Per il Pd resta Ignazio il marziano
Luca Bottura , di LUCA BOTTURA
"Ribadiamo, come abbiamo già fatto dopo le sentenze di primo e secondo grado, che siamo contenti per Marino, ma quella degli scontrini è una vicenda che nulla aveva a che fare con una scelta che facemmo per un giudizio politico". Detta così, Matteo Orfini, già commissario del Pd romano, gioiva anche per la sentenza di secondo grado, quando l'ex sindaco fu condannato.
Ma al di là del lapsus, è la parte finale del ragionamento che pone un frangiflutti: la mattanza pubblica di Marino, cui il non sapersi raccapezzare con le ricevute fu tutt'altro che estranea, rappresentava un disegno preciso: sfiduciarlo dal notaio, innalzare in Campidoglio un candidato di stretta osservanza o, in subordine, aprire la strada al trionfo dei Cinque Stelle come vaccino contro un governo grillino su scala nazionale.
La fine è nota. Cioè: Di Maio vice di Salvini, la peggiore sindaca dai tempi del Big Bang, il sassolino del dissenso …
Ma al di là del lapsus, è la parte finale del ragionamento che pone un frangiflutti: la mattanza pubblica di Marino, cui il non sapersi raccapezzare con le ricevute fu tutt'altro che estranea, rappresentava un disegno preciso: sfiduciarlo dal notaio, innalzare in Campidoglio un candidato di stretta osservanza o, in subordine, aprire la strada al trionfo dei Cinque Stelle come vaccino contro un governo grillino su scala nazionale.
La fine è nota. Cioè: Di Maio vice di Salvini, la peggiore sindaca dai tempi del Big Bang, il sassolino del dissenso …
"Ribadiamo, come abbiamo già fatto dopo le sentenze di primo e secondo grado, che siamo contenti per Marino, ma quella degli scontrini è una vicenda che nulla aveva a che fare con una scelta che facemmo per un giudizio politico". Detta così, Matteo Orfini, già commissario del Pd romano, gioiva anche per la sentenza di secondo grado, quando l'ex sindaco fu condannato.
Ma al di là del lapsus, è la parte finale del ragionamento che pone un frangiflutti: la mattanza pubblica di Marino, cui il non sapersi raccapezzare con le ricevute fu tutt'altro che estranea, rappresentava un disegno preciso: sfiduciarlo dal notaio, innalzare in Campidoglio un candidato di stretta osservanza o, in subordine, aprire la strada al trionfo dei Cinque Stelle come vaccino contro un governo grillino su scala nazionale.
La fine è nota. Cioè: Di Maio vice di Salvini, la peggiore sindaca dai tempi del Big Bang, il sassolino del dissenso di popolo che rotolò dai Colli e travolse il partito intero, il delirio di onnipotenza di una classe dirigente che oggi vale il 12 per cento del partito e ancora spiega a tutti quale sia il giro del fumo. Con gli ovvi difetti di un marziano, Marino rappresentava per il suo partito una plateale chance di intercettare il populismo e sterilizzarne gli eccessi, come Dc e Pci, dai cui lombi proviene, fecero mirabilmente per una sessantina d'anni. Il Pd, quel Pd, si accorse davvero di Mafia Capitale un anno dopo aver mandato a casa il proprio sindaco (che di Mafia Capitale era nemico) per quattro scontrini. Succede. Ma rivendicarlo ancora oggi, ecco, quello forse è un po' troppo.
Ma al di là del lapsus, è la parte finale del ragionamento che pone un frangiflutti: la mattanza pubblica di Marino, cui il non sapersi raccapezzare con le ricevute fu tutt'altro che estranea, rappresentava un disegno preciso: sfiduciarlo dal notaio, innalzare in Campidoglio un candidato di stretta osservanza o, in subordine, aprire la strada al trionfo dei Cinque Stelle come vaccino contro un governo grillino su scala nazionale.
La fine è nota. Cioè: Di Maio vice di Salvini, la peggiore sindaca dai tempi del Big Bang, il sassolino del dissenso di popolo che rotolò dai Colli e travolse il partito intero, il delirio di onnipotenza di una classe dirigente che oggi vale il 12 per cento del partito e ancora spiega a tutti quale sia il giro del fumo. Con gli ovvi difetti di un marziano, Marino rappresentava per il suo partito una plateale chance di intercettare il populismo e sterilizzarne gli eccessi, come Dc e Pci, dai cui lombi proviene, fecero mirabilmente per una sessantina d'anni. Il Pd, quel Pd, si accorse davvero di Mafia Capitale un anno dopo aver mandato a casa il proprio sindaco (che di Mafia Capitale era nemico) per quattro scontrini. Succede. Ma rivendicarlo ancora oggi, ecco, quello forse è un po' troppo.