Il fiore mai sbocciato della Cenerentola cinese
Paulo Coelho, di PAULO COELHOUn imperatore in cerca di moglie, la figlia di una serva, una gara d'amore: la fiaba di Natale per "Repubblica" di Paulo Coelho
Maria Emilia Voss, una pellegrina di Santiago de Compostela, racconta la seguente storia. Verso il 250 a.C., nell'antica Cina, un certo principe della regione di Thing-Zda stava per essere incoronato imperatore; prima, però, secondo la legge, doveva sposarsi. Poiché si trattava di scegliere la futura imperatrice, il principe doveva trovare una ragazza della quale potesse fidarsi ciecamente. Su consiglio di un saggio, decise di convocare tutte le giovani donne della regione, per trovare la più degna delle candidate. Una vecchia serva, che da molti anni lavorava nel palazzo, venne a sapere dei preparativi dell'udienza e provò una grande tristezza: sua figlia, infatti, nutriva un segreto amore per il principe.
Arrivata a casa e riferita la cosa alla ragazza, rimase sorpresa sentendole dire che anche lei aveva intenzione di presentarsi. La povera donna era disperata: "Figlia mia, che cosa ci vai a fare? Si presenteranno le più belle e ricch…
Arrivata a casa e riferita la cosa alla ragazza, rimase sorpresa sentendole dire che anche lei aveva intenzione di presentarsi. La povera donna era disperata: "Figlia mia, che cosa ci vai a fare? Si presenteranno le più belle e ricch…
Maria Emilia Voss, una pellegrina di Santiago de Compostela, racconta la seguente storia. Verso il 250 a.C., nell'antica Cina, un certo principe della regione di Thing-Zda stava per essere incoronato imperatore; prima, però, secondo la legge, doveva sposarsi. Poiché si trattava di scegliere la futura imperatrice, il principe doveva trovare una ragazza della quale potesse fidarsi ciecamente. Su consiglio di un saggio, decise di convocare tutte le giovani donne della regione, per trovare la più degna delle candidate. Una vecchia serva, che da molti anni lavorava nel palazzo, venne a sapere dei preparativi dell'udienza e provò una grande tristezza: sua figlia, infatti, nutriva un segreto amore per il principe.
Arrivata a casa e riferita la cosa alla ragazza, rimase sorpresa sentendole dire che anche lei aveva intenzione di presentarsi. La povera donna era disperata: "Figlia mia, che cosa ci vai a fare? Si presenteranno le più belle e ricche ragazze della corte. Togliti dalla testa questa idea insensata! So che questo ti fa soffrire, ma non trasformare la tua sofferenza in follia!" E la figlia rispose: "Cara mamma, non sto soffrendo, e tanto meno sono impazzita; so che non potrò mai essere la prescelta, ma è la mia unica occasione di stare almeno per un attimo vicino al principe, e questo già mi rende felice - pur sapendo che mi attende un destino ben diverso".
Quella sera, quando la ragazza arrivò al palazzo, c'erano davvero tutte le ragazze più belle, con i vestiti più belli e i più bei gioielli, pronte a tutto pur di non farsi sfuggire l'opportunità che era loro offerta.
Circondato dalla sua corte, il principe lanciò la sfida: "Darò a ciascuna di voi un seme. Colei che, fra sei mesi, mi porterà il fiore più bello, sarà la futura imperatrice della Cina". La ragazza prese il suo seme, lo piantò in un vaso e, poiché non era molto abile nelle arti del giardinaggio, curò la terra con molta pazienza e tenerezza: pensava che se la bellezza dei fiori fosse stata grande quanto il suo amore, non doveva preoccuparsi del risultato.
Passarono tre mesi e non spuntò nulla. La ragazza provò un po' di tutto, parlò con gli uomini della fattoria e con i contadini - che le insegnarono i metodi di coltivazione più diversi - ma non ottenne alcun risultato. Ogni giorno sentiva il suo sogno farsi più lontano, sebbene il suo amore rimanesse vivo come prima.
Passati i sei mesi, nel suo vaso non era nato niente. Pur sapendo di non avere nulla da mostrare, era consapevole di quanti sforzi e quanta dedizione avesse speso in tutto quel periodo, così disse a sua madre che sarebbe tornata al palazzo nel giorno e all'ora stabiliti. Sapeva in cuor suo che questo sarebbe stato il suo ultimo incontro con l'amato e non aveva intenzione di perderselo per niente al mondo.
