Cinque stelle di imbarazzo
Concita De Gregorio , di CONCITA DE GREGORIOCome è possibile che una forza politica che sei anni fa ha candidato Gino Strada alla presidenza si allinei alle politiche razziste xenofobe e contrarie alle elementari leggi di umanità di chi vuole chiudere i porti e annegare i profughi?
È come uno di quei mosaici la cui immagine si decifra solo alla giusta distanza. Se ci si allontana di due passi dal battere della cronaca quotidiana - il post su Facebook del giorno, la battuta riuscita e quella infelice, le ultime foto Instagram della nuova coppia politico romantica: le distrazioni di massa, insomma - la prospettiva d'insieme dei "temi del giorno" rivela una assai più interessante geografia. La difficile e forzata convivenza di governo fra Lega e Movimento Cinque Stelle va in torsione, si stressa sotto sforzo, su temi pre-politici, diciamo così. Sui diritti civili, sui valori. Su quale sia la rispettiva idea di mondo. Rivela, questa foto alla distanza, un'urgente esigenza dei Cinque Stelle di smarcarsi dalla Lega che a ogni giro di pista guadagna consensi sul Movimento. Una preoccupazione di spaccare il fronte, di segnare la propria identità. Esigenza che sarà pure figlia della convenienza pre-elettorale, le europ…
È come uno di quei mosaici la cui immagine si decifra solo alla giusta distanza. Se ci si allontana di due passi dal battere della cronaca quotidiana - il post su Facebook del giorno, la battuta riuscita e quella infelice, le ultime foto Instagram della nuova coppia politico romantica: le distrazioni di massa, insomma - la prospettiva d'insieme dei "temi del giorno" rivela una assai più interessante geografia. La difficile e forzata convivenza di governo fra Lega e Movimento Cinque Stelle va in torsione, si stressa sotto sforzo, su temi pre-politici, diciamo così. Sui diritti civili, sui valori. Su quale sia la rispettiva idea di mondo. Rivela, questa foto alla distanza, un'urgente esigenza dei Cinque Stelle di smarcarsi dalla Lega che a ogni giro di pista guadagna consensi sul Movimento. Una preoccupazione di spaccare il fronte, di segnare la propria identità. Esigenza che sarà pure figlia della convenienza pre-elettorale, le europee sono imminenti. Ma nasconde un disagio reale, anche: un disagio degli elettori cinquestelle prima ancora che dei vertici.
Mettiamo in fila le questioni. Le relazioni familiari, cosa sia una famiglia. I diritti acquisiti: l'aborto, le unioni civili. Il ruolo e la prospettiva - sociale, economica - delle donne. La cittadinanza per sangue o per luogo di nascita: i bambini. I criteri di primo soccorso agli esseri umani in difficoltà: gli ultimi. La legittima difesa, la possibilità di comprare facilmente armi per uso privato e personale: la fiducia nello Stato. Le norme che tutelino dalle cosiddette "vendette porno", l'uso di materiale privato a scopo di ricatto: la vita virtuale, la vita reale. Prima ancora che in Parlamento, dove è successo che il voto sia stato convergente, la diversità fra i due soci di governo è viva e visibile nella base.
I militanti, gli elettori della Lega sono politicamente omogenei: sono la nuova-antica destra. Hanno un'idea di mondo precisissima, un'identità indiscutibile. È molto chiaro il campo della propaganda del populismo sovranista salviniano, evidenti ed efficaci i suoi metodi. Meno chiaro è se davvero chi ha votato il Movimento (molti dei quali comprensibilmente delusi dalla deludente sinistra di governo, e poi gli esclusi, gli inascoltati, i senza-casa politica) siano convinti di alcune piccole cose che vado a elencare.
