I bambini e i neofascisti
Fabrizio Gatti , di FABRIZIO GATTILa scuola pubblica del quartiere e i suoi insegnanti sono la fucina che forma con successo i piccoli cittadini senza distinzione di provenienza, ceto o religione
Caro direttore, le scrivo a nome di un gruppo di genitori della scuola materna, primaria e secondaria della provincia di Milano. Cernusco sul Naviglio, la città dove abitiamo, ha il pregio di avere un tessuto urbanistico integrato: case popolari e condomini residenziali si alternano senza ghetti, barriere né confini. La scuola pubblica del quartiere e i suoi insegnanti sono la fucina che forma con successo i piccoli cittadini senza distinzione di provenienza, ceto o religione.
Da qualche settimana, praticamente di fronte al complesso scolastico che porta i bambini dall'asilo nido fino alla terza media, ha aperto con ampie vetrine sulla strada la sede nazionale di Altaforte Edizioni, l'editore famoso per essere un centro di propaganda degli attivisti di CasaPound, per avere pubblicato l'intervista biografica con il ministro Matteo Salvini e per avere, tra i suoi responsabili, Francesco Polacchi che si è pubblicamente dichiarato fascista tanto da …
Da qualche settimana, praticamente di fronte al complesso scolastico che porta i bambini dall'asilo nido fino alla terza media, ha aperto con ampie vetrine sulla strada la sede nazionale di Altaforte Edizioni, l'editore famoso per essere un centro di propaganda degli attivisti di CasaPound, per avere pubblicato l'intervista biografica con il ministro Matteo Salvini e per avere, tra i suoi responsabili, Francesco Polacchi che si è pubblicamente dichiarato fascista tanto da …
Caro direttore, le scrivo a nome di un gruppo di genitori della scuola materna, primaria e secondaria della provincia di Milano. Cernusco sul Naviglio, la città dove abitiamo, ha il pregio di avere un tessuto urbanistico integrato: case popolari e condomini residenziali si alternano senza ghetti, barriere né confini. La scuola pubblica del quartiere e i suoi insegnanti sono la fucina che forma con successo i piccoli cittadini senza distinzione di provenienza, ceto o religione.
Da qualche settimana, praticamente di fronte al complesso scolastico che porta i bambini dall'asilo nido fino alla terza media, ha aperto con ampie vetrine sulla strada la sede nazionale di Altaforte Edizioni, l'editore famoso per essere un centro di propaganda degli attivisti di CasaPound, per avere pubblicato l'intervista biografica con il ministro Matteo Salvini e per avere, tra i suoi responsabili, Francesco Polacchi che si è pubblicamente dichiarato fascista tanto da essere stato indagato, secondo quanto abbiamo letto, per apologia di fascismo dalla Procura di Torino.
Oggi, in occasione della festa della Repubblica, e quindi dell'anniversario della nostra Costituzione antifascista, abbiamo pensato di addobbare i tre grandi platani di fronte alle vetrine di Polacchi con una piccola e spontanea mostra fotografica intitolata "Gli Alberi della Memoria". Non c'era alcun riferimento a CasaPound, al suo editore e tanto meno al ministro Salvini. Abbiamo invece voluto ricordare da quale oscena sofferenza sia nata la nostra democrazia, esponendo le prime pagine dei quotidiani che nel 1938 annunciavano l'approvazione delle leggi razziali fasciste.
Dato il luogo, abbiamo volutamente scelto il tema dei bambini e dell'insegnamento. Dodici fogli in formato A4 in tutto, con le immagini delle deportazioni degli alunni e la loro reclusione nei campi di concentramento; la foto della lapide dedicata a Enrico e Luciana Finzi, studenti del liceo Giulio Cesare di Roma, espulsi dalla scuola nel 1938 a seguito delle leggi razziali, deportati ad Auschwitz nel 1943 e mai più ritornati; e le copertine di tre libri: Se questo è un uomo di Primo Levi, il Diario di Anna Frank e Sopravvissuta ad Auschwitz di Liliana Segre, come consigli per una lettura indispensabile.
A questa piccola rassegna appesa con lo spago, si aggiungevano i tre cartelli legati provvisoriamente al tronco dei platani con, appunto, il titolo: "Gli Alberi della Memoria". Ci eravamo dati appuntamento alle 11.45: insomma, una innocua e costituzionale forma di celebrazione e testimonianza del 2 giugno. Purtroppo, però, in pochissimi hanno potuto vedere l'installazione. Approfittando del fatto che alcuni genitori fossero andati a messa nella vicina chiesa parrocchiale, due solerti pattuglie, una dei carabinieri l'altra della polizia locale, hanno strappato le foto dai supporti, le hanno portate via e probabilmente le hanno ora allegate a qualche verbale di sequestro.
