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Roger Stone (ap)

Il tatuaggio dell'uomo che fabbrica falsi

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L'arresto di Stone è un colpo durissimo per la cerchia di Trump: che trema sempre più per il Russiagate
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Dopo mezzo secolo di disonorata carriera lanciata distribuendo documenti falsi per conto di Richard Nixon, il cui volto ha tatuato sulla schiena, Roger Stone - professione dirty trickster, baro della politica - arriva davanti all'incriminazione, al possibile processo e al carcere per lo sporco lavoro di disinformazione svolto per il suo ultimo cliente, Donald Trump. La trappola nella quale è caduto questo formidabile magliaro delle campagne elettorali repubblicane, secondo il procuratore speciale Robert Mueller è il Russiagate, la collusione fra il mondo di Putin e quello di Trump. Il Presidente, i suoi tremebondi famigliari, gli enuchi e le odalische trumpiste continuano a negare, ma il Russiagate ha già prodotto 17 fra rinvii a giudizio, incriminazioni e alcuni anni di carcere da scontare attorno a Trump. Il solo a negare di sapere.

Di giorno in giorno il "nothingburger", il panino di nulla come fu definita l'indagine, si infarcisce di succule…
Dopo mezzo secolo di disonorata carriera lanciata distribuendo documenti falsi per conto di Richard Nixon, il cui volto ha tatuato sulla schiena, Roger Stone - professione dirty trickster, baro della politica - arriva davanti all'incriminazione, al possibile processo e al carcere per lo sporco lavoro di disinformazione svolto per il suo ultimo cliente, Donald Trump. La trappola nella quale è caduto questo formidabile magliaro delle campagne elettorali repubblicane, secondo il procuratore speciale Robert Mueller è il Russiagate, la collusione fra il mondo di Putin e quello di Trump. Il Presidente, i suoi tremebondi famigliari, gli enuchi e le odalische trumpiste continuano a negare, ma il Russiagate ha già prodotto 17 fra rinvii a giudizio, incriminazioni e alcuni anni di carcere da scontare attorno a Trump. Il solo a negare di sapere.

Di giorno in giorno il "nothingburger", il panino di nulla come fu definita l'indagine, si infarcisce di succulenti bocconi: nessuno è tanto gustoso come Roger, che da mezzo secolo - quando aveva appena 19 anni - grufola nel torbidume delle campagne elettorali offrendo servizi ai candidati repubblicani. La sua specialità sono i falsi, un tempo fatti con fotocopiatrici: oggi per sua stessa ammissione produce "Fake News" nel meraviglioso mondo di Alice in Internet. I suoi orizzonti di pataccaro si erano allargati all'infinito della Rete quando aveva preso contatto con l'arcangelo caduto di Wikileaks, Julian Assange, stabilendo un ottimo rapporto di collaborazione. Assange era stato, secondo l'inchiesta, il canale attraverso il quale i russi avevano diffuso l'imbarazzante materiale sulle mail di Hillary e sul Partito Democratico.

Con Roger Stone, il team della campagna trumpista 2016 sta arrivando all'en plein di incriminazioni: dai boss come l'ex direttore Paul Manafort finanziato dagli oligarchi ucraini pro-Trump, al "fixer", l'avvocato personale Roger Cohen, che tacitava signore indiscrete e ora canta. La sua difesa è sostanzialmente quella di essere "un millantatore", uno spacciatore di relazioni inesistenti. In una squadra di governo come questa, dove millanterie, sbruffonate e patacche sono la dieta quotidiana, anche Stone potrebbe essere soltanto un imbonitorie di lungo corso, come Trump. Il quale, essendo il capo di Stato, per ora trema ma è al sicuro.