Sul congresso di Verona c'è poco da dire. Non risulta che ci sia in Italia alcun attacco alla famiglia cosiddetta tradizionale, che gode con evidenza del massimo credito anche tra quei leader della destra la cui vita privata è, come tutte, variegata e complessa. Non c'è paese come l'Italia, che ingloba il Vaticano nel suo corpo fra la milza e il fegato, in cui la Famiglia sia totem radicato nelle coscienze, perciò fonte suprema e costante di sensi di colpa. L'attacco alla famiglia tradizionale, con annessi gadget di feti da usare eventualmente come portachiavi, è un chiarissimo pretesto per sdoganare una galassia di fossili viventi e nuovi soggetti economici rampanti finanziatori del neo conservatorismo mondiale. Follow the money, sempre. Di Maio aveva garantito che a Verona non ci sarebbe stato patrocinio del Governo e invece c'è: il logo del ministero della Famiglia campeggia. Il ministro dell'Istruzione partecipa. Istruzione, non una cosetta. Mi domando se le donne che hanno votato (e quelle che sono state elette, certo) con il Movimento siano in grado di sottoscrivere la crociata antiabortista, contraria al divorzio, alla parità di genere, ai diritti delle persone omosessuali - alla realtà della vita tutto attorno a noi, in sintesi - che quelle assise rappresentano. Mi domando perché non reagiscano.
Allo stesso modo: mi chiedo come una forza politica che solo sei anni fa ha candidato alla presidenza della Repubblica Gino Strada - attraverso voto on line dei militanti: la sua base lo ha espresso - possa allinearsi oggi alle politiche razziste xenofobe e in definitiva contrarie alle elementari leggi di umanità di chi vuole "chiudere i porti" e annegare i naufraghi. Quale sia la loro griglia di valori, non la loro posizione politica: quale sia la loro idea di mondo.
Leggo che Di Maio si è espresso contro la proposta della Lega di "vendere facile" le armi. Che si intesta il merito di aver convinto Salvini a ricevere i ragazzi "italiani senza cittadinanza" del bus. Sembra preoccupato di segnare la differenza, lo capisco. Leggo che Giulia Sarti, cinquestelle vittima di un odioso diffondersi di sue immagini private, dichiara che ha votato contro la legge sul "revenge porn" perché "non basta un emendamento", serve ben altro. Il benaltrismo è sempre stato il paravento degli imbarazzi pavidi. Bisogna pur cominciare da qualcosa, invece: il meglio è sempre nemico del bene. C'è un mormorio non tanto sotterraneo, in rete: un certo scontento, diciamo così, soprattutto femminile. Lo scontento tende a trasformarsi in intenzione di voto, Di Maio che sciocco non è lo ha capito benissimo. Ma a parte la convenienza elettorale, appunto. Il campo di valori della Lega è molto chiaro. Quello del Movimento meno, ed è qui la sua vulnerabilità - la risacca su cui la Lega edifica veloce la cattedrale prossima ventura. Nell'idea di mondo dei Cinque Stelle ha posto la convinzione che l'omosessualità sia figlia del satanismo? Che le donne debbano per loro natura occuparsi della casa e assecondare i desideri altrui tacendo? Ieri ho intervistato un'astrofisica dell'Agenzia spaziale europea, Ersilia Vaudo Scarpetta. Mi ha detto: ho studiato Fisica perché sono una donna del Sud, sono nata a Gaeta, e volevo dimostrare che potevo fare Fisica, una Facoltà "maschile e difficile", così sarei stata rispettata: mi avrebbero guardata in modo diverso. Le prigioni del ricatto e dell'umiliazione sono sempre invisibili. Davvero le ministre di governo non lo sanno? Davvero pur di restare in carica sono disposte a far finta che vada tutto bene, che il portachiavi-feto sia grazioso, che i nostri e i loro figli dai filmatini scolastici dei compagni sappiano difendersi da soli? La domanda non è politica, né retorica. È figlia di una paura, piuttosto. Nasce dal timore che, per ribellarsi - tutti quanti, al passato che torna - presto sarà tardi.
Mettiamo in fila le questioni. Le relazioni familiari, cosa sia una famiglia. I diritti acquisiti: l'aborto, le unioni civili. Il ruolo e la prospettiva - sociale, economica - delle donne. La cittadinanza per sangue o per luogo di nascita: i bambini. I criteri di primo soccorso agli esseri umani in difficoltà: gli ultimi. La legittima difesa, la possibilità di comprare facilmente armi per uso privato e personale: la fiducia nello Stato. Le norme che tutelino dalle cosiddette "vendette porno", l'uso di materiale privato a scopo di ricatto: la vita virtuale, la vita reale. Prima ancora che in Parlamento, dove è successo che il voto sia stato convergente, la diversità fra i due soci di governo è viva e visibile nella base.
