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Ajax-Tottenham, disperazione e gioia (ap)

Il Tottenham che elimina l'Ajax: olandesi belli ma fragili, così Llorente diventa decisivo

Il commento di Gianni Mura: questa vittoria appartiene molto a Pochettino, ha una squadra che va sotto ma ostinatamente continua a lottare
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Passa il Tottenham, all’ultimo secondo dei cinque minuti di recupero arriva il 3-2 di Lucas Moura, 3 gol per lui, partita da incorniciare. I ragazzi dell’Ajax si abbattono sul prato, molti piangono. Anche Pochettino finisce con la faccia nell’erba, questa vittoria gli appartiene molto, ha una squadra che va sotto ma ostinatamente continua a lottare e, come con il City, va avanti. È la Champions delle rimonte, questa. Delle partite da crepacuore. Difficile scegliere la più bella e tesa fra Liverpool e Amsterdam. La vittoria appartiene a Pochettino perché ha raddrizzato, sullo 0-2, una partita che sembrava chiusa. È bastato inserire Llorente per mettere in seria difficoltà la difesa olandese. Si è avuta un’altra riprova sull’Ajax: gioca un bel calcio, molto bello quando trova lo spazio per attaccare, ma non sa molto difendersi. Una squadra più esperta, sul 2-0 avrebbe portato a casa l’accesso alla setti…
Passa il Tottenham, all’ultimo secondo dei cinque minuti di recupero arriva il 3-2 di Lucas Moura, 3 gol per lui, partita da incorniciare. I ragazzi dell’Ajax si abbattono sul prato, molti piangono. Anche Pochettino finisce con la faccia nell’erba, questa vittoria gli appartiene molto, ha una squadra che va sotto ma ostinatamente continua a lottare e, come con il City, va avanti. È la Champions delle rimonte, questa. Delle partite da crepacuore. Difficile scegliere la più bella e tesa fra Liverpool e Amsterdam. La vittoria appartiene a Pochettino perché ha raddrizzato, sullo 0-2, una partita che sembrava chiusa. È bastato inserire Llorente per mettere in seria difficoltà la difesa olandese. Si è avuta un’altra riprova sull’Ajax: gioca un bel calcio, molto bello quando trova lo spazio per attaccare, ma non sa molto difendersi. Una squadra più esperta, sul 2-0 avrebbe portato a casa l’accesso alla settima finale della sua storia. Non hanno invece pagato i cambi di Ten Hag, tutti in chiave difensiva. Hanno dato spazio al Tottenham, che non s’è fatto pregare, lo ha trascinato Sissoko, con qualche eccesso nelle azioni individuali, ma la sua vitalità ha compensato il fantasma di Eriksen. Nell’Ajax il migliore è stato Ziyech, nonostante il digiuno del Ramadan. Un bel gol, un palo al 33’ del secondo tempo, che avrebbe cambiato la storia della serata. Il Tottenham, comunque, non ha rubato nulla: oltre ai tre gol, ha colpito un palo, una traversa, più un paio di parate prodigiose di Onana e un salvataggio sulla linea di Veltman. Si interrompe così, davanti al pubblico di casa, la cavalcata dell’Ajax, che era cominciata a luglio, con il passaggio di tre turni preliminari. Dopo un primo tempo di bella sostanza, sono venuti a mancare i centrocampisti di protezione. E francamente non si capisce come Ten Hag abbia lasciato in campo per più di un’ora Dolberg, completamente inutile alla causa.

A Madrid ci sarà una finale tutta inglese. Il Liverpool è più forte, ma il Tottenham, anche con Son in serata grigia, ha delle risorse impreviste. E una di queste è Lucas Moura, che si nasconde per lunghi tratti, ma in area fa più male di uno scorpione. Il gol del 2-2, visto e rivisto, è da grande artista del pallone. Quindi, pronostico che pende leggermente dalla parte di Klopp. Ma con gli Spurs non si può mai dire di avere la partita in tasca.