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 I funerali di Mario Cerciello Rega a Somma Vesuviana (ansa)

La circolare dimenticata che obbligava a girare armati

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Era stata emanata dal ministro Alfano dopo la strage di Nizza e ribadita dal successore Minniti, ma Salvini non l’ha più sollecitata. Non era un obbligo, ma un richiamo alla "vigilanza sempre". Ora non è più rispettato
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Esiste una circolare che raccomanda al personale delle forze dell'ordine "l'elevata opportunità" di portare l'arma di ordinanza anche fuori dal servizio. L'ha emanata il ministro dell'Interno Alfano dopo il massacro di Nizza, l'ha ribadita il suo successore Minniti dopo le stragi dell'Isis. Salvini, pur mostrandosi spesso in foto con mitra e fucili, non l'ha più sollecitata. Non era un obbligo, ma un richiamo "alla vigilanza sempre". E adesso si scopre che è già stato dimenticato, classificandolo come "un'indicazione legata a quella situazione particolare" ossia alla minaccia del terrorismo islamico. Che però non pare conclusa, visto che in tutte le città ci sono ancora soldati e blindati nelle strade.

La morte di Mario Cerciello Rega pone un quesito ancora più inquietante. Il carabiniere è andato a un appuntamento notturno con due ricattatori senza pistola. Non s…
Esiste una circolare che raccomanda al personale delle forze dell'ordine "l'elevata opportunità" di portare l'arma di ordinanza anche fuori dal servizio. L'ha emanata il ministro dell'Interno Alfano dopo il massacro di Nizza, l'ha ribadita il suo successore Minniti dopo le stragi dell'Isis. Salvini, pur mostrandosi spesso in foto con mitra e fucili, non l'ha più sollecitata. Non era un obbligo, ma un richiamo "alla vigilanza sempre". E adesso si scopre che è già stato dimenticato, classificandolo come "un'indicazione legata a quella situazione particolare" ossia alla minaccia del terrorismo islamico. Che però non pare conclusa, visto che in tutte le città ci sono ancora soldati e blindati nelle strade.

La morte di Mario Cerciello Rega pone un quesito ancora più inquietante. Il carabiniere è andato a un appuntamento notturno con due ricattatori senza pistola. Non sappiamo perché lo abbia fatto, ma si tratta di un comportamento proibito dai regolamenti. Chi doveva farli rispettare?

Gli ultimi episodi negativi che hanno riguardato l'Arma - dal caso Cucchi al delitto Mollicone - sembrano indicare una crepa nella catena gerarchica, che pone il tema del controllo delle "stazioni": le cellule più piccole dell'istituzione ma allo stesso tempo fondamentali nel presidio del territorio. Lì un tempo l'anziano maresciallo era l'autorità indiscussa e prolungata negli anni. Oggi i capi ruotano spesso e i marescialli sono giovani. Ma il ruolo di questa rete capillare è ancora più decisivo, perché lì si trovano le persone che affrontano i problemi concreti, molte volte sentendosi "abbandonati in trincea". È importante che le sfasature tra ufficiali e comandi minori siano individuate, permettendo così di spazzare via ogni ombra.