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(reuters)

La Champions dei bilanci. Sono gli ottavi dei 16 Paperoni

Per la prma volta i club con fatturato più alto accedono tutti alla fase a eliminazione diretta
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Basta prendere il girone dell'Inter. Dal punto di vista sportivo, il mancato passaggio del turno sarà stata anche colpa dell'atteggiamento troppo prudente dei nerazzurri nell'ultima gara contro il Psv. Ma dal punto di vista economico, il risultato era già scritto ancora prima del calcio di inizio. Perché mai come quest'anno, a decidere la qualificazione agli ottavi di finale delle 16 contendenti al trono del Real Madrid è stato lo spread finanziario, il divario tra i club più ricchi e quelli che arrancano nelle retrovie dei più poveri.

Per la prima volta, da quando esiste la Champions, in ciascuno degli otto gironi, le prime due classificate sono anche le due società con il fatturato più alto. Una regola a cui non si sono sottratte le italiane: l'Inter ha un giro di affari inferiore al Barcellona, ma "soffre" anche rispetto al Tottenham. Così come il Napoli che in base ai numeri del conto eco…
Basta prendere il girone dell'Inter. Dal punto di vista sportivo, il mancato passaggio del turno sarà stata anche colpa dell'atteggiamento troppo prudente dei nerazzurri nell'ultima gara contro il Psv. Ma dal punto di vista economico, il risultato era già scritto ancora prima del calcio di inizio. Perché mai come quest'anno, a decidere la qualificazione agli ottavi di finale delle 16 contendenti al trono del Real Madrid è stato lo spread finanziario, il divario tra i club più ricchi e quelli che arrancano nelle retrovie dei più poveri.

Per la prima volta, da quando esiste la Champions, in ciascuno degli otto gironi, le prime due classificate sono anche le due società con il fatturato più alto. Una regola a cui non si sono sottratte le italiane: l'Inter ha un giro di affari inferiore al Barcellona, ma "soffre" anche rispetto al Tottenham. Così come il Napoli che in base ai numeri del conto economico non poteva avere chance contro due corazzate del calibro di Psg e Liverpool e così è stato. Al contrario di Juventus, soprattutto, e della Roma, finite contro avversarie più deboli non solo in campo ma anche in banca.

Un risultato che, da solo, potrebbe essere portato come prova per il fallimento del fair play finanziario. Almeno per quella parte delle regole introdotte dall'Uefa a partire dal settembre del 2009 che avrebbero dovuto limitare lo strapotere economico di magnati e sceicchi nello calcio europeo.

Se è vero che ha imposto, se non altro, una maggiore trasparenza nei bilanci, riducendo i debiti nei confronti degli altri club, di giocatori e procuratori, il FPF non sembra aver favorito l'ascensore sociale dal punto di vista agonistico. Come ha rivelato proprio ieri uno studio pubblicato dal Cies, l'Osservatorio svizzero sul calcio europeo nel suo consueto studio settimanale, la Champions sta diventando un torneo sempre più "prevedibile e disequilibrato". Le grandi favorite, secondo i dati statistici che si riferiscono agli anni tra il 2014 e il 2018, hanno aumentato il numero delle vittorie sia nella gare casalinghe sia in trasferta.

In casa, i tre punti arrivano nell'81,4% per cento dei casi (con un aumento del 5,3% rispetto al periodo 2004-2008), mentre fuori casa la vittoria arriva nel 76,6% dei casi, con un aumento che è addirittura del 12,1%. E pensare che in questa edizione della Champions mancano due club che sono tra i primi dieci per fatturato a livello europeo come Chelsea e Arsenal.