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(ansa)

Berlusconi e l’Opa di Salvini sul centrodestra

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Imane Fadil muore sola: si porta via i tormenti di un'esistenza difficile e i segreti di un finale tragico, ma fatalmente risucchia nel suo abisso anche l'uomo che, volente o nolente, ne ha segnato il destino
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Se in questione non ci fosse davvero la vita spezzata di una ragazza troppo fragile finita in un gioco troppo più grande di lei, tornerebbe naturale la vecchia frase di Marx sul morto che afferra il vivo. Comunque se ne sia andata, Imane Fadil muore sola. Si porta via i tormenti di un'esistenza difficile e i segreti di un finale tragico, ma fatalmente risucchia nel suo abisso anche l'uomo che, volente o nolente, ne ha segnato il destino.

Silvio Berlusconi è costretto a parlare di lei, a giurare di non averla mai vista né conosciuta durante le sue "cene eleganti" ad Arcore, benché Emilio Fede e Lele Mora dicano il contrario. Stavolta non c'e neanche bisogno di stabilire se il Cavaliere si nasconda dietro l'ennesima menzogna. Ne ha dette già tante, dalla discesa in campo del 1994 alla fragorosa caduta del 2011 (con in mezzo la fuga codarda dalle "dieci domande" di Giuseppe D'Avanzo, che solo i flaccidi "chi…
Se in questione non ci fosse davvero la vita spezzata di una ragazza troppo fragile finita in un gioco troppo più grande di lei, tornerebbe naturale la vecchia frase di Marx sul morto che afferra il vivo. Comunque se ne sia andata, Imane Fadil muore sola. Si porta via i tormenti di un'esistenza difficile e i segreti di un finale tragico, ma fatalmente risucchia nel suo abisso anche l'uomo che, volente o nolente, ne ha segnato il destino.

Silvio Berlusconi è costretto a parlare di lei, a giurare di non averla mai vista né conosciuta durante le sue "cene eleganti" ad Arcore, benché Emilio Fede e Lele Mora dicano il contrario. Stavolta non c'e neanche bisogno di stabilire se il Cavaliere si nasconda dietro l'ennesima menzogna. Ne ha dette già tante, dalla discesa in campo del 1994 alla fragorosa caduta del 2011 (con in mezzo la fuga codarda dalle "dieci domande" di Giuseppe D'Avanzo, che solo i flaccidi "chierici di regime", per non riconoscerne l'enorme portata politica, provarono allora a liquidare come "gossip"). 

La scomparsa della modella marocchina, teste chiave nel processo Ruby Ter, certifica a prescindere una verità fattuale: al di là degli esiti giudiziari di quel vecchio processo e di questa nuova inchiesta, l'anziano leader non ha più agibilità politica. Qualunque cosa si muova intorno a lui, si riapre sempre qualche oscuro capitolo del "Libro nero del Berlusconismo". Si riprecipita in un Ventennio fatto di conflitti di interesse e di leggi ad personam, di abusi di potere e di forzature istituzionali. Vizi privati truccati da pubbliche virtù. Senatori e olgettine a libro paga, partito-azienda e bunga-bunga. Una paccottiglia ideologica posticcia, falsamente spacciata da "rivoluzione liberale" e malamente assemblata con i "valori" di volta in volta rubati quasi a casaccio, ora alla Chiesa ora alla Confindustria. 

Solo la marea estremista e xenofoba che sommerge l'Occidente ha potuto consentire all'Unto del Signore l'ultima, impossibile metamorfosi. Vestire il costume di scena del De Gaulle che non è mai stato e che mai poteva essere. Gridare "coglioni" agli italiani che inopinatamente gli hanno voltato le spalle, per affidarsi agli "scappati di casa" a Cinque Stelle ai quali lui non farebbe pulire "neanche i cessi di Mediaset". Richiamare Salvini al patto di fedeltà di un centrodestra "moderato" che, se mai è davvero esistito, è già mestamente finito. 

Morto e sepolto con la povera Fadil, verrebbe appunto da dire. Il veleno che l'ha uccisa uccide anche le residue speranze del Cavaliere di resistere all'Opa salviniana sul suo partito e sul suo elettorato. La cannibalizzazione era già cominciata col voto di un anno fa. È andata avanti in questi mesi, rafforzata dalle regionali in Abruzzo e in Sardegna e fotografata dai sondaggi che danno la Lega al 34% e Forza Italia all'8 per cento. Ora l'offerta pubblica di acquisto dei consensi si completa. Salvini riflette lo Zeitgeist, Berlusconi non più. In questa condizione di patente minorità etico-politica, accampare pretese col Carroccio sulle alleanze future è puro velleitarismo. Salvini, semplicemente, non è più "gestibile".

Berlusconi è il suo Cavalier Servente, e questo è tutto. Inutile provare a scavalcarlo a destra, come ha fatto Tajani con la sparata su Mussolini costruttore di strade e di bonifiche: il Capitano in orbace lo dice da un pezzo, e da un pezzo si e già portato a casa i voti di Forza Nuova (di cui non condanna mai le "bravate") e di Casa Pound (di cui garantisce volentieri la sede). Ancora più inutile provare a spiazzarlo "al centro", come hanno fatto i parlamentari azzurri sul protocollo d'intesa con la Cina: il vicepremier in divisa è talmente spregiudicato che, nello scontro con Di Maio cerimoniere di Xi Jinping, si è già riposizionato nel ruolo fasullo di "garante dell'atlantismo filo-americano". Proprio lui, che ha esordito al governo come maggiordomo di Putin. 

Dunque è ormai chiaro: la destra o è Salvini, o non è. E questo, indipendentemente dal crepuscolo di Berlusconi che già si sognava padre nobile in Europa, è comunque un gigantesco problema per il Paese. Si perpetua l'anomalia italiana. L'unica nazione che nel suo dopoguerra non ha mai conosciuto una vera destra europea, costituzionale e conservatrice (come i tories inglesi o i gollisti francesi) e che per mezzo secolo ha lasciato quella metà del campo ai nostalgici dell'Msi (il partito apertamente ex fascista di Almirante) e alla Democrazia Cristiana (il "partito di destra che guarda a sinistra" di Moro). L'unica nazione che passa senza soluzione di continuità dalla destra berlusconiana, a-fascista e a-repubblicana, alla destra salviniana, sfascista e sovranista.

È con questa destra che, prima e dopo le elezioni europee, dovranno fare i conti Di Maio (ridotto a gregario in una coalizione asimmetrica) e Zingaretti (eletto a segretario in un Pd convalescente). Destra "radicale di governo". Destra reazionaria e irriducibile, che convoca a Verona l'Internazionale del Nuovo Medioevo, in cui c'è anche chi vuole abolire la legge 194 sull'aborto e chi difende la famiglia invocando la pena di morte per i gay. Destra razzista e irresponsabile, che di fronte ai corpi di 50 innocenti massacrati da un suprematista bianco solo perché pregavano in moschea non trova di meglio da dire che "l'unica emergenza è il terrorismo islamico". Di fronte a questo Salvini, neanche il Berlusconi dei tempi peggiori avrebbe osato tanto. E a questa povera patria tocca piangere per le nefandezze del primo, senza poter rimpiangere le scelleratezze del secondo.