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Giovani a Piazza Trilussa a Roma 

Alcol e droga, la Roma da sballo degli americani

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Il giro nei locali del centro, gli abusi e il rischio che finisca male. E spuntano i siti in cui si vendono pacchetti “all you can drink”
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"Thirsty Thursday", giovedì assetato. La serata speciale degli studenti, il giovedì. Il giorno in cui è morto a Roma il carabiniere Mario Cerciello Rega. Avendo per protagonisti un diciottenne e un diciannovenne, turisti-studenti statunitensi, alloggiati al Le Méridien Visconti, hotel 4 stelle della capitale, bisogna raccontare un'altra storia. Fare i conti con il "supermercato della droga" attivissimo nel centro città come in periferia, con gli spacciatori indisturbati fuori dai locali notturni, e forse, più in generale, anche con un paese della cuccagna alcolica, un divertimentificio capitolino senza regole.
I "probabilmente maghrebini" fermati per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega sono diventati così statunitensi; "questi animali" additati nei tweet razzisti hanno preso le fattezze di due giovani occidentali bianchi. Da nordafricani sono diventati nordamericani - come i…
"Thirsty Thursday", giovedì assetato. La serata speciale degli studenti, il giovedì. Il giorno in cui è morto a Roma il carabiniere Mario Cerciello Rega. Avendo per protagonisti un diciottenne e un diciannovenne, turisti-studenti statunitensi, alloggiati al Le Méridien Visconti, hotel 4 stelle della capitale, bisogna raccontare un'altra storia. Fare i conti con il "supermercato della droga" attivissimo nel centro città come in periferia, con gli spacciatori indisturbati fuori dai locali notturni, e forse, più in generale, anche con un paese della cuccagna alcolica, un divertimentificio capitolino senza regole.
I "probabilmente maghrebini" fermati per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega sono diventati così statunitensi; "questi animali" additati nei tweet razzisti hanno preso le fattezze di due giovani occidentali bianchi. Da nordafricani sono diventati nordamericani - come in effetti sono Christian Gabriel Natale Hjorth e Elder Finnegan Lee - e a quel punto, evocare sui social le navi delle ong e i lavori forzati non funzionava più. I cento euro, l'estorsione, l'aspirina spacciata per cocaina, la notte esagerata di due ventenni in camicia, le coltellate per un grammo di droga, il coltello sporco di sangue nella stanza di un hotel chic del centro storico. Christian Gabriel Natale Hjorth e Elder Finnegan Lee rappresentano solo sé stessi - e gli ansiolitici, l'alcol e la droga sul comodino dei giovani occidentali non aggiungono niente al discorso sui porti chiusi. Nessuno stereotipo può dare manforte. Che vuoi tirare fuori? Vacanze romane? Un americano a Roma? Gli americani a Roma mica puoi ficcarli tutti in una categoria da agitare come una clava nel discorso pubblico. Ti tocca distinguere, guarda un po'.
Ci sono, è ovvio, turisti e turisti. Ci sono, è altrettanto ovvio, piazze e "piazze". Quelle appetibili per romani e turisti che vogliono esagerare non si trovano a fatica. Esiste un sito - si chiama pubcrawl.com - che fornisce dritte per giovani americani votati al "Rome's ultimate party", la festa finale romana. Bar hopping, si salta di bar in bar, di pub in pub tutta la notte; chi non regge, peggio per lui. Punti di riferimento degli studenti americani, i locali di Campo de' Fiori, di piazza Trilussa a Trastevere. Il "pacchetto" è acquistabile anche online, birra illimitata, vino e altri drink, salti la fila nei locali in cui ti sposti. Ammessi alle "feste finali" i maggiorenni, difficile dire se verificati - ed è comunque un vantaggio rispetto agli Usa, dove molti stati fissano il limite per le bevande alcoliche a ventun anni.
La cronaca romana ha registrato non poche serate finite male, negli ultimi anni. Un ragazzo americano trovato sui binari della ferrovia a Trastevere, un altro caduto dal parapetto a Lungotevere Tebaldi; un altro ancora caduto dal parapetto all'altezza del Lungotevere Tor di Nona: indossava una t-shirt con la scritta "Pub Crawl". E ancora: Beau Solomon, diciannove anni, studente dell'università americana John Cabot, con sede a Trastevere, caduto (o spinto) nel fiume l'estate di tre anni fa. Sarebbe demenziale trarre da questi casi una costante, ma avere qualche dubbio sull'efficacia di controlli e restrizioni in materia di abuso di alcol è forse legittimo.
Tecnicamente sarebbe illegale, scrive infatti l'utente di un forum in cerca di consigli sul pub crawl a Roma, ma qualcuno gli ha consigliato "Piazzo Navona" e "Campo di Giorni", Piazza Navona e Campo de' Fiori. "Bere può essere pericoloso a Roma" titolava qualche anno fa un sito di informazione per turisti americani nella Città eterna. Evidentemente, non solo per chi beve o per chi si droga. La storiaccia di Christian Gabriel Natale Hjorth e Elder Finnegan Lee, naturalmente, non insegna niente. Non è simbolo, né metafora di niente. E mentre i due giovani americani restano in silenzio davanti al giudice effettivo, troppi giudici improvvisati tacciono in ritardo. Dopo avere cercato colpevoli dalla parte dove viene più comodo guardare. Quella che però, in ogni caso, con le scuole prestigiose di San Francisco, gli hotel di lusso e le notti su di giri della movida tossica a Roma, ha poco a che vedere.