Quando il Quirinale alza la voce
Sebastiano Messina , di SEBASTIANO MESSINALe parole lasciate cadere da Sergio Mattarella al Csm, con la voce calma ma ferma di un uomo che ha già attraversato molte burrasche, hanno la forza del tuono che annuncia il temporale
Temete l'ira dei calmi, recita un antico detto popolare. Ebbene, solo chi non conosce Sergio Mattarella può aver scambiato per distaccata tranquillità il tono in cui il Presidente ha scandito il suo "basta" al grande tavolo circolare del Consiglio Superiore della Magistratura. Perché quando un Capo dello Stato dichiara ufficialmente che dalle indagini sulle nomine pilotate dei procuratori è emerso "un quadro sconcertante e inaccettabile", avvertendo i massimi rappresentanti dei magistrati che è arrivato il momento di "reagire con fermezza", non serve alzare la voce per drammatizzare una situazione già al centro della tempesta. Quelle parole lasciate cadere con la voce calma ma ferma di un uomo che ha già attraversato molte burrasche hanno la forza del tuono che annuncia il temporale.
Ogni presidente ha il suo stile. Tutti ricordiamo la ramanzina che Sandro Pertini fece al governo Forlani, con la pipa i…
Ogni presidente ha il suo stile. Tutti ricordiamo la ramanzina che Sandro Pertini fece al governo Forlani, con la pipa i…
Temete l'ira dei calmi, recita un antico detto popolare. Ebbene, solo chi non conosce Sergio Mattarella può aver scambiato per distaccata tranquillità il tono in cui il Presidente ha scandito il suo "basta" al grande tavolo circolare del Consiglio Superiore della Magistratura. Perché quando un Capo dello Stato dichiara ufficialmente che dalle indagini sulle nomine pilotate dei procuratori è emerso "un quadro sconcertante e inaccettabile", avvertendo i massimi rappresentanti dei magistrati che è arrivato il momento di "reagire con fermezza", non serve alzare la voce per drammatizzare una situazione già al centro della tempesta. Quelle parole lasciate cadere con la voce calma ma ferma di un uomo che ha già attraversato molte burrasche hanno la forza del tuono che annuncia il temporale.
Ogni presidente ha il suo stile. Tutti ricordiamo la ramanzina che Sandro Pertini fece al governo Forlani, con la pipa in mano, per i ritardi nei soccorsi ai terremotati dell'Irpinia, o la voce stentorea di Oscar Luigi Scalfaro che gridò a reti unificate il suo "Non-ci-sto!" di fronte al tentativo di coinvolgerlo nello scandalo dei fondi riservati del Sisde, o ancora l'indimenticabile paternale che Giorgio Napolitano fece a un Parlamento che lo aveva appena rieletto al Quirinale, trattando come scolaretti svogliati quei parlamentari che si erano rivelati incapaci non solo di varare le riforme ma persino di scegliere il suo successore.
Pertini, Scalfaro e Napolitano ci avevano mostrato tre volti dell'ira presidenziale. Mattarella ce ne ha mostrato un quarto. Meno spettacolare, certo. Meno mediatico, senz'altro. Ma non per questo meno duro. Non dimentichiamo che il segreto di questo Presidente è stata la sua forza calma, la sua dolce inflessibilità, e dunque nessuno sottovaluti questo tuono col silenziatore: il lampo s'è visto, eccome, e adesso bisogna raggiungere un riparo. Di corsa.
Ogni presidente ha il suo stile. Tutti ricordiamo la ramanzina che Sandro Pertini fece al governo Forlani, con la pipa in mano, per i ritardi nei soccorsi ai terremotati dell'Irpinia, o la voce stentorea di Oscar Luigi Scalfaro che gridò a reti unificate il suo "Non-ci-sto!" di fronte al tentativo di coinvolgerlo nello scandalo dei fondi riservati del Sisde, o ancora l'indimenticabile paternale che Giorgio Napolitano fece a un Parlamento che lo aveva appena rieletto al Quirinale, trattando come scolaretti svogliati quei parlamentari che si erano rivelati incapaci non solo di varare le riforme ma persino di scegliere il suo successore.
Pertini, Scalfaro e Napolitano ci avevano mostrato tre volti dell'ira presidenziale. Mattarella ce ne ha mostrato un quarto. Meno spettacolare, certo. Meno mediatico, senz'altro. Ma non per questo meno duro. Non dimentichiamo che il segreto di questo Presidente è stata la sua forza calma, la sua dolce inflessibilità, e dunque nessuno sottovaluti questo tuono col silenziatore: il lampo s'è visto, eccome, e adesso bisogna raggiungere un riparo. Di corsa.