Regno Unito (ed europeista)
Timothy Garton Ash , di TIMOTHY GARTON ASHL'obiettivo è unico e semplice: ottenere il massimo dei voti per i partiti favorevoli a un referendum confermativo dell'uscita dalla Ue, che conceda ai britannici la possibilità di scegliere democraticamente se accettare l'accordo negoziale o restare nell'Unione
Bisogna che tutti votino alle elezioni europee, che hanno una valenza molto superiore. Ecco perché, e come. Tra sole quattro settimane in Gran Bretagna si terrà un referendum sulla Brexit. Avrà la forma delle elezioni del Parlamento europeo, ma in realtà sarà un pre-referendum, o, se vi piacciono i neologismi, un preferendum. Ora quindi resta un unico, semplice obiettivo: ottenere il massimo dei voti per i partiti favorevoli a un referendum confermativo della Brexit, che conceda ai britannici la possibilità di scegliere democraticamente se accettare l'accordo negoziale sulla Brexit o restare nell'Unione europea.
Il Labour rientra tra quei partiti a patto che nel suo programma elettorale compaia con chiarezza l'impegno a favore del referendum confermativo, in caso ciò non sia sufficientemente chiaro è meglio che gli elettori laburisti convinti di quell'obiettivo diano il voto ai Liberal democratici, a Change…
Il Labour rientra tra quei partiti a patto che nel suo programma elettorale compaia con chiarezza l'impegno a favore del referendum confermativo, in caso ciò non sia sufficientemente chiaro è meglio che gli elettori laburisti convinti di quell'obiettivo diano il voto ai Liberal democratici, a Change…
Bisogna che tutti votino alle elezioni europee, che hanno una valenza molto superiore. Ecco perché, e come. Tra sole quattro settimane in Gran Bretagna si terrà un referendum sulla Brexit. Avrà la forma delle elezioni del Parlamento europeo, ma in realtà sarà un pre-referendum, o, se vi piacciono i neologismi, un preferendum. Ora quindi resta un unico, semplice obiettivo: ottenere il massimo dei voti per i partiti favorevoli a un referendum confermativo della Brexit, che conceda ai britannici la possibilità di scegliere democraticamente se accettare l'accordo negoziale sulla Brexit o restare nell'Unione europea.
Il Labour rientra tra quei partiti a patto che nel suo programma elettorale compaia con chiarezza l'impegno a favore del referendum confermativo, in caso ciò non sia sufficientemente chiaro è meglio che gli elettori laburisti convinti di quell'obiettivo diano il voto ai Liberal democratici, a Change Uk, i Verdi, lo Scottish National Party, o Plaid Cymru. In fin dei conti più dell'attribuzione dei seggi conterà poter dire : "Tot milioni di persone hanno votato per partiti europeisti, pro-referendum, mentre solo tot milioni hanno votato per partiti dichiaratamente pro-Brexit come Ukip, Brexit Party, il nuovo partito di Nigel Farage, e i conservatori". In questo conteggio finale, che è determinante, neanche un voto va sprecato. Ogni singola voce avrà un peso.
Resta una minima possibilità che i parlamentari conservatori, terrorizzati all'idea di un'apocalisse elettorale del loro partito il 23 maggio, aderiscano all'accordo di Theresa May con un disperato voto significativo finale in Parlamento, abortendo l'elezione all'ultimo momento; ma la probabilità è molto ridotta ed è un rischio che dobbiamo correre.
Peccato che i partiti più esplicitamente europeisti e pro-referendum non abbiano avuto il tempo o la volontà politica comune di costituire un'unica lista, come è stato fatto altrove, ad esempio in Polonia, dove una coalizione europea di vari schieramenti mette in campo una formidabile lista di candidati contro il partito di governo nazional populista. Il nuovo partito Change Uk raccoglie alcuni dei parlamentari britannici più coraggiosi e indipendenti (attualmente membri del gruppo autonomo The Independent Group, il Tig, da cui il nomignolo Tiggers), e probabilmente schiererà alle elezioni europee alcuni dei candidati più interessanti, mettendo in fermento i media e l'elettorato a controbilanciare il clamore attorno al Brexit Party di Farage.
Ma gli aderenti a Change Uk ( i cosiddetti Chukas, in omaggio a uno dei leader del partito, Chuka Umunna) non dispongono della macchina elettorale di portata nazionale, o della base di militanti del partito Liberal democratico e la loro formazione contribuirà a frammentare ulteriormente il voto europeista. Può sembrare ininfluente, perché alle europee si vota con il sistema proporzionale. Purtroppo il metodo d'Hondt di rappresentanza proporzionale utilizzato in Gran Bretagna favorisce i partiti maggiori rispetto ai minori (più ancora del rivale metodo Saint-Laguë). La Gran Bretagna è suddivisa in regioni elettorali per queste elezioni, e quanto più è piccola la regione tanto più forte è l'effetto distorsivo. È una magra consolazione pensare che il voto uscirà frammentato anche tra Ukip e Brexit Party.
