✕
(ansa)

La truffa dei soldi del Monopoli

Sull'adozione dei minibot prevale l'ironia, ma al gioco dello spread paghiamo con soldi veri
1 minuti di lettura
La battuta migliore probabilmente è quella di Marco Gay, imprenditore del digitale ed ex presidente dei giovani di Confindustria: “I minibot? Li usino per pagare lo stipendio dei parlamentari. Gli imprenditori hanno bisogno di soldi veri, possibilmente euro”.

Ma non è stato l’unico a buttarla sull’ironia. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, ha visto bene di rispondere a chi aveva paragonato i minibot ai soldi del Monopoli, garantendo di conoscere bene le regole del gioco e snocciolandole una per una.

Nessuna voglia di scherzare, invece, per il ministro dell’Economia Giovanni Tria che, dal G20 finanziario di Fukuoka, è dovuto intervenire ancora una volta per mettere il punto a ipotesi e relativi dibattiti su quello che in tutto il mondo viene considerato l’anticamera all’uscita dall’euro del nostro Paese.

Il Trattato sull’Unione non ammette dubbi: “Qualora uno Stato dec…
La battuta migliore probabilmente è quella di Marco Gay, imprenditore del digitale ed ex presidente dei giovani di Confindustria: “I minibot? Li usino per pagare lo stipendio dei parlamentari. Gli imprenditori hanno bisogno di soldi veri, possibilmente euro”.

Ma non è stato l’unico a buttarla sull’ironia. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, ha visto bene di rispondere a chi aveva paragonato i minibot ai soldi del Monopoli, garantendo di conoscere bene le regole del gioco e snocciolandole una per una.

Nessuna voglia di scherzare, invece, per il ministro dell’Economia Giovanni Tria che, dal G20 finanziario di Fukuoka, è dovuto intervenire ancora una volta per mettere il punto a ipotesi e relativi dibattiti su quello che in tutto il mondo viene considerato l’anticamera all’uscita dall’euro del nostro Paese.

Il Trattato sull’Unione non ammette dubbi: “Qualora uno Stato decidesse unilateralmente di liberarsi di propri debiti con un pagamento eseguito in moneta diversa dalla moneta legale si prefigurerebbe una violazione, con elevata probabilità di contenzioso e negative ripercussioni di carattere reputazionale presso i potenziali sottoscrittori dei titoli di debito pubblico”.

Quanto è bastato per attirare il fuoco “amico” dei vicepremier Salvini e Di Maio, tornati nella perenne campagna elettorale un minuto dopo aver siglato l’armistizio post europee. Insomma, “un sabato italiano”.

Ma è a lunedì che guarda con trepidazione Tria, e con lui il presidente della Bce Mario Draghi: l’ultima volta che si è parlato di minibot lo spread ha preso il volo e sarebbe bene ricordare che il Monopoli dei mercati e del debito pubblico è un gioco pagato da tutti noi. Con soldi veri.