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Il cardinale nel sottosuolo degli ultimi

Quando spezza i sigilli, l’elemosiniere del Papa sceso nel pozzo segue una visione che va oltre la propria, che viene dall’alto
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C’è una Chiesa che letteralmente scende nel sottosuolo degli ultimi sporcandosi le mani per riportare la luce. E una politica, saldata a settori ecclesiastici di segno oscurantista, che apertamente l’attacca e finanche la deride. In mezzo c’è il concetto di legalità, vaso di coccio tra l’appello alla superiorità della coscienza da un lato e quello alla difesa degli interessi dall’altro. Nelle ultime ore le due posizioni si sono manifestate attraverso azioni simboliche. La prima è del cardinal Krajewski, elemosiniere del Papa, che si è calato nel pozzo all’interno di un palazzo occupato per togliere i sigilli che impedivano la fornitura di luce e acqua calda a causa di bollette non pagate.

Un gesto forte, l’intervento di una chiesa del fare, composta da sacerdoti con un passato da lavoratori, che non esitano a mettersi in mezzo tra cittadini e istituzioni per compiere quella che, per insegnamento ricev…
C’è una Chiesa che letteralmente scende nel sottosuolo degli ultimi sporcandosi le mani per riportare la luce. E una politica, saldata a settori ecclesiastici di segno oscurantista, che apertamente l’attacca e finanche la deride. In mezzo c’è il concetto di legalità, vaso di coccio tra l’appello alla superiorità della coscienza da un lato e quello alla difesa degli interessi dall’altro. Nelle ultime ore le due posizioni si sono manifestate attraverso azioni simboliche. La prima è del cardinal Krajewski, elemosiniere del Papa, che si è calato nel pozzo all’interno di un palazzo occupato per togliere i sigilli che impedivano la fornitura di luce e acqua calda a causa di bollette non pagate.

Un gesto forte, l’intervento di una chiesa del fare, composta da sacerdoti con un passato da lavoratori, che non esitano a mettersi in mezzo tra cittadini e istituzioni per compiere quella che, per insegnamento ricevuto e personale elaborazione, ritengono la cosa giusta. In questo l’elemosiniere si pone nella scia dello storico “primate del millennio”, eroe della chiesa polacca, amico e mentore di Karol Wojtyla, il cardinal Wyszynski che in una lettera al suo governo scolpì le parole: “Seguiremo la voce apostolica della nostra vocazione e coscienza sacerdotale”. Quella voce gli ha detto di rompere i sigilli scegliendo tra le necessità di 450 persone e la contabilità dell’azienda fornitrice dei servizi e di assumersene la responsabilità.

Non è un caso se la causa di beatificazione di Wyszinski, iniziata da Giovanni Paolo II nel 1989 e poi rimasta in stallo, è stata riavviata da papa Francesco. Lo stesso pontefice contro cui si è svolto, secondo gesto inedito e forte, un corteo per la strada di Roma che conduce a piazza San Pietro e proprio durante l’Angelus. Militanti di Forza Nuova, organizzazione di estrema destra, hanno esposto lo striscione con la scritta: “Bergoglio come Badoglio. Stop immigrazione”. Il papa chiamato per cognome, come un avversario qualsiasi, accomunato a quello che fu considerato un traditore dei principii. E ormai bersaglio non solo di una fronda vaticana, ma di una parte politica. La sfida è allo scoperto in un susseguirsi di botte e risposte: il papa che riceve la famiglia rom oltraggiata dai neofascisti a Casal Bruciato, esasperando ancor di più chi già aveva disprezzato il gesto di baciare i piedi ai leader del Sud Sudan.

Tutto questo mentre evita di ricevere il vero referente di questo sentire, Matteo Salvini. Il quale, per ora, se la cava con il battutismo dedicato a un Fazio qualsiasi : “Il Papa incontri chi vuole, è libero di farlo” e “Se qualcuno è in grado di pagare le bollette degli italiani in difficoltà siamo felici. Ora paghi anche gli arretrati”. Ma è chiaro che la contrapposizione è netta e che i richiami del Papa alla civiltà sono colpi. Come fai a replicare? Mica lo puoi definire buonista, essendo la bontà un’aspirazione del suo credo, o imputargli un Rolex, quando il suo Stato potrebbe comprarne la fabbrica, ma lui probabilmente osserva una meridiana. Neppure si può, come per Mimmo Lucano, sindaco sospeso di Riace e bersaglio annunciato di oggi, imputargli lo scavalcamento della legalità in nome di una personale idea di giustizia. Quando spezza i sigilli, l’elemosiniere del Papa sceso nel pozzo segue una visione che va oltre la propria, che viene dall’alto.