Un passo avanti per Allegri, ma si ricordi del Real Madrid
Gianni Mura , di GIANNI MURA
Strana partita e strano pareggio, che alla fine tutt’e due le squadre si fanno piacere, ma a denti stretti. L’Ajax perché ha attaccato di più, e meglio. La Juve perché nel finale (palo di Douglas Costa, tiro-cross spinoso di Cancelo, dopo il rigore negato a Bentancur a inizio ripresa), ha sfiorato la vittoria. Memore di Madrid, Allegri ha badato molto a tenere compatta la squadra, cercando di interrompere le linee di passaggio degli olandesi, che giocano come un simil-Barcellona, ma senza avere Messi, per dirne solo uno. Bravi i ragazzi dell’Ajax a pressare con ordine, a variare il ritmo, dando l’impressione di congelare il gioco e poi partendo a tutta velocità, meno bravi quando si tratta di tirare in porta.
Dopo un primo tempo passato in gran parte a difendersi (bene Rugani), la Juve trova il gol su una delle poche cose decenti azzeccate da Cancelo in tutta la serata. Per il resto, ne combina più di Carlo in Francia, …
Dopo un primo tempo passato in gran parte a difendersi (bene Rugani), la Juve trova il gol su una delle poche cose decenti azzeccate da Cancelo in tutta la serata. Per il resto, ne combina più di Carlo in Francia, …
Strana partita e strano pareggio, che alla fine tutt’e due le squadre si fanno piacere, ma a denti stretti. L’Ajax perché ha attaccato di più, e meglio. La Juve perché nel finale (palo di Douglas Costa, tiro-cross spinoso di Cancelo, dopo il rigore negato a Bentancur a inizio ripresa), ha sfiorato la vittoria. Memore di Madrid, Allegri ha badato molto a tenere compatta la squadra, cercando di interrompere le linee di passaggio degli olandesi, che giocano come un simil-Barcellona, ma senza avere Messi, per dirne solo uno. Bravi i ragazzi dell’Ajax a pressare con ordine, a variare il ritmo, dando l’impressione di congelare il gioco e poi partendo a tutta velocità, meno bravi quando si tratta di tirare in porta.
Dopo un primo tempo passato in gran parte a difendersi (bene Rugani), la Juve trova il gol su una delle poche cose decenti azzeccate da Cancelo in tutta la serata. Per il resto, ne combina più di Carlo in Francia, e ha sulla coscienza l’1-1 di Neves. Se deve difendere, un pianto. Se può attaccare, fa piangere gli avversari. E poi, morale della serata, c’è chi ha CR7 e chi no. Tornava in campo dopo un infortunio, ha sbagliato il primo dribbling, è stato fischiato dal pubblico ad ogni pallone che toccava, quando ha festeggiato dopo l’1-0 è stato centrato da bicchieri di plastica, birra e varie cose, ma intanto la sua legge l’aveva fatta valere: in 6 gare, questo, di testa, su cross di Cancelo e azione avviata da lui stesso, era l’ottavo gol segnato agli olandesi. Ronaldo, da cui non si potevano pretendere miracoli visto il recupero in extremis, il suo l’ha fatto. Questo non si può dire di Mandzukic, Pjanic e, parzialmente, di Bernardeschi, che divora una clamorosa occasione e finisce in calando. Allegri capisce al momento giusto che il vento può cambiare e decide due sostituzioni offensive: dentro Douglas Costa e poi Dybala. Niente da fare per Kean, sarà per un’altra volta.
Il risultato, oltre ad essere accettato, non è neanche male. Ma la Juve farà bene a non dimenticare Madrid. Non quella dell’Atletico, quella del Real. Dovrà ricordare che l’Ajax aveva perso in casa e che al ritorno aveva passeggiato al Bernabeu segnando 4 gol. Comunque, è un passo avanti verso le semifinali per la Juve: avrà un CR7 più rodato e il pubblico tutto dalla sua.
Dopo un primo tempo passato in gran parte a difendersi (bene Rugani), la Juve trova il gol su una delle poche cose decenti azzeccate da Cancelo in tutta la serata. Per il resto, ne combina più di Carlo in Francia, e ha sulla coscienza l’1-1 di Neves. Se deve difendere, un pianto. Se può attaccare, fa piangere gli avversari. E poi, morale della serata, c’è chi ha CR7 e chi no. Tornava in campo dopo un infortunio, ha sbagliato il primo dribbling, è stato fischiato dal pubblico ad ogni pallone che toccava, quando ha festeggiato dopo l’1-0 è stato centrato da bicchieri di plastica, birra e varie cose, ma intanto la sua legge l’aveva fatta valere: in 6 gare, questo, di testa, su cross di Cancelo e azione avviata da lui stesso, era l’ottavo gol segnato agli olandesi. Ronaldo, da cui non si potevano pretendere miracoli visto il recupero in extremis, il suo l’ha fatto. Questo non si può dire di Mandzukic, Pjanic e, parzialmente, di Bernardeschi, che divora una clamorosa occasione e finisce in calando. Allegri capisce al momento giusto che il vento può cambiare e decide due sostituzioni offensive: dentro Douglas Costa e poi Dybala. Niente da fare per Kean, sarà per un’altra volta.
Il risultato, oltre ad essere accettato, non è neanche male. Ma la Juve farà bene a non dimenticare Madrid. Non quella dell’Atletico, quella del Real. Dovrà ricordare che l’Ajax aveva perso in casa e che al ritorno aveva passeggiato al Bernabeu segnando 4 gol. Comunque, è un passo avanti verso le semifinali per la Juve: avrà un CR7 più rodato e il pubblico tutto dalla sua.