Se avessero aspettato il nostro arrivo, avrebbero saputo che le avremmo smontate noi. E anche che con esse volevamo solo affermare i nostri principi costituzionali, gli stessi con cui cresciamo i nostri figli e diamo la nostra continua collaborazione ai loro insegnanti. Carabinieri e vigili urbani hanno forse applicato la norma sulle pubbliche affissioni senza, ovviamente, alcuna arbitrarietà. E per questo va loro il più totale rispetto. Ma è proprio questo il punto: è stato affermato con solerzia un principio amministrativo, mentre i fascisti continueranno liberamente a oltraggiare la Costituzione e fare propaganda davanti alle nostre scuole. C'è però, almeno per oggi, un lieto fine: anche senza fotografie, ci siamo ritrovati in tanti e da stamattina i tre platani di via Pontida 17 a Cernusco sul Naviglio saranno per il nostro quartiere gli Alberi della Memoria.
Da qualche settimana, praticamente di fronte al complesso scolastico che porta i bambini dall'asilo nido fino alla terza media, ha aperto con ampie vetrine sulla strada la sede nazionale di Altaforte Edizioni, l'editore famoso per essere un centro di propaganda degli attivisti di CasaPound, per avere pubblicato l'intervista biografica con il ministro Matteo Salvini e per avere, tra i suoi responsabili, Francesco Polacchi che si è pubblicamente dichiarato fascista tanto da essere stato indagato, secondo quanto abbiamo letto, per apologia di fascismo dalla Procura di Torino.
Oggi, in occasione della festa della Repubblica, e quindi dell'anniversario della nostra Costituzione antifascista, abbiamo pensato di addobbare i tre grandi platani di fronte alle vetrine di Polacchi con una piccola e spontanea mostra fotografica intitolata "Gli Alberi della Memoria". Non c'era alcun riferimento a CasaPound, al suo editore e tanto meno al ministro Salvini. Abbiamo invece voluto ricordare da quale oscena sofferenza sia nata la nostra democrazia, esponendo le prime pagine dei quotidiani che nel 1938 annunciavano l'approvazione delle leggi razziali fasciste.
Dato il luogo, abbiamo volutamente scelto il tema dei bambini e dell'insegnamento. Dodici fogli in formato A4 in tutto, con le immagini delle deportazioni degli alunni e la loro reclusione nei campi di concentramento; la foto della lapide dedicata a Enrico e Luciana Finzi, studenti del liceo Giulio Cesare di Roma, espulsi dalla scuola nel 1938 a seguito delle leggi razziali, deportati ad Auschwitz nel 1943 e mai più ritornati; e le copertine di tre libri: Se questo è un uomo di Primo Levi, il Diario di Anna Frank e Sopravvissuta ad Auschwitz di Liliana Segre, come consigli per una lettura indispensabile.
A questa piccola rassegna appesa con lo spago, si aggiungevano i tre cartelli legati provvisoriamente al tronco dei platani con, appunto, il titolo: "Gli Alberi della Memoria". Ci eravamo dati appuntamento alle 11.45: insomma, una innocua e costituzionale forma di celebrazione e testimonianza del 2 giugno. Purtroppo, però, in pochissimi hanno potuto vedere l'installazione. Approfittando del fatto che alcuni genitori fossero andati a messa nella vicina chiesa parrocchiale, due solerti pattuglie, una dei carabinieri l'altra della polizia locale, hanno strappato le foto dai supporti, le hanno portate via e probabilmente le hanno ora allegate a qualche verbale di sequestro.
Se avessero aspettato il nostro arrivo, avrebbero saputo che le avremmo smontate noi. E anche che con esse volevamo solo affermare i nostri principi costituzionali, gli stessi con cui cresciamo i nostri figli e diamo la nostra continua collaborazione ai loro insegnanti. Carabinieri e vigili urbani hanno forse applicato la norma sulle pubbliche affissioni senza, ovviamente, alcuna arbitrarietà. E per questo va loro il più totale rispetto. Ma è proprio questo il punto: è stato affermato con solerzia un principio amministrativo, mentre i fascisti continueranno liberamente a oltraggiare la Costituzione e fare propaganda davanti alle nostre scuole. C'è però, almeno per oggi, un lieto fine: anche senza fotografie, ci siamo ritrovati in tanti e da stamattina i tre platani di via Pontida 17 a Cernusco sul Naviglio saranno per il nostro quartiere gli Alberi della Memoria.