Risvegliatasi dall'estenuante contenzioso con l'Europa sulla legge di stabilità e dalle abbuffate natalizie, ora la politica si accorge che forse giocare la Supercoppa italiana tra Juve e Milan in Arabia Saudita il 16 gennaio non è cosa. Data e luogo furono scelti il 5 giugno scorso. Silenzio. Il 2 ottobre fu ucciso a Istanbul su probabile mandato di membri influenti della casa regnante a Riad il giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Silenzio. Salvo qualche sparuta protesta di gruppi di tifosi e dell'Usigrai, il sindacato dei cronisti Rai.
Ma ora, nell'imminenza dell'evento, si scatena via Facebook il solito Matteo Salvini: "Giocare in un Paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non accompagnate è una schifezza, non guarderò la partita". In un'inedita alleanza tra opposti, l'ex presidente della Camera Laura Boldrini esplode: "Incredibile. Sacrificati i diritti delle donne in nome del denaro…
Ma ora, nell'imminenza dell'evento, si scatena via Facebook il solito Matteo Salvini: "Giocare in un Paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non accompagnate è una schifezza, non guarderò la partita". In un'inedita alleanza tra opposti, l'ex presidente della Camera Laura Boldrini esplode: "Incredibile. Sacrificati i diritti delle donne in nome del denaro…
Risvegliatasi dall'estenuante contenzioso con l'Europa sulla legge di stabilità e dalle abbuffate natalizie, ora la politica si accorge che forse giocare la Supercoppa italiana tra Juve e Milan in Arabia Saudita il 16 gennaio non è cosa. Data e luogo furono scelti il 5 giugno scorso. Silenzio. Il 2 ottobre fu ucciso a Istanbul su probabile mandato di membri influenti della casa regnante a Riad il giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Silenzio. Salvo qualche sparuta protesta di gruppi di tifosi e dell'Usigrai, il sindacato dei cronisti Rai.
Ma ora, nell'imminenza dell'evento, si scatena via Facebook il solito Matteo Salvini: "Giocare in un Paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non accompagnate è una schifezza, non guarderò la partita". In un'inedita alleanza tra opposti, l'ex presidente della Camera Laura Boldrini esplode: "Incredibile. Sacrificati i diritti delle donne in nome del denaro, è offensivo". Seguono miriadi di prese di posizione fuori tempo massimo di deputati peones in cerca del quarto d'ora di celebrità.
Si citano le discriminazioni contro le donne come fossero novità dell'ultima ora. E ha buon gioco il presidente della Lega di Serie A Gaetano Micciché nel far notare che semmai c'è un passo in avanti visto che per la prima volta le donne potranno andare allo stadio da sole. Anche se rimane il vulnus di settori degli spalti a loro vietati. E ha aggiunto, Micciché, che la decisione fu presa prima dell'omicidio Khashoggi, altrimenti "probabilmente non avrei fatto questa scelta".
Salvini e compagnia Khashoggi non lo possono citare, pur se sempre di diritti umani si tratta. Perché la linea da tenere l'ha tracciata il leader massimo dei sovranisti Donald Trump che, pur condannando l'omicido, non ha mai messo in discussione l'alleanza con i sauditi, chiave di tutti i precari equilibri geopolitici nell'area più infiammata del pianeta. Paese strategico con cui l'occidente, Italia compresa, fa affari e dove non si vuole offuscare la stella peraltro ammaccata dal delitto di Stato del principe ereditario e supposto riformatore Mohammad bin Salman (MbS).
Gelosa del dividendo d'immagine staccato dal vicino Qatar organizzatore dei prossimi Mondiali di calcio, l'Arabia Saudita ha avviato un'offensiva per accaparrarsi eventi di sicuro richiamo. Ha proposto a un ingolosito Gianni Infantino, patron della Fifa, due competizioni tra cui un Mondiale per club mettendo sul piatto 25 miliardi. Juve-Milan è il primo tassello della strategia per sembrare moderni. Non sarà Salvini a fermare la giostra di petrodollari. Tantomeno con un Facebook alla ventitreesima ora.
Ma ora, nell'imminenza dell'evento, si scatena via Facebook il solito Matteo Salvini: "Giocare in un Paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non accompagnate è una schifezza, non guarderò la partita". In un'inedita alleanza tra opposti, l'ex presidente della Camera Laura Boldrini esplode: "Incredibile. Sacrificati i diritti delle donne in nome del denaro, è offensivo". Seguono miriadi di prese di posizione fuori tempo massimo di deputati peones in cerca del quarto d'ora di celebrità.
Si citano le discriminazioni contro le donne come fossero novità dell'ultima ora. E ha buon gioco il presidente della Lega di Serie A Gaetano Micciché nel far notare che semmai c'è un passo in avanti visto che per la prima volta le donne potranno andare allo stadio da sole. Anche se rimane il vulnus di settori degli spalti a loro vietati. E ha aggiunto, Micciché, che la decisione fu presa prima dell'omicidio Khashoggi, altrimenti "probabilmente non avrei fatto questa scelta".
Salvini e compagnia Khashoggi non lo possono citare, pur se sempre di diritti umani si tratta. Perché la linea da tenere l'ha tracciata il leader massimo dei sovranisti Donald Trump che, pur condannando l'omicido, non ha mai messo in discussione l'alleanza con i sauditi, chiave di tutti i precari equilibri geopolitici nell'area più infiammata del pianeta. Paese strategico con cui l'occidente, Italia compresa, fa affari e dove non si vuole offuscare la stella peraltro ammaccata dal delitto di Stato del principe ereditario e supposto riformatore Mohammad bin Salman (MbS).
Gelosa del dividendo d'immagine staccato dal vicino Qatar organizzatore dei prossimi Mondiali di calcio, l'Arabia Saudita ha avviato un'offensiva per accaparrarsi eventi di sicuro richiamo. Ha proposto a un ingolosito Gianni Infantino, patron della Fifa, due competizioni tra cui un Mondiale per club mettendo sul piatto 25 miliardi. Juve-Milan è il primo tassello della strategia per sembrare moderni. Non sarà Salvini a fermare la giostra di petrodollari. Tantomeno con un Facebook alla ventitreesima ora.