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L'estate dei tascabili

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Tra i libri più venduti entrano in classifica titoli evergreen. Quelli del canone scolastico, da Primo Levi a Calvino, e quelli da vacanza, come Agassi o Cognetti
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“Romanzo da ombrellone”: l’etichetta, per decenni, l’hanno usata i critici per indicare libri di intrattenimento puro, poco impegnativi. La verità è che sotto l’ombrellone arriva un po’ di tutto, e luglio, da qualche anno, è sempre più vivace in libreria. Freschi di stampa e riedizioni tascabili, gialli, totem culturali e titoli baciati dai premi letterari. Muove copie la fresca fascetta del Premio Strega, certo: il romanzo vincitore, M di Antonio Scurati, ha venduto sulle diecimila copie soltanto nell’ultima settimana. E muovono copie le liste di libri per l’estate consegnate agli studenti l’ultimo giorno di scuola.
Ma chi lo decide cosa è estivo e cosa no? «Non dirlo a nessuno, ma questa, in realtà, è la mia lettura “invernale”» dice una signora in spiaggia, sdraiata al sole, in una vignetta uscita di recente sul New Yorker. Guardando le classifiche delle ul…
“Romanzo da ombrellone”: l’etichetta, per decenni, l’hanno usata i critici per indicare libri di intrattenimento puro, poco impegnativi. La verità è che sotto l’ombrellone arriva un po’ di tutto, e luglio, da qualche anno, è sempre più vivace in libreria. Freschi di stampa e riedizioni tascabili, gialli, totem culturali e titoli baciati dai premi letterari. Muove copie la fresca fascetta del Premio Strega, certo: il romanzo vincitore, M di Antonio Scurati, ha venduto sulle diecimila copie soltanto nell’ultima settimana. E muovono copie le liste di libri per l’estate consegnate agli studenti l’ultimo giorno di scuola.
Ma chi lo decide cosa è estivo e cosa no? «Non dirlo a nessuno, ma questa, in realtà, è la mia lettura “invernale”» dice una signora in spiaggia, sdraiata al sole, in una vignetta uscita di recente sul New Yorker. Guardando le classifiche delle ultime settimane si trovano molti indizi sul “canone estivo” del 2019. I tascabili fanno la differenza. Anche nelle scelte strettamente scolastiche: la trilogia di Calvino e L’amico ritrovato macinano diverse migliaia di copie. Solo Il barone rampante in un mese 4.233 copie; il romanzo di Uhlman 6.590. La parte del leone, nell’anno del centenario della nascita, la fa però Primo Levi. Ottima notizia: in meno di un mese, i suoi titoli maggiori hanno abbondantemente superato le 10 mila copie. Se questo è un uomo è in cima alla top 5 dei tascabili da diverse settimane. Se la cava splendidamente, fra le letture del “canone stabile”, George Orwell con La fattoria degli animali e 1984 che tocca quota 5609, il vecchio Giovane Holden di Salinger, con 5.911 copie; Il buio oltre la siepe di Harper Lee, il Diario di Anne Frank.
Sui compiti di lettura estivi, il dibattito resta aperto: fra i genitori, ma anche fra i docenti. Mamme quasi indignate che in una lista per ragazzi di seconda media figurino Cuore di De Amicis, o I Buddenbrook per la seconda superiore; e professori scettici sull’obbligo. E poi, eterna querelle: classici o contemporanei? Ho spulciato qualche elenco del 2019: non solo Flaubert e Dostoevskij, non solo Sciascia (rinverdito dall’ultima maturità, nel trentennale della morte?), Pavese o Bassani. Ancora minoritari, i contemporanei ci sono: l’Ammaniti di  Io non ho paura viaggia a oltre mille copie a settimana, c’è Giuseppe Catozzella e c’è Luigi Garlando (Per questo mi chiamo Giovanni, su Falcone, oltre 1.500 copie nell’ultima settimana), c’è Alessandro D’Avenia, e c’è Fabio Geda, che in nemmeno dieci anni ha superato le 600 mila copie con il bestseller Nel mare ci sono i coccodrilli. Un po’ per via scolastica, un po’ per vitalità autonoma del tascabile da vacanza, prendono quota tra giugno e luglio L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio (4.299 copie), Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol, classe 1997, con oltre 5.200 copie, e piccoli classici del presente come Le otto montagne di Cognetti, Accabadora di Michela Murgia; fra gli stranieri, il gigante Murakami o l’intramontabile Donne che corrono coi lupi (2.279 copie in un mese). E quasi commuove la resistenza imperitura del Piccolo Principe (ormai ristampato da diversi marchi editoriali, muove circa 2.000 copie in una settimana) e dei titoli di Georges Simenon.
Basta comunque una promozione sui tascabili, come quelle di Feltrinelli, Newton Compton o Einaudi, per svegliare l’intero catalogo e fare numeri tutt’altro che piccoli (Feltrinelli in un mese ha mosso 68.679 copie di tascabili). D’altra parte, il formato pratico e maneggevole del libro, appunto, da tasca, sembra non temere ancora la concorrenza digitale.
E mentre la leggendaria Bur festeggia su e giù per la penisola i suoi settant’anni, Penguin ha ideato una bellissima campagna pubblicitaria. Celebrando i volumi “consumati”: con le loro orecchie, le sottolineature, i segni del tempo, ma anche di letture all’aperto — pagine scolorite, scarabocchiate, gonfiate dall’acqua, copertine scollate — e di un amore prolungato. C’è, tra i primi titoli richiamati, Anna Karenina: un’artista inglese ha fotografato la sua vecchia copia tascabile “malconcia”, con le pagine che ormai si staccano. Così, mi è venuta la curiosità di andare a vedere quanti lettori italiani ha avuto il romanzo nell’ultimo mese. Una prima volta? Una rilettura? Una sfida con se stessi? Fatto è che circa 1.103 lettori sono entrati in libreria nelle settimane scorse per fare o rifare i conti con l’incipit sulle famiglie felici che si assomigliano. Tanti? Pochi? Non ha senso dirlo. È bello che ci siano.