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Il presidente della Consob, Paolo Savona (fotogramma)

Consob, Savona confuso e felice

Sarebbe utile se il nuovo presidente si concentrasse sulle funzioni del suo istituto, invece di trasformarlo in un laboratorio di analisi bislacche
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Scorrendo il primo discorso di Paolo Savona nel tradizionale incontro con il mercato finanziario, è legittimo chiedersi se a parlare sia stato davvero il presidente della Consob. La relazione - ricca di considerazioni sulla situazione economica dell'Italia, ma molto scarna sul futuro dell'autorità - assomiglia più al discorso programmatico di un ministro dell'Economia, o alle Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia. Dopo il suo recente trasloco da ministro per gli Affari europei, l'economista deve sentirsi pronto per una nuova promozione.

Il problema è che Savona sembra avere una considerazione molto bassa di quello che la Consob può fare per tutelare il risparmio degli italiani e la competitività del sistema finanziario. In più di un passaggio della relazione, il presidente ha ricordato come le norme e la loro applicazione da parte del personale dell'autorità siano una condizione neces…
Scorrendo il primo discorso di Paolo Savona nel tradizionale incontro con il mercato finanziario, è legittimo chiedersi se a parlare sia stato davvero il presidente della Consob. La relazione - ricca di considerazioni sulla situazione economica dell'Italia, ma molto scarna sul futuro dell'autorità - assomiglia più al discorso programmatico di un ministro dell'Economia, o alle Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia. Dopo il suo recente trasloco da ministro per gli Affari europei, l'economista deve sentirsi pronto per una nuova promozione.

Il problema è che Savona sembra avere una considerazione molto bassa di quello che la Consob può fare per tutelare il risparmio degli italiani e la competitività del sistema finanziario. In più di un passaggio della relazione, il presidente ha ricordato come le norme e la loro applicazione da parte del personale dell'autorità siano una condizione necessaria ma non sufficiente per proteggere la stabilità finanziaria, che dipende soprattutto dall'evoluzione dell'economia. Si tratta di considerazioni tutto sommato condivisibili, ma che è strano ascoltare da chi dovrebbe concentrarsi su quanto la sua istituzione può effettivamente fare. Dall'aumento della trasparenza per aiutare i piccoli risparmiatori, a un rafforzamento dell'attività di controllo e prevenzione, la lista sarebbe molto lunga.

Anche a leggere l'analisi di Savona della situazione italiana c'è molto da essere perplessi. Nell'ultimo anno, l'Italia si è trovata a pagare tassi d'interesse sul debito pubblico molto più alti rispetto alla maggior parte degli altri Paesi della zona euro a causa della crescente preoccupazione per la sostenibilità dei nostri conti pubblici e per la nostra permanenza nella moneta unica. Il presidente della Consob riconduce parte di questa perdita di fiducia a "pregiudizi" di enti privati e istituzioni sovranazionali, che non apprezzerebbero i punti di forza dell'Italia come il risparmio privato. Per Savona, tocca alle autorità economiche e ai media ristabilire la fiducia nel Paese - una concezione molto strana del ruolo di watchdog che istituzioni come la sua e i giornalisti dovrebbero avere in una democrazia liberale.

È ovviamente importante chiedersi se Savona abbia ragione - ovvero se ci sia una cecità diffusa nei confronti dell'Italia. Savona parla con entusiasmo delle attività finanziarie del Paese, molto maggiori del debito pubblico. Ma è davvero opportuno auspicare che il risparmio degli italiani venga convogliato per sostenere il debito pubblico? L'Italia si troverebbe in una situazione di repressione finanziaria, con buona pace dei principi di diversificazione degli investimenti e di libertà di scelta.

Savona giustamente auspica che l'Italia possa tornare a crescere a ritmi sostenuti, perché questo è il modo migliore per ristabilire un clima di fiducia, e indica negli investimenti la strada maestra per lo sviluppo. Ma dove era il presidente della Consob mentre il governo scriveva la legge di bilancio per il 2019, che privilegia la spesa corrente rispetto a quella in conto capitale? Savona era proprio in quelle stanze, come ministro degli Affari europei, a ipotizzare una crescita del 2% nel 2019 e del 3% nel 2020. Il rallentamento di quest'anno mostra che a essere fuori luogo era il suo ottimismo, non il pessimismo degli osservatori.

Negli ultimi anni, la Consob si è spesso dimostrata distratta e incapace di proteggere il risparmio degli italiani. Sarebbe utile se il nuovo presidente si concentrasse sulle funzioni del suo istituto, invece di trasformarlo in un laboratorio di analisi bislacche.