C'è ancora spazio per un voto tattico, in cui gli elettori si raggruppino dietro il partito europeista che appare più forte in una determinata regione. I partiti europeisti potrebbero anche procedere a una tacita divisione dei compiti, dedicando ciascuno maggiori risorse a questa o quella regione. Ma gli effetti pratici di manovre simili saranno probabilmente ridotti. È quindi fondamentale concentrarsi più sulla causa comune che sui partiti. Dimenticate i seggi, guardate ai voti. Dato che si tratta in realtà di un referendum, solo due cifre contano: i voti favorevoli e i voti contrari. L'affluenza alle urne alle elezioni europee è in genere bassa. L'ultima volta è stata del 35, 6% - non certo la più bassa dell'Ue - con circa 15,5 milioni di votanti.
Quest'anno le europee non coincidono con altre elezioni che potrebbero comunque portare la gente alle urne. Molti elettori moderati pro-Brexit avranno l'impressione che sia inutile andare a votare, visto che dovremmo uscire dall'Ue. Al contario, i Brexiteer e gli europeisti convinti saranno più che mai stimolati. Forse per la prima volta in assoluto le elezioni europee avranno come oggetto davvero l'Europa e il posto che la Gran Bretagna vi occupa. La prima cosa da fare è registrarsi al voto. Mancano meno di due settimane al termine ultimo, fissato per il 7 maggio. La commissione elettorale ha recentemente twittato che un avente diritto su tre nella fascia di età compresa tra il 18 e i 34 anni non è ancora iscritto al registro elettorale. Studenti e giovani: ne va soprattutto del vostro futuro. Registratevi.
Ben più di un milione di cittadini del Regno Unito risiedono nel resto dell'Ue. A patto che non abbiate risieduto all'estero continuativamente per più di 15 anni potete ancora registrarvi al voto nel vostro ultimo luogo di residenza nel Regno Unito. Può però essere complicato, e non c'è molto tempo a disposizione. I cittadini del Regno Unito residenti altrove nel mondo dovrebbero attivarsi per votare per posta o per delega.
Ci sono poi più di 3 milioni di cittadini di altri Paesi Ue residenti in Gran Bretagna. Anche chi è iscritto al registro elettorale deve compilare e restituire un modulo in cui dichiara che preferisce votare in Gran Bretagna e non in patria.
Anacronisticamente non lo si può fare online, anche se fonti locali mi dicono che saranno accettate copie scannerizzate del modulo inviate per posta elettronica. Gli irlandesi residenti nel Regno Unito hanno diritto di votare finché sono iscritti al registro, in quanto cittadini del Commonwealth. Serve poi un'imponente campagna per portare gli elettori alle urne. La Bbc dovrà fare molto più e meglio che ironizzare sulle elezioni europee, quasi fossero una farsa. Intanto migliaia di altri giornalisti, in Gran Bretagna e in tutta Europa, stanno solo aspettando il giorno dopo per fare la cronaca del "trionfo del partito della Brexit di Farage". Con i nostri piedi, le nostre voci e i nostri voti, noi possiamo raccontare una storia diversa.
Traduzione di Emilia Benghi
Il Labour rientra tra quei partiti a patto che nel suo programma elettorale compaia con chiarezza l'impegno a favore del referendum confermativo, in caso ciò non sia sufficientemente chiaro è meglio che gli elettori laburisti convinti di quell'obiettivo diano il voto ai Liberal democratici, a Change Uk, i Verdi, lo Scottish National Party, o Plaid Cymru. In fin dei conti più dell'attribuzione dei seggi conterà poter dire : "Tot milioni di persone hanno votato per partiti europeisti, pro-referendum, mentre solo tot milioni hanno votato per partiti dichiaratamente pro-Brexit come Ukip, Brexit Party, il nuovo partito di Nigel Farage, e i conservatori". In questo conteggio finale, che è determinante, neanche un voto va sprecato. Ogni singola voce avrà un peso.
Resta una minima possibilità che i parlamentari conservatori, terrorizzati all'idea di un'apocalisse elettorale del loro partito il 23 maggio, aderiscano all'accordo di Theresa May con un disperato voto significativo finale in Parlamento, abortendo l'elezione all'ultimo momento; ma la probabilità è molto ridotta ed è un rischio che dobbiamo correre.
