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Il ct Roberto Mancini (reuters)

Allegria poca e per martedì una goleada aiuterebbe

L'Italia giovane, che suona meno risorgimentale di giovine Italia, inizia il cammino europeo con un 2-0 positivo ma non esaltante
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Allegria aveva chiesto Mancini. Se n'è vista poca. L'Italia giovane, che suona meno risorgimentale di giovine Italia, inizia il cammino europeo con un 2-0 positivo ma non esaltante. Per lunghi tratti si sono visti i segnali della vecchia Italia: Bonucci regista aggiunto col lancio lungo, perché i due play non trovavano pertugi (meglio Verratti di Jorginho), attaccanti in difficoltà contro una difesa a 5 scolastica ma corretta.

Immobile quasi sempre in fuorigioco, Bernardeschi forse contrariato da un rigore negato (c'era) che s'avventura in dribbling e perde un sacco di palloni, faticosi disimpegni della difesa, in cui Chiellini è il solito pilastro e Piccini fa quel che doveva. Nemmeno un buon avvio dà la carica agli azzurri. Dopo 7' un tiro di controbalzo di Barella (il migliore) deviato da un difensore sembra spalancare le porte a una goleada. La Finlandia, con Pukki unica punta, comincia a macinare gioco a centrocampo (bravino…
Allegria aveva chiesto Mancini. Se n'è vista poca. L'Italia giovane, che suona meno risorgimentale di giovine Italia, inizia il cammino europeo con un 2-0 positivo ma non esaltante. Per lunghi tratti si sono visti i segnali della vecchia Italia: Bonucci regista aggiunto col lancio lungo, perché i due play non trovavano pertugi (meglio Verratti di Jorginho), attaccanti in difficoltà contro una difesa a 5 scolastica ma corretta.

Immobile quasi sempre in fuorigioco, Bernardeschi forse contrariato da un rigore negato (c'era) che s'avventura in dribbling e perde un sacco di palloni, faticosi disimpegni della difesa, in cui Chiellini è il solito pilastro e Piccini fa quel che doveva. Nemmeno un buon avvio dà la carica agli azzurri. Dopo 7' un tiro di controbalzo di Barella (il migliore) deviato da un difensore sembra spalancare le porte a una goleada. La Finlandia, con Pukki unica punta, comincia a macinare gioco a centrocampo (bravino Lod) e l'Italia cede campo. Tanto, troppo, anche se Donnarumma non corre rischi. L'1-0 è un risultato fragile, Mancini si sgola dalla panchina per chiudere il discorso, ma i suoi non lo chiudono.

Anzi, quasi pareggiano i finlandesi. È qui che l'Italia si dà una mossa e ricomincia a fare un calcio efficace, uscendo da una partita collosa e insapore. Quado tutto lo stadio si chiede perché Mancini non si decida a mandare in campo Quagliarella, che rivede l'azzurro dopo 9 anni, Immobile indovina il lancio buono per Kean, che non sbaglia e figura a pieno merito tra i migliori. Gol a parte, ci mette velocità e attenzione, ha il dono di vedere la porta ed è il più giovane marcatore in Nazionale, dietro a Nicolé e davanti a Rivera. Ecco una carta che Mancini rigiocherà.Ieri gli mancavano Insigne e Chiesa, era quasi obbligato.

Va dato atto al ct di avere scelto la strada dei giovani e ci insisterà, giustamente. A un attaccante come lui non può piacere una squadra così sparagnina in fatto di gol e poco sfacciata in generale. C'erano molte attese su questo debutto, e qualche giocatore può averne risentito. Il Liechtenstein è più scarso della Finlandia. Una sana goleada darebbe più sicurezza
ai giovani e ai meno giovani. E non dimentichiamo Quagliarella: in 10' un'inzuccata nell'angolino e una traversa.