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(ansa)

L’Italia paga i debiti di Roma

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C'è chi con il gioco delle tre carte ha costruito autentiche fortune. Anche in politica, dove questa procedura può trovare applicazioni tecnicamente convincenti, soprattutto a ridosso delle scadenze elettorali. E quello che accade oggi ne è un classico esempio. Il Comune di Roma annuncia la fine del commissariamento del debito, e in un post su Facebook Laura Castelli, viceministra dell'Economia, annuncia trionfante accanto alla sindaca Virginia Raggi: "Abbiamo risanato i buchi creati dai vecchi politici".

Piccolo ma fondamentale flashback: nel 2008 il governo di Silvio Berlusconi decise di ripulire il bilancio della Capitale dove si era appena insediato il nuovo sindaco Gianni Alemanno, trasferendo tutti i debiti in una gestione commissariale separata dai conti del Campidoglio, che poteva così ripartire da zero. Ma chi avrebbe pagato quei debiti, costituiti in larga misura da mutui contratti anche molti anni prima? All'onere si sarebb…
C'è chi con il gioco delle tre carte ha costruito autentiche fortune. Anche in politica, dove questa procedura può trovare applicazioni tecnicamente convincenti, soprattutto a ridosso delle scadenze elettorali. E quello che accade oggi ne è un classico esempio. Il Comune di Roma annuncia la fine del commissariamento del debito, e in un post su Facebook Laura Castelli, viceministra dell'Economia, annuncia trionfante accanto alla sindaca Virginia Raggi: "Abbiamo risanato i buchi creati dai vecchi politici".

Piccolo ma fondamentale flashback: nel 2008 il governo di Silvio Berlusconi decise di ripulire il bilancio della Capitale dove si era appena insediato il nuovo sindaco Gianni Alemanno, trasferendo tutti i debiti in una gestione commissariale separata dai conti del Campidoglio, che poteva così ripartire da zero. Ma chi avrebbe pagato quei debiti, costituiti in larga misura da mutui contratti anche molti anni prima? All'onere si sarebbe fatto fronte con 500 milioni l'anno: sborsati per 300 milioni dalla fiscalità generale e per 200, con l'aumento delle addizionali Irpef, dai cittadini romani. I quali, di conseguenza, pagano le tasse più alte d'Italia.

La decisione odierna comporta la chiusura della struttura commissariale e il trasferimento del debito, valutato oggi dal Comune in 11,9 miliardi, allo Stato. Diciamo subito che non è tutta farina del sacco grillino. Questa operazione era stata sostenuta anche dagli assessori al Bilancio della giunta di Ignazio Marino, Silvia Scozzese e Marco Causi, ma il governo dell'epoca, colpevolmente poco concentrato sui disastri della capitale del Paese, non aveva dato seguito ai suggerimenti.

Ora invece, con il sostegno del governo amico, il piano passa: e qui entra in gioco la propaganda. A 50 giorni dalle elezioni europee e con i sondaggi che danno il Movimento 5 Stelle in caduta libera per tutta una serie di ragioni, non escluse le magagne di Roma, l'amministrazione grillina può annunciare un bel taglio delle tasse. Sia pure fra due anni. "Oggi chiudiamo i conti con il passato. Dal 2021 chiuderemo la gestione commissariale, cesserà di esistere la struttura. Questo consentirà di mettere in sicurezza il piano di rientro fino al 2048 e libererà risorse fino a 2,5 miliardi. Tutto questo ci consentirà di far partire dal 2021 la riduzione dell'Irpef, la più alta d'Italia con una addizionale al 0,4% che i romani pagano per ripianare un debito storico", esulta la sindaca.

Già, ma da dove verrebbero quei 2,5 miliardi? Se li dividiamo per i 27 anni dal 2021 al 2048, fa 92 milioni l'anno. Ossia, meno di metà dell'addizionale supplementare Irpef a carico dei romani. Ed è più o meno la cifra che la gestione commissariale risparmia già ora dai 500 milioni di cui sopra.

Un risparmio che però non serve a tagliare le tasse, bensì a far fronte ad altre necessità: nel 2015, per dirne una, è stato impiegato in parte per organizzare il Giubileo straordinario. Soldi che comunque il Comune avrebbe dovuto tirare fuori reperendoli in qualche altro modo. Se è così non si capisce la relazione fra la fine (comunque sacrosanta) del commissariamento e un taglio delle tasse, annunciato oggi, ma che se tutto andrà bene non scatterà prima di un paio d'anni.

A meno che, come si mormora con insistenza nei corridoi del ministero dell'Economia, non si trovi il modo di accollare integralmente al Tesoro una parte consistente del debito finanziario del Comune di Roma. Con gli interessi che così verranno pagati da tutti gli italiani anziché dai soli cittadini della Capitale. Sarebbe una soluzione per tagliare davvero le tasse ai romani, ma andateglielo a spiegare a Varese...