Arrivò il giorno della nuova udienza. La ragazza si presentò con il suo vaso senza pianta, e vide che tutte le altre pretendenti avevano ottenuto dei buoni risultati: ognuna aveva un fiore più bello dell'altro, dalle forme e dai colori più svariati. Finalmente, giunge il momento tanto atteso: il principe entra ed osserva ciascuna delle pretendenti con grande cura e attenzione. Dopo averle esaminate tutte, annuncia il risultato... e indica la figlia della sua serva come sua futura sposa.
Tutti i presenti cominciarono a protestare, dicendo che aveva scelto proprio quella che non era stata in grado di coltivare nessuna pianta.
Fu allora che, con calma, il principe chiarì lo spirito della sua sfida: "Lei è stata l'unica che abbia coltivato il fiore che l'ha resa degna di diventare un'imperatrice: il fiore dell'onestà. Tutti i semi che vi avevo dato erano sterili e non avrebbero mai potuto germogliare".
- Traduzione di Luis E. Moriones
Arrivata a casa e riferita la cosa alla ragazza, rimase sorpresa sentendole dire che anche lei aveva intenzione di presentarsi. La povera donna era disperata: "Figlia mia, che cosa ci vai a fare? Si presenteranno le più belle e ricche ragazze della corte. Togliti dalla testa questa idea insensata! So che questo ti fa soffrire, ma non trasformare la tua sofferenza in follia!" E la figlia rispose: "Cara mamma, non sto soffrendo, e tanto meno sono impazzita; so che non potrò mai essere la prescelta, ma è la mia unica occasione di stare almeno per un attimo vicino al principe, e questo già mi rende felice - pur sapendo che mi attende un destino ben diverso".
Quella sera, quando la ragazza arrivò al palazzo, c'erano davvero tutte le ragazze più belle, con i vestiti più belli e i più bei gioielli, pronte a tutto pur di non farsi sfuggire l'opportunità che era loro offerta.
Circondato dalla sua corte, il principe lanciò la sfida: "Darò a ciascuna di voi un seme. Colei che, fra sei mesi, mi porterà il fiore più bello, sarà la futura imperatrice della Cina". La ragazza prese il suo seme, lo piantò in un vaso e, poiché non era molto abile nelle arti del giardinaggio, curò la terra con molta pazienza e tenerezza: pensava che se la bellezza dei fiori fosse stata grande quanto il suo amore, non doveva preoccuparsi del risultato.
Passarono tre mesi e non spuntò nulla. La ragazza provò un po' di tutto, parlò con gli uomini della fattoria e con i contadini - che le insegnarono i metodi di coltivazione più diversi - ma non ottenne alcun risultato. Ogni giorno sentiva il suo sogno farsi più lontano, sebbene il suo amore rimanesse vivo come prima.
Passati i sei mesi, nel suo vaso non era nato niente. Pur sapendo di non avere nulla da mostrare, era consapevole di quanti sforzi e quanta dedizione avesse speso in tutto quel periodo, così disse a sua madre che sarebbe tornata al palazzo nel giorno e all'ora stabiliti. Sapeva in cuor suo che questo sarebbe stato il suo ultimo incontro con l'amato e non aveva intenzione di perderselo per niente al mondo.
Arrivò il giorno della nuova udienza. La ragazza si presentò con il suo vaso senza pianta, e vide che tutte le altre pretendenti avevano ottenuto dei buoni risultati: ognuna aveva un fiore più bello dell'altro, dalle forme e dai colori più svariati. Finalmente, giunge il momento tanto atteso: il principe entra ed osserva ciascuna delle pretendenti con grande cura e attenzione. Dopo averle esaminate tutte, annuncia il risultato... e indica la figlia della sua serva come sua futura sposa.
Tutti i presenti cominciarono a protestare, dicendo che aveva scelto proprio quella che non era stata in grado di coltivare nessuna pianta.
Fu allora che, con calma, il principe chiarì lo spirito della sua sfida: "Lei è stata l'unica che abbia coltivato il fiore che l'ha resa degna di diventare un'imperatrice: il fiore dell'onestà. Tutti i semi che vi avevo dato erano sterili e non avrebbero mai potuto germogliare".
- Traduzione di Luis E. Moriones