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(ansa)

Emergenza rifiuti a Roma, se Raggi chiede di impugnare la ramazza

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Nella capitale ormai raccogliere le immondizie è un problema. Ultima trovata dell'amministrazione: invitare i cittadini a pulirsi da soli le strade. Conferma che la sindaca è inadeguata alla carica
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Quale cinismo, quale miope e crudo cinismo, aver candidato a sindaco d'una città difficile, inselvatichita, come Roma una persona così chiaramente inadeguata alla carica. Calcolo basato sulla probabilità - in quel momento alta - che una giovane donna, d'aspetto fragile e piacente, avrebbe raccolto voti sufficienti per vincere. E i risultati? E l'amministrazione? E gli interventi straordinari di cui la capitale ha bisogno? Intanto vinciamo le elezioni, poi vedremo. Le elezioni furono vinte con quasi il 70 per cento dei consensi, ma quello che c'è da vedere è ogni giorno sotto gli occhi dei romani ormai da due anni e mezzo, mezza legislatura se n'è andata e niente è stato fatto, non un'iniziativa presa, innovazioni nemmeno parlarne, mentre il poco che c'era è andato in pezzi e ormai anche raccogliere le immondizie è un problema. Ultima trovata: invitare gli abitanti a pulirsele da soli le strade -…
Quale cinismo, quale miope e crudo cinismo, aver candidato a sindaco d'una città difficile, inselvatichita, come Roma una persona così chiaramente inadeguata alla carica. Calcolo basato sulla probabilità - in quel momento alta - che una giovane donna, d'aspetto fragile e piacente, avrebbe raccolto voti sufficienti per vincere. E i risultati? E l'amministrazione? E gli interventi straordinari di cui la capitale ha bisogno? Intanto vinciamo le elezioni, poi vedremo. Le elezioni furono vinte con quasi il 70 per cento dei consensi, ma quello che c'è da vedere è ogni giorno sotto gli occhi dei romani ormai da due anni e mezzo, mezza legislatura se n'è andata e niente è stato fatto, non un'iniziativa presa, innovazioni nemmeno parlarne, mentre il poco che c'era è andato in pezzi e ormai anche raccogliere le immondizie è un problema. Ultima trovata: invitare gli abitanti a pulirsele da soli le strade - in gergo burocratico si chiama lo "spazzamento", altri verbi non ce ne sono o risultano equivoci.

Su un invito del genere, che equivale a un sos, bisogna fare chiarezza e chiedersi in primo luogo perché un tale problema non si presenta in nessun'altra capitale europea. Poi, se posso aprire su un cenno personale, io lo spazzamento del tratto di marciapiede davanti al portone lo faccio da tempo; quando guardo dalla finestra mi fa piacere vedere pulito quel pezzetto di strada. Ora, però, la maggioranza consiliare chiede il rimedio a un'emergenza, come tale dunque andrebbe, per onestà, presentato.

Nessuno chiede che un'amministrazione si stracci le vesti ammettendo la sua incompetenza, di non essere stata all'altezza della situazione, però nel momento in cui si chiede aiuto bisogna ben dirlo: vi stiamo chiedendo aiuto, la situazione è grave e al momento non ci sono i mezzi per rimediarvi. Nascondiamo magari il resto, ma almeno questo bisognerebbe ammetterlo, è lecito chiedere un po' di coraggio quando si affonda nella melma e si chiede aiuto per venirne fuori. Tanto più che a Roma la tassa sui rifiuti (Tari) è la seconda più alta d'Italia. Solo a Napoli si paga di più. Inoltre, a Roma ci sono 1,3 miliardi di Tari mai riscossi (!); tra i morosi figurano Palazzo Chigi (presidenza del Consiglio), ministeri, ospedali, università.

Questo per l'amministrazione disorganizzata o inetta o complice. Poi c'è la parte di degrado che riguarda gli abitanti. Offro due esempi. Il signor Renato Pierri (renpierri@gmail.com) m'ha scritto per deprecare la mancata raccolta aggiungendo questo aneddoto: "Tempo fa, a scuola, ho rimproverato una ragazzina che aveva gettato a terra un pezzo di carta; m'ha risposto: 'La bidella che ci sta a fare?'. A casa evidentemente nessuna educazione". Aggiungo un episodio personale: giorni fa in piazza Mazzini un negoziante m'ha mostrato un cassonetto che traboccava pieno di carte e vecchi giornali. "Vede - m'ha detto - all'angolo laggiù c'è il cassonetto della carta. Invece la buttano qui perché quei sessanta metri per andarla a buttare dove dovrebbero gli pesano". Esempi minimi, ma eloquenti di una popolazione che ha perso ogni senso municipale e comunitario. Ammesso che a Roma ci sia mai stato.

A leggere le vivide descrizioni di Jérôme Carcopino si vede che la Roma classica non doveva essere molto diversa dall'attuale. Però sono passati più di venti secoli, santo cielo, si potrebbe sperare se non in un incivilimento degli abitanti in qualche progresso nell'amministrazione. Non c'è stato né l'uno né l'altro. Ecco perché la scelta di una persona inadeguata alla carica di sindaco è stato un gesto cinico, anzi civilmente delittuoso. In queste condizioni forse nemmeno la peggiore Democrazia Cristiana avrebbe osato farlo.