Serena e Wika. Sospendiamo le classifiche per maternità
Gianni Clerici , di GIANNI CLERICIA Indian Wells la Williams ha battuto Azarenka da numero 10 al mondo. Ma la nascita della figlia l'aveva riportata a 0 nel rating
La partita tra Serena Williams e Victoria Azarenka era interessante per sapere se la maternità non avesse danneggiato le capacità dell'americana di vincere ancora, addirittura di superare la Smith Court diventando così, almeno statisticamente, la prima tennista mai esistita.
Non sto ad argomentare con il fatto che l'Australian Open fosse un torneo difficile da visitare, lontano com'era, e che ora ci si arrivi con sole 20 ore di aereo, e quindi sia diventato quasi facile. Le difficoltà di Serena erano altre, perché a Indian Wells aveva incontrato difficoltà razziali che parevano svanite dal giorno in cui gli spogliatoi di Forest Hills si erano svuotati all'apparizione di Althea Gibson, la prima tennista Usa nera che avesse osato entrarvi. A Indian Wells entrambe le sorelle Williams erano state bueggiate, cioè accolte da versi di buu. Corrispondenti ai nostri fischi, perché si credeva che i loro incontri venissero …
Non sto ad argomentare con il fatto che l'Australian Open fosse un torneo difficile da visitare, lontano com'era, e che ora ci si arrivi con sole 20 ore di aereo, e quindi sia diventato quasi facile. Le difficoltà di Serena erano altre, perché a Indian Wells aveva incontrato difficoltà razziali che parevano svanite dal giorno in cui gli spogliatoi di Forest Hills si erano svuotati all'apparizione di Althea Gibson, la prima tennista Usa nera che avesse osato entrarvi. A Indian Wells entrambe le sorelle Williams erano state bueggiate, cioè accolte da versi di buu. Corrispondenti ai nostri fischi, perché si credeva che i loro incontri venissero …
La partita tra Serena Williams e Victoria Azarenka era interessante per sapere se la maternità non avesse danneggiato le capacità dell'americana di vincere ancora, addirittura di superare la Smith Court diventando così, almeno statisticamente, la prima tennista mai esistita.
Non sto ad argomentare con il fatto che l'Australian Open fosse un torneo difficile da visitare, lontano com'era, e che ora ci si arrivi con sole 20 ore di aereo, e quindi sia diventato quasi facile. Le difficoltà di Serena erano altre, perché a Indian Wells aveva incontrato difficoltà razziali che parevano svanite dal giorno in cui gli spogliatoi di Forest Hills si erano svuotati all'apparizione di Althea Gibson, la prima tennista Usa nera che avesse osato entrarvi. A Indian Wells entrambe le sorelle Williams erano state bueggiate, cioè accolte da versi di buu. Corrispondenti ai nostri fischi, perché si credeva che i loro incontri venissero decisi a tavolino dal padre padrone Richard, ma soprattutto perché nere.
Per la sua storia personale Indian Wells non era stata solo negativa, perché Serena vi aveva incontrato nel marzo del '99 Steffi Graf, n. 1 del mondo, con i suoi 29 anni, 21 Slam e 106 trofei Wta. Un ricordo di quel torneo ci dice che la 19enne Serena lo commentò così: "È un avvenimento per capire che sono in grado di giocare a questi livelli e vincere". Forse non ci credeva, dunque, ancora. Parole simili Serena le ha pronunciato ieri, giorno in cui ha dimostrato che si può continuare a vincere anche da mamma.
Il risultato di 7-5, 6-3 Serena l'ha raggiunto con insolita fatica, contro una campionessa di ritorno come Victoria Azarenka, vittoriosa in due Slam australi nel 2012 e '13, e poi anche lei madre, in una brutta storia in cui pare fosse ricattata dal padre. La Azarenka ha giocato meglio col rovescio di Serena, ha avuto un numero di palle break superiore, ma è stata infine sottomessa da una avversaria tornata in classifica da 0 punti, poi dal n. 941 , infine il 18 febbraio al n. 10.
In proposito, vorrei chiedere qualcosa: perché non è concesso alle donne incinte di conservare la classifica per 12 mesi? Perché la nascita di un figlio deve cancellare la classifica della mamma. Cosa ci vuole per capire qualcosa che mi pare più che evidente?
Non sto ad argomentare con il fatto che l'Australian Open fosse un torneo difficile da visitare, lontano com'era, e che ora ci si arrivi con sole 20 ore di aereo, e quindi sia diventato quasi facile. Le difficoltà di Serena erano altre, perché a Indian Wells aveva incontrato difficoltà razziali che parevano svanite dal giorno in cui gli spogliatoi di Forest Hills si erano svuotati all'apparizione di Althea Gibson, la prima tennista Usa nera che avesse osato entrarvi. A Indian Wells entrambe le sorelle Williams erano state bueggiate, cioè accolte da versi di buu. Corrispondenti ai nostri fischi, perché si credeva che i loro incontri venissero decisi a tavolino dal padre padrone Richard, ma soprattutto perché nere.
Per la sua storia personale Indian Wells non era stata solo negativa, perché Serena vi aveva incontrato nel marzo del '99 Steffi Graf, n. 1 del mondo, con i suoi 29 anni, 21 Slam e 106 trofei Wta. Un ricordo di quel torneo ci dice che la 19enne Serena lo commentò così: "È un avvenimento per capire che sono in grado di giocare a questi livelli e vincere". Forse non ci credeva, dunque, ancora. Parole simili Serena le ha pronunciato ieri, giorno in cui ha dimostrato che si può continuare a vincere anche da mamma.
Il risultato di 7-5, 6-3 Serena l'ha raggiunto con insolita fatica, contro una campionessa di ritorno come Victoria Azarenka, vittoriosa in due Slam australi nel 2012 e '13, e poi anche lei madre, in una brutta storia in cui pare fosse ricattata dal padre. La Azarenka ha giocato meglio col rovescio di Serena, ha avuto un numero di palle break superiore, ma è stata infine sottomessa da una avversaria tornata in classifica da 0 punti, poi dal n. 941 , infine il 18 febbraio al n. 10.
In proposito, vorrei chiedere qualcosa: perché non è concesso alle donne incinte di conservare la classifica per 12 mesi? Perché la nascita di un figlio deve cancellare la classifica della mamma. Cosa ci vuole per capire qualcosa che mi pare più che evidente?