Peccato che i partiti più esplicitamente europeisti e pro-referendum non abbiano avuto il tempo o la volontà politica comune di costituire un'unica lista, come è stato fatto altrove, ad esempio in Polonia, dove una coalizione europea di vari schieramenti mette in campo una formidabile lista di candidati contro il partito di governo nazional populista. Il nuovo partito Change Uk raccoglie alcuni dei parlamentari britannici più coraggiosi e indipendenti (attualmente membri del gruppo autonomo The Independent Group, il Tig, da cui il nomignolo Tiggers), e probabilmente schiererà alle elezioni europee alcuni dei candidati più interessanti, mettendo in fermento i media e l'elettorato a controbilanciare il clamore attorno al Brexit Party di Farage.
Ma gli aderenti a Change Uk ( i cosiddetti Chukas, in omaggio a uno dei leader del partito, Chuka Umunna) non dispongono della macchina elettorale di portata nazionale, o della base di militanti del partito Liberal democratico e la loro formazione contribuirà a frammentare ulteriormente il voto europeista. Può sembrare ininfluente, perché alle europee si vota con il sistema proporzionale. Purtroppo il metodo d'Hondt di rappresentanza proporzionale utilizzato in Gran Bretagna favorisce i partiti maggiori rispetto ai minori (più ancora del rivale metodo Saint-Laguë). La Gran Bretagna è suddivisa in regioni elettorali per queste elezioni, e quanto più è piccola la regione tanto più forte è l'effetto distorsivo. È una magra consolazione pensare che il voto uscirà frammentato anche tra Ukip e Brexit Party.
C'è ancora spazio per un voto tattico, in cui gli elettori si raggruppino dietro il partito europeista che appare più forte in una determinata regione. I partiti europeisti potrebbero anche procedere a una tacita divisione dei compiti, dedicando ciascuno maggiori risorse a questa o quella regione. Ma gli effetti pratici di manovre simili saranno probabilmente ridotti. È quindi fondamentale concentrarsi più sulla causa comune che sui partiti. Dimenticate i seggi, guardate ai voti. Dato che si tratta in realtà di un referendum, solo due cifre contano: i voti favorevoli e i voti contrari. L'affluenza alle urne alle elezioni europee è in genere bassa. L'ultima volta è stata del 35, 6% - non certo la più bassa dell'Ue - con circa 15,5 milioni di votanti.
Quest'anno le europee non coincidono con altre elezioni che potrebbero comunque portare la gente alle urne. Molti elettori moderati pro-Brexit avranno l'impressione che sia inutile andare a votare, visto che dovremmo uscire dall'Ue. Al contario, i Brexiteer e gli europeisti convinti saranno più che mai stimolati. Forse per la prima volta in assoluto le elezioni europee avranno come oggetto davvero l'Europa e il posto che la Gran Bretagna vi occupa. La prima cosa da fare è registrarsi al voto. Mancano meno di due settimane al termine ultimo, fissato per il 7 maggio. La commissione elettorale ha recentemente twittato che un avente diritto su tre nella fascia di età compresa tra il 18 e i 34 anni non è ancora iscritto al registro elettorale. Studenti e giovani: ne va soprattutto del vostro futuro. Registratevi.
Ben più di un milione di cittadini del Regno Unito risiedono nel resto dell'Ue. A patto che non abbiate risieduto all'estero continuativamente per più di 15 anni potete ancora registrarvi al voto nel vostro ultimo luogo di residenza nel Regno Unito. Può però essere complicato, e non c'è molto tempo a disposizione. I cittadini del Regno Unito residenti altrove nel mondo dovrebbero attivarsi per votare per posta o per delega.
Ci sono poi più di 3 milioni di cittadini di altri Paesi Ue residenti in Gran Bretagna. Anche chi è iscritto al registro elettorale deve compilare e restituire un modulo in cui dichiara che preferisce votare in Gran Bretagna e non in patria.
Anacronisticamente non lo si può fare online, anche se fonti locali mi dicono che saranno accettate copie scannerizzate del modulo inviate per posta elettronica. Gli irlandesi residenti nel Regno Unito hanno diritto di votare finché sono iscritti al registro, in quanto cittadini del Commonwealth. Serve poi un'imponente campagna per portare gli elettori alle urne. La Bbc dovrà fare molto più e meglio che ironizzare sulle elezioni europee, quasi fossero una farsa. Intanto migliaia di altri giornalisti, in Gran Bretagna e in tutta Europa, stanno solo aspettando il giorno dopo per fare la cronaca del "trionfo del partito della Brexit di Farage". Con i nostri piedi, le nostre voci e i nostri voti, noi possiamo raccontare una storia diversa.
Traduzione di Emilia Benghi