Barba da latitante, capelli bianchi a 55 anni, per quanto intensamente vissuti con la certezza di essere il migliore di tutti. Non era vero, ma crederci aiuta. L'ultimo guizzo da Special One l'ha mostrato a Torino: il suo United, preso a pallate, aveva rimontato la Juve negli ultimissimi minuti. E Mourinho poteva finalmente accostare le mani agli orecchi, logica rivincita verso un pubblico che l'aveva insultato per tutta la partita. Il guizzo imbestialiva tutti gli juventini in circolazione e faceva godere tutti gli interisti, che dal Triplete in qua lo considerano un nume tutelare, un angelo raddrizzatorti, un lanciere dell'etica.
Peccato che a Mourinho nulla importi dell'etica, e nemmeno dell'estetica. La sua idea di calcio come guerra era emersa già al Porto, quando strappò dalle mani di Vitor Baia la maglia di Rui Jorge, dello Sporting, scambiata a fine partita. Nessun rapporto col nemico.
Grande abilità comunicativa e motivazionale: sono parole che si trovano quasi sempre, nei giudizi su Mourinho. E corrispondono al vero. Mentre è quasi impossibile elogiarlo per la bellezza del gioco. Nel periodo del Porto, forse, quando aveva una rosa relativamente forte e doveva ingegnarsi. Poi ha sempre avuto i giocatori che chiedeva, molto costosi, e li ha fatti giocare in modo sparagnino, vedi immagine del pullman parcheggiato in area di rigore, vedi l'Inter del Triplete: squadra tosta, molto fisica, con Eto'o che faceva il terzino e Milito il mediano. Era catenaccio ed era, sia detto senza ironie, abilità motivazionale: i suoi calciatori eseguivano senza discutere, e arrivavano le vittorie.
A Manchester era partito piuttosto bene: altri tre "tituli" da aggiungere ai 22 conquistati tra il 2003 e il 2015: Charity Shield, Coppa di Lega, Europa League. Poi sono arrivate le vacche magre: le incomprensioni (eufemismo) con Pogba, che pure aveva voluto lui, con Lukaku, con Rashford, i bocconi amari per le vittorie del dirimpettaio, il City dell'odiato Guardiola. Poteva sempre consolarsi con lo stipendio: 15 milioni netti di euro all'anno. Ma la squadra è sesta a 19 punti dal City, a 11 dal quarto posto. "Special once" ha titolato il Sun. È come dire che una volta c'era lo Special, e oggi non c'è più.
Peccato che a Mourinho nulla importi dell'etica, e nemmeno dell'estetica. La sua idea di calcio come guerra era emersa già al Porto, quando strappò dalle mani di Vitor Baia la maglia di Rui Jorge, dello Sporting, scambiata a fine partita. Nessun rapporto col nemico.
Grande abilità comunicativa e motivazionale: sono parole che si trovano quasi sempre, nei giudizi su Mourinho. E corrispondono al vero. Mentre è quasi impossibile elogiarlo per la bellezza del gioco. Nel periodo del Porto, forse, quando aveva una rosa relativamente forte e doveva ingegnarsi. Poi ha sempre avuto i giocatori che chiedeva, molto costosi, e li ha fatti giocare in modo sparagnino, vedi immagine del pullman parcheggiato in area di rigore, vedi l'Inter del Triplete: squadra tosta, molto fisica, con Eto'o che faceva il terzino e Milito il mediano. Era catenaccio ed era, sia detto senza ironie, abilità motivazionale: i suoi calciatori eseguivano senza discutere, e arrivavano le vittorie.
A Manchester era partito piuttosto bene: altri tre "tituli" da aggiungere ai 22 conquistati tra il 2003 e il 2015: Charity Shield, Coppa di Lega, Europa League. Poi sono arrivate le vacche magre: le incomprensioni (eufemismo) con Pogba, che pure aveva voluto lui, con Lukaku, con Rashford, i bocconi amari per le vittorie del dirimpettaio, il City dell'odiato Guardiola. Poteva sempre consolarsi con lo stipendio: 15 milioni netti di euro all'anno. Ma la squadra è sesta a 19 punti dal City, a 11 dal quarto posto. "Special once" ha titolato il Sun. È come dire che una volta c'era lo Special, e oggi non c'è più.