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Protesta dei balconi, più lenzuoli contro il bavaglio

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Salvini sta cercando l’incidente, l’arresto plateale, per verificare se e quanto gli italiani siano pronti a farsi zittire
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Tutta colpa di Pisapia” è l’unico caso nella Storia in cui la satira abbia modificato gli esiti di un’elezione. Accadde nel 2011. Al colpo di gong del duello tra candidati sindaci su Skytg24, Letizia Moratti accusò l’avversario di aver rubato un’auto, in gioventù, a fini terroristici. Non era vero. Ne nacque una campagna Facebook che, insieme alle istantanee dall’inesistente ma evocativo paesino di Sucate, fece da aggregatore della solita Sinistra confusa e contribuì non poco alla vittoria dello sfavorito.

Mesi dopo, uscì addirittura un libro: “Pisapia prende le patatine dagli scaffali dei supermercati e le rimette a posto”. “Pisapia ruba le dentiere alle vecchiette e ci suona le nacchere nei centri sociali”. Eccetera.

Accadeva secoli fa. A Milano. Un presidio di consapevolezza che l’altro giorno ha provveduto a deludere le aspettative oceaniche del Capitone.  Oggi è molt…
Tutta colpa di Pisapia” è l’unico caso nella Storia in cui la satira abbia modificato gli esiti di un’elezione. Accadde nel 2011. Al colpo di gong del duello tra candidati sindaci su Skytg24, Letizia Moratti accusò l’avversario di aver rubato un’auto, in gioventù, a fini terroristici. Non era vero. Ne nacque una campagna Facebook che, insieme alle istantanee dall’inesistente ma evocativo paesino di Sucate, fece da aggregatore della solita Sinistra confusa e contribuì non poco alla vittoria dello sfavorito.

Mesi dopo, uscì addirittura un libro: “Pisapia prende le patatine dagli scaffali dei supermercati e le rimette a posto”. “Pisapia ruba le dentiere alle vecchiette e ci suona le nacchere nei centri sociali”. Eccetera.

Accadeva secoli fa. A Milano. Un presidio di consapevolezza che l’altro giorno ha provveduto a deludere le aspettative oceaniche del Capitone.  Oggi è molto più difficile che un singolo evento possa invertire la tendenza dell’era fascinstagram in cui ci è dato di vivere. Certo è che lo striscione contro Salvini tolto dai vigili del fuoco a Brembate somiglia molto a quell’accusa sleale della Moratti. La classica goccia che fa traboccare il pitale. E la risposta di popolo che sta decorando i balconi viaggia nella stessa direzione.  Ieri è emerso che ad allertare la polizia locale per staccare dal balcone lo striscione (mirabile) dello Zorro di piazza Duomo è stato il proprietario dell’albergo che lo ospitava. Sopra non c’erano offese, solo la scritta “Restiamo umani”. Ritenuta evidentemente pericolosa dalla comprensibile ignavia di un albergatore che legge i giornali e sa che per quei lenzuoli non tira una buona aria. 

Proprio per questo sono da mantenere e moltiplicare. Giacché miscelano un velo di coraggio  alla volontà di contarsi, di sfuggire alla narrazione ossessiva di un’Italia fiera del proprio egoismo, del proprio livore, entusiastica e inconsapevole armata della guerra tra poveri innescata e cavalcata da (parole sue) un nullafacente. Danarosissimo. Grazie a noi.
Salvini vincerà ugualmente le elezioni, ma qualcosa sta già cambiando. E lo sa anche lui. Per questo non va sottovalutata una differenza importante tra quei post su Pisapia e l’era attuale: la reazione. Già è accaduto a Carpi che un anziano sia stato ammanettato per aver esposto un lenzuolo su un tetto. Sabato, le forze dell’ordine sono state allertate contro un cosplayer di Don Diego Della Vega. Chi fischia al passaggio di Salvini deve diuturnamente fare i conti con la Digos.

Siccome la tecnica del Capitone è quella di provare torsioni democratiche a crescere per vedere l’effetto che fa, la repressione fisica del dissenso è il prossimo passo. Anzi, il passo in essere. Salvini sta cercando l’incidente, l’arresto plateale, per verificare se e quanto gli italiani siano pronti a farsi zittire. Proprio per questo ha paura degli striscioni, che sarebbe buono e giusto difendere con forza: ogni lenzuolo che lo prende per i fondelli è un pezzo di stoffa sottratto al bavaglio.