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(ansa)

Il bisogno di umiliarci

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I maschi in politica contro le donne: con loro, l'uomo si concede il piacere di minacciarle non con l'arresto, il processo, la galera, ma con le randellate e lo stupro
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Delle donne insultate, maltrattate, ammazzate, non importa a nessuno sul serio, forse neppure alle altre donne: e in questi giorni è solo un pretesto perché i contendenti di governo possano ravvivare la commedia di giornata, litigi, scontri, dichiarazioni di capipopolo e con sconosciuti sugli scranni del Parlamento che fanno capolino per dire la loro; in attesa che tutto si appiani e si ricominci a evitare la situazione dolorosa del Paese con altri apparenti litigi che rallegrano gli show televisivi, impegnati nel servile silenzio sulla realtà. 

Certo che questo governo è sessista e non solo il ministro dell'Interno, anche il ministro del Lavoro che per far vedere che non lo è pensa che basti farsi fotografare mentre si struscia, con un certo imbarazzo, sulla sua nuova fidanzata. E pure i ministri appositamente scelti per la loro inquietudine verso le donne che non sono più come una volta, o almeno non come la mamma.

Ma del resto er…
Delle donne insultate, maltrattate, ammazzate, non importa a nessuno sul serio, forse neppure alle altre donne: e in questi giorni è solo un pretesto perché i contendenti di governo possano ravvivare la commedia di giornata, litigi, scontri, dichiarazioni di capipopolo e con sconosciuti sugli scranni del Parlamento che fanno capolino per dire la loro; in attesa che tutto si appiani e si ricominci a evitare la situazione dolorosa del Paese con altri apparenti litigi che rallegrano gli show televisivi, impegnati nel servile silenzio sulla realtà. 

Certo che questo governo è sessista e non solo il ministro dell'Interno, anche il ministro del Lavoro che per far vedere che non lo è pensa che basti farsi fotografare mentre si struscia, con un certo imbarazzo, sulla sua nuova fidanzata. E pure i ministri appositamente scelti per la loro inquietudine verso le donne che non sono più come una volta, o almeno non come la mamma.

Ma del resto erano sessisti i governi di Berlusconi che voleva solo ministre di gamba lunga e sandali d'oro e tutti quelli degli ultimi decenni, per non parlare dei precedenti, con i premier imbarazzati dal fastidio delle quote rosa, tranne, pardon, Matteo Renzi che contento si circondò di metà e metà, e non è detto che forse anche per questo l'abbiano silurato. E continuino a insultarlo, anche lui, ma come uomo, quindi niente sessismo. Questa infatti è la differenza dell'insulto, del rimprovero, dello sghignazzo, della colpa, del delitto: un uomo viene attaccato in quanto, forse, ladro, bugiardo, imbroglione, sfruttatore, persino assassino: ma le eventuali ladre, bugiarde, imbroglione, le colpevoli di qualunque errore ma soprattutto di essere donne, sono puttane, vacche, et cetera, la catena degli insulti che riguardano il non essere uomo è lunghissima, ma anche vecchie, brutte, grasse, laide, quindi escluse dal consorzio umano che è quello formato da uomini.

Con loro, con le donne, il maschio si concede il piacere di minacciarle non con l'arresto, il processo, la galera, ma con le randellate, lo stupro, la sodomia possibilmente di gruppo. Tanto lei non aspetta altro! Non si capisce quindi perché il ministro dell'Interno rifiuti la definizione di sessista lanciatagli dal sottosegretario Spadafora, che è nello stesso governo ma nella parte che ormai non conta: infatti è anche il suo sessismo, che comincia dal fisico e dal pelo facciale robustamente virili, una delle ragioni del suo sempre più adorante successo, anche da parte delle donne che come si sa odiano quasi sempre le altre donne.

Come persona può essere che lui non lo sia, ma come vicepremier certamente lo è: non è detto che essere leghista o fratello d'Italia voglia dire essere sessista, ma quasi certamente essere sessista vuol dire essere leghista o fratello d'Italia e sicuramente uno dei robusti pelati in nero dei gruppi nazifascisti. Il suo vocabolario pubblico maschio non va oltre la rottura di palle, ma quando, furente condottiero, se la prende con una donna, mettiamo la giovane e indomabile capitana tedesca, si abbassa alla massima vecchia retorica della Signorina Snob (quella meravigliosa di Franca Valeri anni '50), con accuse direi da soviet: è ricca (come vorrebbero essere quelli che attendono la flat tax) e va a fare shopping a Portofino (e chi ci va può restarci male).

Ma basta che lui in piedi, braccio alzato come un grande direttore d'orchestra agiti l'esperta bacchetta del comando, per dare il via ai suoi adepti, che con i loro sempre più veloci ticchettii si affannano felici ad augurare ogni umiliazione sessuale a donne che si permettono di agire con fermezza, intelligenza e umanità contro i capricci di chi ha fatalmente in mano i destini degli italiani. Forse quel fastidio per le donne, quel bisogno di umiliarle nel corpo, che da sempre spinge il maschio diseducato persino ad eliminarle, è uscito dal privato, si è allargato a tutto il genere femminile (tranne la mamma ovvio): con il sostegno forse non previsto del nostro massimo leader. Non è un buon momento se sei femmina.