Le avventure in Europa di M5S e Lega
Andrea Bonanni , di ANDREA BONANNIDi Maio e Salvini si sono lanciati nella campagna per le elezioni europee
Come Bibì e Bibò, come Cip e Ciop, come Ciccio e Franco, anche i due vicepremier italiani, Di Maio e Salvini, sono molto avventurosi. E per le loro scorribande, si sa, prediligono l'Europa. Dopo aver gettato al vento miliardi di capitalizzazione borsistica e di interessi sul debito pur di dare una lezione "ai burocrati europei", finendo poi per cedere su tutta la linea, ora i due si sono lanciati nella campagna per le elezioni europee.
Ed ecco che il leader dei 5S offre appoggio non solo politico ma anche operativo all'eversione dei "gilet jaunes" francesi quando questi assaltano un ministero a Parigi, incendiano vetrine e picchiano poliziotti. Con la stessa beata leggerezza con cui aveva chiesto l'impeachment del capo dello Stato Mattarella, il vicepremier campano ha così compiuto la più grave intromissione ostile negli affari interni di un Paese teoricamente amico che si ricordi nella storia della Ue.
Si potrebbe addiritt…
Ed ecco che il leader dei 5S offre appoggio non solo politico ma anche operativo all'eversione dei "gilet jaunes" francesi quando questi assaltano un ministero a Parigi, incendiano vetrine e picchiano poliziotti. Con la stessa beata leggerezza con cui aveva chiesto l'impeachment del capo dello Stato Mattarella, il vicepremier campano ha così compiuto la più grave intromissione ostile negli affari interni di un Paese teoricamente amico che si ricordi nella storia della Ue.
Si potrebbe addiritt…
Come Bibì e Bibò, come Cip e Ciop, come Ciccio e Franco, anche i due vicepremier italiani, Di Maio e Salvini, sono molto avventurosi. E per le loro scorribande, si sa, prediligono l'Europa. Dopo aver gettato al vento miliardi di capitalizzazione borsistica e di interessi sul debito pur di dare una lezione "ai burocrati europei", finendo poi per cedere su tutta la linea, ora i due si sono lanciati nella campagna per le elezioni europee.
Ed ecco che il leader dei 5S offre appoggio non solo politico ma anche operativo all'eversione dei "gilet jaunes" francesi quando questi assaltano un ministero a Parigi, incendiano vetrine e picchiano poliziotti. Con la stessa beata leggerezza con cui aveva chiesto l'impeachment del capo dello Stato Mattarella, il vicepremier campano ha così compiuto la più grave intromissione ostile negli affari interni di un Paese teoricamente amico che si ricordi nella storia della Ue.
Si potrebbe addirittura ipotizzare una ripicca, visto che fino a qualche mese fa i grillini corteggiavano Macron nella speranza di imbarcare i Cinque Stelle con "En Marche" e con i liberali europei. Progetto fallito dopo il "contratto" con l'estrema destra leghista.
Per non essere da meno, ecco che Matteo Salvini, dopo aver creato l'ennesimo caso diplomatico sull'ultima nave carica di naufraghi, ed essersela presa con Malta, che ha meno abitanti di Genova e una percentuale di rifugiati 7/8 volte superiore alla nostra, decide di partire per la Polonia per convincere l'estrema destra al governo che sia il caso di creare un fronte unito populista alle prossime europee.
Il leader leghista ha interesse a riuscire. I suoi progetti di conquista dell'Europa mostrano segni di cedimento. Il suo grande amico ungherese, Orbán, non si alleerà con lui e resterà nel Ppe. Alle prossime europee l'avanzata dei populisti sarà frenata dalla perdita di 24 deputati dell'Ukip e di 20 deputati conservatori e unionisti, che in quanto britannici usciranno dal Parlamento. Ma per imbarcare l'ultradestra polacca di Jaroslaw Kaczynski e i suoi venti deputati, il leghista dovrà dare garanzie che il prossimo gruppo nazional-sovranista non sarà al servizio di Putin, che è la bestia nera dei conservatori di Varsavia.
Difficile farlo dopo le sviolinate salviniane al presidente russo. Ancora più difficile se si sta in gruppo con Marine Le Pen, che è finanziata direttamente da Mosca. Anche a destra, anzi, soprattutto nell'estrema destra, i padroni contano molto più delle idee.
Ed ecco che il leader dei 5S offre appoggio non solo politico ma anche operativo all'eversione dei "gilet jaunes" francesi quando questi assaltano un ministero a Parigi, incendiano vetrine e picchiano poliziotti. Con la stessa beata leggerezza con cui aveva chiesto l'impeachment del capo dello Stato Mattarella, il vicepremier campano ha così compiuto la più grave intromissione ostile negli affari interni di un Paese teoricamente amico che si ricordi nella storia della Ue.
Si potrebbe addirittura ipotizzare una ripicca, visto che fino a qualche mese fa i grillini corteggiavano Macron nella speranza di imbarcare i Cinque Stelle con "En Marche" e con i liberali europei. Progetto fallito dopo il "contratto" con l'estrema destra leghista.
Per non essere da meno, ecco che Matteo Salvini, dopo aver creato l'ennesimo caso diplomatico sull'ultima nave carica di naufraghi, ed essersela presa con Malta, che ha meno abitanti di Genova e una percentuale di rifugiati 7/8 volte superiore alla nostra, decide di partire per la Polonia per convincere l'estrema destra al governo che sia il caso di creare un fronte unito populista alle prossime europee.
Il leader leghista ha interesse a riuscire. I suoi progetti di conquista dell'Europa mostrano segni di cedimento. Il suo grande amico ungherese, Orbán, non si alleerà con lui e resterà nel Ppe. Alle prossime europee l'avanzata dei populisti sarà frenata dalla perdita di 24 deputati dell'Ukip e di 20 deputati conservatori e unionisti, che in quanto britannici usciranno dal Parlamento. Ma per imbarcare l'ultradestra polacca di Jaroslaw Kaczynski e i suoi venti deputati, il leghista dovrà dare garanzie che il prossimo gruppo nazional-sovranista non sarà al servizio di Putin, che è la bestia nera dei conservatori di Varsavia.
Difficile farlo dopo le sviolinate salviniane al presidente russo. Ancora più difficile se si sta in gruppo con Marine Le Pen, che è finanziata direttamente da Mosca. Anche a destra, anzi, soprattutto nell'estrema destra, i padroni contano molto più delle idee.