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(ansa)

Il compagno Crosetto

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Come mai il deputato di Fratelli d'Italia ha ricevuto tanti applausi e incassato molti "like"? Per una semplice questione di libertà
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Applausi dei deputati del gruppo Partito democratico", hanno annotato per quattro volte gli stenografi di Montecitorio sul resoconto ufficiale della seduta di venerdì. Non capita tutti i giorni che il maggior partito del centrosinistra si spelli le mani per un oratore della destra (Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia).

Anzi, nessuno ricorda nulla del genere, a distanza di 71 anni dall'infuocato scontro alla Costituente sull'ultimo articolo della Carta. Quel giorno - era il 3 dicembre 1947, un mercoledì - il presidente Terracini perse il controllo dell'aula: da destra Alfredo Covelli urlava "Comunisti assassini" e da sinistra Giancarlo Pajetta e altri tre gli rispondevano per le rime, in coro: "Fascisti, carogne, tornate nelle fogne!".

E qualcosa di ancora più insolito è accaduto subito dopo su Internet, dove il video dell'intervento del deputato di Fratelli d'Italia - un omone alto e…
Applausi dei deputati del gruppo Partito democratico", hanno annotato per quattro volte gli stenografi di Montecitorio sul resoconto ufficiale della seduta di venerdì. Non capita tutti i giorni che il maggior partito del centrosinistra si spelli le mani per un oratore della destra (Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia).

Anzi, nessuno ricorda nulla del genere, a distanza di 71 anni dall'infuocato scontro alla Costituente sull'ultimo articolo della Carta. Quel giorno - era il 3 dicembre 1947, un mercoledì - il presidente Terracini perse il controllo dell'aula: da destra Alfredo Covelli urlava "Comunisti assassini" e da sinistra Giancarlo Pajetta e altri tre gli rispondevano per le rime, in coro: "Fascisti, carogne, tornate nelle fogne!".

E qualcosa di ancora più insolito è accaduto subito dopo su Internet, dove il video dell'intervento del deputato di Fratelli d'Italia - un omone alto e massiccio, "il gigante buono" lo definì Aldo Grasso paragonandolo al protagonista di un celebre Carosello della Ferrero - è stato visto, approvato e condiviso da un gran numero di twittatori di sinistra, riconoscibilissimi perché premettavano puntualmente ai loro complimenti sempre la stessa frase: "Io non ho mai votato e mai voterò per il suo partito, però devo dire che...".

Ma cos'ha detto, di così straordinario, l'onorevole Crosetto? Ha demolito la manovra di Conte? No. Ha fatto a pezzi Di Maio e Salvini? Neppure. Ha parlato di uno di quegli argomenti che di questi tempi, a Montecitorio, di solito conducono allo sbadiglio: le regole della democrazia parlamentare.

La Camera era stata convocata in gran fretta per approvare rapidissimamente la "manovra del popolo", con una procedura senza precedenti che utilizzava la scadenza imminente per impedire un sia pur fulmineo esame dei provvedimenti. Ebbene, mentre il Pd insorgeva ricorrendo alla Corte costituzionale - e persino un parlamentare dai nervi saldissimi come Emanuele Fiano perdeva la pazienza - Crosetto ha parlato per sei minuti senza mai rivolgere non diciamo un insulto ma neanche un aggettivo irrispettoso agli irresponsabili registi di questo scempio delle procedure parlamentari.

Noi, ha detto il deputato di Fratelli d'Italia, sappiamo che non possiamo cambiare questa manovra. Ma voi, ha aggiunto, avete creato un gravissimo precedente. "Da domani io presento entro il 20 novembre due pagine di legge di Bilancio, e il 20 dicembre presento la vera legge di bilancio", chiedendo la fiducia a scatola chiusa. Poi, conoscendo bene chi lo stava a sentire, ha fatto un esempio che tutti potessero capire: "Se domenica una squadra avesse iniziato la partita mettendo il pallone non a metà campo ma sul dischetto del rigore, qui oggi ci sarebbero 630 deputati che si straccerebbero le vesti perché la regola è cambiata. E le regole non vanno cambiate. Però se invece si infrange la Costituzione, siccome la maggioranza delle persone non ne capisce la gravità, possiamo passarci sopra? Ma se domani, utilizzando questo sistema, uno volesse limitare le libertà fondamentali, come lo fermeremmo? Lui verrebbe qui e ci citerebbe come precedente quello che avete fatto voi".

Naturalmente non gli ha risposto nessuno. Ma le sue parole restano agli atti come il grido d'allarme senza speranza di un deputato che ha trovato la forza di spiegare a un governo di dilettanti la gravità del precedente che stavano creando. E loro - gli stessi che salivano sul tetto di Montecitorio dicendo di voler difendere il Parlamento - hanno dovuto ascoltare in silenzio quell'uomo di destra che, senza alzare la voce, li avvertiva che stavano spianando la strada all'Uomo Forte. Ecco perché tutti lo hanno applaudito, da destra a sinistra. Tutti, si capisce, tranne grillini e leghisti: che magari avrebbero voluto farlo, ma proprio non potevano.