I militanti, gli elettori della Lega sono politicamente omogenei: sono la nuova-antica destra. Hanno un'idea di mondo precisissima, un'identità indiscutibile. È molto chiaro il campo della propaganda del populismo sovranista salviniano, evidenti ed efficaci i suoi metodi. Meno chiaro è se davvero chi ha votato il Movimento (molti dei quali comprensibilmente delusi dalla deludente sinistra di governo, e poi gli esclusi, gli inascoltati, i senza-casa politica) siano convinti di alcune piccole cose che vado a elencare.
Sul congresso di Verona c'è poco da dire. Non risulta che ci sia in Italia alcun attacco alla famiglia cosiddetta tradizionale, che gode con evidenza del massimo credito anche tra quei leader della destra la cui vita privata è, come tutte, variegata e complessa. Non c'è paese come l'Italia, che ingloba il Vaticano nel suo corpo fra la milza e il fegato, in cui la Famiglia sia totem radicato nelle coscienze, perciò fonte suprema e costante di sensi di colpa. L'attacco alla famiglia tradizionale, con annessi gadget di feti da usare eventualmente come portachiavi, è un chiarissimo pretesto per sdoganare una galassia di fossili viventi e nuovi soggetti economici rampanti finanziatori del neo conservatorismo mondiale. Follow the money, sempre. Di Maio aveva garantito che a Verona non ci sarebbe stato patrocinio del Governo e invece c'è: il logo del ministero della Famiglia campeggia. Il ministro dell'Istruzione partecipa. Istruzione, non una cosetta. Mi domando se le donne che hanno votato (e quelle che sono state elette, certo) con il Movimento siano in grado di sottoscrivere la crociata antiabortista, contraria al divorzio, alla parità di genere, ai diritti delle persone omosessuali - alla realtà della vita tutto attorno a noi, in sintesi - che quelle assise rappresentano. Mi domando perché non reagiscano.
Allo stesso modo: mi chiedo come una forza politica che solo sei anni fa ha candidato alla presidenza della Repubblica Gino Strada - attraverso voto on line dei militanti: la sua base lo ha espresso - possa allinearsi oggi alle politiche razziste xenofobe e in definitiva contrarie alle elementari leggi di umanità di chi vuole "chiudere i porti" e annegare i naufraghi. Quale sia la loro griglia di valori, non la loro posizione politica: quale sia la loro idea di mondo.
Leggo che Di Maio si è espresso contro la proposta della Lega di "vendere facile" le armi. Che si intesta il merito di aver convinto Salvini a ricevere i ragazzi "italiani senza cittadinanza" del bus. Sembra preoccupato di segnare la differenza, lo capisco. Leggo che Giulia Sarti, cinquestelle vittima di un odioso diffondersi di sue immagini private, dichiara che ha votato contro la legge sul "revenge porn" perché "non basta un emendamento", serve ben altro. Il benaltrismo è sempre stato il paravento degli imbarazzi pavidi. Bisogna pur cominciare da qualcosa, invece: il meglio è sempre nemico del bene. C'è un mormorio non tanto sotterraneo, in rete: un certo scontento, diciamo così, soprattutto femminile. Lo scontento tende a trasformarsi in intenzione di voto, Di Maio che sciocco non è lo ha capito benissimo. Ma a parte la convenienza elettorale, appunto. Il campo di valori della Lega è molto chiaro. Quello del Movimento meno, ed è qui la sua vulnerabilità - la risacca su cui la Lega edifica veloce la cattedrale prossima ventura. Nell'idea di mondo dei Cinque Stelle ha posto la convinzione che l'omosessualità sia figlia del satanismo? Che le donne debbano per loro natura occuparsi della casa e assecondare i desideri altrui tacendo? Ieri ho intervistato un'astrofisica dell'Agenzia spaziale europea, Ersilia Vaudo Scarpetta. Mi ha detto: ho studiato Fisica perché sono una donna del Sud, sono nata a Gaeta, e volevo dimostrare che potevo fare Fisica, una Facoltà "maschile e difficile", così sarei stata rispettata: mi avrebbero guardata in modo diverso. Le prigioni del ricatto e dell'umiliazione sono sempre invisibili. Davvero le ministre di governo non lo sanno? Davvero pur di restare in carica sono disposte a far finta che vada tutto bene, che il portachiavi-feto sia grazioso, che i nostri e i loro figli dai filmatini scolastici dei compagni sappiano difendersi da soli? La domanda non è politica, né retorica. È figlia di una paura, piuttosto. Nasce dal timore che, per ribellarsi - tutti quanti, al passato che torna - presto sarà tardi.