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(agf)

Da Narciso al gendarme

Il corpo sfinito di Berlusconi viene sostituito da quello energetico del leader leghista che rassicura gli italiani sulla solidità dei loro confini e sul primato dei loro diritti
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L’impietosa maschera di Berlusconi corrosa dal tempo, illumina il declino della destra cosiddetta liberale nel nostro Paese. Con il berlusconismo l’enfasi sulla libertà annunciava il dispiegamento di un individualismo che affermava solo se stesso prescindendo da qualunque causa ideale e sovvertendo ogni dimensione simbolica della legge. Narcisismo e cinismo, affermazione del proprio Ego e disprezzo per la cosa pubblica, hanno preparato il terreno alla futura carica dell’anti-politica. Il paradigma neo-libertino della libertà assoluta ha spinto a interpretare tutto ciò che aveva una natura istituzionale come fosse una zavorra inutile, un peso sacrificale non necessario, un ostacolo dal quale sbarazzarsi. Questo paradigma manifesta una faccia essenziale della perversione.

È il principio affermato da Sade: la sola legge che conta è quella del proprio godimento; è quella legge che rende superflua e inutile l’esistenza stes…
L’impietosa maschera di Berlusconi corrosa dal tempo, illumina il declino della destra cosiddetta liberale nel nostro Paese. Con il berlusconismo l’enfasi sulla libertà annunciava il dispiegamento di un individualismo che affermava solo se stesso prescindendo da qualunque causa ideale e sovvertendo ogni dimensione simbolica della legge. Narcisismo e cinismo, affermazione del proprio Ego e disprezzo per la cosa pubblica, hanno preparato il terreno alla futura carica dell’anti-politica. Il paradigma neo-libertino della libertà assoluta ha spinto a interpretare tutto ciò che aveva una natura istituzionale come fosse una zavorra inutile, un peso sacrificale non necessario, un ostacolo dal quale sbarazzarsi. Questo paradigma manifesta una faccia essenziale della perversione.

È il principio affermato da Sade: la sola legge che conta è quella del proprio godimento; è quella legge che rende superflua e inutile l’esistenza stessa della legge. Questo paradigma è dapprima vacillato sotto i colpi della crisi economica che ha investito l’Occidente e che ha richiesto politiche di austerità e rigore, per essere, in tempi più recenti, sostituito da un diverso paradigma sul quale si è cementato il nuovo volto della destra italiana: il paradigma securitario del confine. Il suo interprete è ovviamente Salvini. Il principio del godimento che si vuole libero dai lacci della Legge nel nome della libertà ha lasciato il posto a quello della faccia severa della legge.

Al centro non è più l’affermazione edonistica della libertà, ma la difesa oltranzista dell’identità minacciata dallo straniero; non è più la retorica berlusconiana dell’abbattimento di ogni confine nel nome della libertà, ma l’esaltazione nazionalista del confine come barriera, muro, porto chiuso. L’enfasi puberale della libertà ha lasciato il posto a quella normativa della sicurezza: difendere i confini, ribadire la propria identità nazionale contro ogni forma di contaminazione e di infiacchimento morale. Il confine subentra alla libertà come oggetto di una nuova passione. È l’altra faccia della perversione: mentre la prima — quella berlusconiana — rivendicava la libertà senza confini, la seconda — quella salviniana — esaspera il confine come nuovo oggetto pulsionale. Mentre il primo prometteva di trasformare l’Italia in un paese di Bengodi, il secondo si impegna a proteggere l’identità minacciata. Lo sfruttamento del carattere securitario della pulsione prende il posto dell’esaltazione del suo tratto rapace. Il paradigma perverso è ruotato su se stesso: la libertà assoluta si rovescia nella assoluta illibertà.

Il corpo sfinito di Berlusconi viene sostituito da quello energetico del leader leghista che rassicura gli italiani sulla solidità dei loro confini e sul primato dei loro diritti. Il messaggio sembra irresistibile: la nuova cultura securitaria veste di nero. Per questa ragione l’alleanza con il M5S, per come si è configurata sino a oggi, è destinata fatalmente a dissolversi come, del resto, è accaduto alla stessa destra liberale, nella direzione di un blocco reazionario più omogeno e coerente, unificato dalla passione securitaria per il confine e per l’anti-europeismo.