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La maledizione di Zaytsev, schiacciato dal suo avatar

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Le molte responsabilità e la molta fama che accompagnano Ivan Zaytsev in ogni sua manifestazione, atletica o di qualunque altra natura - il ragazzo non si tira mai indietro, si parli di pallavolo, vaccini o immigrazione - hanno iniziato una volta di più a fare muro contro di lui.

Nel quarto di andata di Coppa Italia, mercoledì contro Milano, uno Zaytsev in rottura totale ha mostrato il dito medio al pubblico che aveva iniziato a fischiarlo dopo l'ennesimo errore al servizio. Lui, al momento, ha allestito una difesa piuttosto lacunosa: "Mi rivolgevo a un mio compagno di squadra".

Minuziose ricostruzioni hanno smontato questa ipotesi e trasformato in una tesi le voci che lo vorrebbero non perfettamente saldo dentro la nuova Modena e soprattutto con Velasco: caratteracci entrambi, destinati presto o tardi a scontrarsi, soprattutto se alla fine gli errori sono più delle cose buone fatte in campo.

Nel quarto set di una partita comunque alla fine…
Le molte responsabilità e la molta fama che accompagnano Ivan Zaytsev in ogni sua manifestazione, atletica o di qualunque altra natura - il ragazzo non si tira mai indietro, si parli di pallavolo, vaccini o immigrazione - hanno iniziato una volta di più a fare muro contro di lui.

Nel quarto di andata di Coppa Italia, mercoledì contro Milano, uno Zaytsev in rottura totale ha mostrato il dito medio al pubblico che aveva iniziato a fischiarlo dopo l'ennesimo errore al servizio. Lui, al momento, ha allestito una difesa piuttosto lacunosa: "Mi rivolgevo a un mio compagno di squadra".

Minuziose ricostruzioni hanno smontato questa ipotesi e trasformato in una tesi le voci che lo vorrebbero non perfettamente saldo dentro la nuova Modena e soprattutto con Velasco: caratteracci entrambi, destinati presto o tardi a scontrarsi, soprattutto se alla fine gli errori sono più delle cose buone fatte in campo.

Nel quarto set di una partita comunque alla fine vinta, Velasco ha tolto Ivan e messo dentro il giovane Pinali. Decisione legittima e legittimata dal terribile 39% in attacco dello Zar. Percentuale che un opposto, cioè un giocatore che in una partita non riceve e non difende ma deve solo e soltanto schiacciare, non può permettersi. Soprattutto perché Zaytsev, nato palleggiatore e per anni schiacciatore, non è disponibile a un cambio di ruolo.

Problemi di campo, problemi normali, che con Zaytsev però smettono di esserlo per la dimensione del personaggio, la sua esposizione, i cinque sponsor personali che lo accompagnano e lo "costringono", in un certo senso, a una visibilità che nella storia della pallavolo nessuno ha avuto mai. Tutto questo sta sulle sue spalle. E così Modena. E così anche la Nazionale, di cui è capitano dopo che per un'estate, quella del 2017, proprio per motivi di sponsor celati molto male s'era chiamato fuori.

Superata la soglia dei trent'anni, con in mano ancora un bel po' di stagioni di carriera, non gli resta che mettere di nuovo ordine tra le sue cose e, sbollita la rabbia, rimettersi a martellare. Chissà se Modena, la più storica delle piazze del volley italiano, avrà i suoi stessi tempi, la voglia di aspettare: la stagione non sta andando meglio della scorsa. Sulla scorsa, finita con i giocatori in tv a parlare dell'allenatore Stoychev e con una querela per diffamazione di quest'ultimo, si esprimerà a breve un tribunale. L'impresa eccezionale è essere normali, a Modena.